Le nostre storie

Storia dei Due Comandanti

«Dopo che l’ultimo blindato aveva oltrepassato il ponte sulla via Emilia, il comandante, nell’offrirmi la sigaretta, mi chiese se avessi dei figli.
Sì, due — risposi un po’ sorpreso. — Un maschio e una femmina.

Allora si avvicinò all’auto, prese un pacchetto e me lo diede:
Giocattoli… Non so se rivedrò i miei.
Ringraziai. Ci stringemmo la mano; risalì sull’auto e la colonna riprese la sua marcia.

Solo allora la tensione nervosa che mi aveva tenuto compagnia per tutto il tempo si allentò, lasciandomi respirare. Solo allora mi resi conto del rischio che avevo corso, perché dei tedeschi si aveva paura tutti. Prima no, prima il dovere di evitare un disastro era stato più forte e mi aveva spinto ad agire. Ecco: il dovere di fare la cosa giusta in quel particolare momento era ciò che mi era passato per la testa.

Così, a pericolo scampato, con le mani che un po’ tremavano , fumando, me ne tornai a casa.
Ah, dimenticavo. Mi chiamo Galileo Lazzari (Leo) e ho 38 anni.
Commerciante, lavoro nel mio bar in via C. Battisti.
Nel 1945 ho comandato il raggruppamento di Melegnano della 57ma brigata Matteotti.
Antifascista da sempre».

Leo Lazzari

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Si ringraziano la famiglia Lazzari e la sezione ANPI di Melegnano che rendono disponibile il testo.

Giovedì 26 aprile, ore 11:03
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Lettere

Il lavoro, la Castellini, il 25 aprile, la voce della Callas. Nel commosso ricordo di Ezelinda Lazzari

«Cara mamma,

sono ancora stordito, scioccato e non mi sono ancora reso conto della tua improvvisa scomparsa.

Una infezione ha tolto per sempre il tuo dolce sguardo dal mio. Quanti ricordi affiorano ora alla mia mente: sento ora il bisogno di chiederti perdono per tutti quei momenti che sei stata delusa da me e dalle mie azioni. Perdono per non aver concluso gli studi, per non aver formato una famiglia, per le ansie provocate per il mio lavoro.

Ho sempre pensato a te come ad un inarrivabile esempio di esemplare rettitudine e moralità a tutta prova.

La tua dedizione al lavoro, prima come infermiera nel Vecchio Ospedale e poi come assistente per oltre cinquant’anni in un noto Gabinetto dentistico della città aveva qualcosa di eroico: ti ricordo impeccabile nel tuo grembiule bianco, mai una sbavatura, un cedimento, una smorfia; sempre seria eppure disponibile verso il tuo prossimo; eri l’ultima di una categoria di infermieri educati all’etica ed al rispetto della persona. Prima veniva il paziente e poi tu.

Eroica anche la tua dedizione alla famiglia, a tuo marito dalla salute e dal carattere problematici ed a tuo figlio fonte spesso di preoccupazioni offrendo a tutti l’esempio di una Moglie e di una Madre oggi in via di estinzione.

E poi l’accettazione più dolorosa; la malattia e la tua infermità. Ricordi quella sera in Ospedale quando rivolgesti quella fatidica domanda a tua sorella Natalina: “ma alura caminerù propri pù?” E poi guardando il Crocifisso sopra la porta: “sia fata la voluntà del Signur”. I primi tempi continuavi a dire “vedarù pù la mia Bordighera”, riferendoti alla cittadina ligure dove avevamo passati tanti estati felici. Dopo tutte le umiliazioni e sofferenze subite speravo che il tuo tramonto fosse più sereno ma il destino ha suonato inesorabilmente alla porta. Negli ultimi anni, nonostante ormai fossi inchiodata sulla sedia a rotelle mantenevi intatta la tua personalità ed io ho cercato di rimediare a tutte le mie colpe standoti vicino il più possibile e dedicandomi a te con tutto me stesso. Era per te fonte di gioia partecipare ancora alla S.Messa nel tuo “Bel S. Giovanni”, o alle Feste organizzate dalla Fondazione Castellini dove il tuo sorriso ed il tuo canto erano sempre presenti. Punto fermo rimaneva sempre la Commemorazione del 25 Aprile dove la tua presenza era sempre gradita e, a questo proposito, come saresti stata orgogliosa e fiera di ricevere la Pergamena che il Dott. Fogagnolo, in qualità di Presidente dell’ANPI, aveva deciso di concederti, da me ritirata, e, nella quale sei additata “come esempio di virtù civica alle nuove generazioni”.

Le tue esequie così partecipate e sentite da tante persone sono state il frutto del tuo lavoro e del tuo amore verso gli altri. Concludo questo struggente ricordo con alcune frasi tratte dall’Aria “La Mamma Morta” dall’Andrea Chenier di Umberto Giordano e che spesso sentivi dalla voce della Divina Callas che tu tanto amavi: “Fu in quel dolore che a me venne l’Amor. Voce piena d’Armonia e dice: vivi ancora! Io son al vita! Ne i miei occhi è il tuo cielo.Tu non sei sola. Le lacrime tue io le raccolgo! Io sto sul tuo cammino e ti sorreggo. Sorridi e spera! Io sono l’Amore…..Io sono il Dio che sovra il mondo scendo da l’Empireo; fa della Terra un Ciel. Io son l’Amor. Io son l’Amor”.

Tuo Federico

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Nata a Cassino d’Alberi nel Comune di Mulazzano il 16/01/1932, Ezelinda Lazzari si trasferì con la famiglia a Melegnano nel 1933 nel popolare Curtil de la Speransa, in via S.Martino, con i genitori, il Carletu e l’Antunieta, e le sorelle Pina, Mariuccia, Vilma, Natalina ed il fratello Nino. Divenne in seguito un’apprezzata infermiera nel vecchio Ospedale Predabissi, diplomandosi a pieni voti nel 1951. Contemporaneamente frequentò l’Oratorio femminile dove, munita di una bella voce da soprano, si cimentò in diverse operette. Si sposò il 19.01.1957, con il melegnanese Ernesto Bragalini, l’Ernestu Sart., nato nel popolare quartiere de Bass i Munegh il 15.10.1928. Lasciato l’Ospedale (allora chi si sposava doveva lasciare la professione di Infermiera), si impiegò presso il Gabinetto dentistico del Dottor Francesco Dalle Rive dove per oltre cinquant’anni profuse la sua opera. Stimata da molti medici e pazienti che ebbero modo di apprezzarne le sue doti umane e professionali continuò anche dopo la pensione il suo impegno non rifiutando di mettersi al servizio di chi avesse bisogno di un Consiglio o di una visita. Minata da una malattia irreversibile che ne minò la salute, fu costretta a ritirarsi presso la Fondazione Castellini dove cercò fino a quando le fu possibile di partecipare alle attività dei volontari. Spesso veniva portata dal figlio alla domenica alla Santa Messa in S.Giovanni e fino all’ultimo volle partecipare al Corteo del 25 aprile, dove la sua presenza era sempre salutata come “esempio di impegno civico”. Proprio a pochi giorni dalla sua scomparsa il 19 aprile 2016, il Dottor Fogagnolo, presidente dell’A.N.P.I, consegnava con profonda commozione al Figlio una Pergamena con la seguente dicitura: “Per la pluriennale, puntuale e immancabile presenza di EZELINDA LAZZARI alla cerimonia del 25 Aprile che testimonia la sua dedizione ai valori della Resistenza, l’A.N.P.I. DI MELEGNANO, grata, la addita come esempio di virtù civica alle nuove generazioni e volentieri le rilascia il seguente ATTESTATO DI MERITO. Il Presidente Sergio Fogagnolo – Melegnano 25 Aprile 2016”.

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Il caso

Molino Torretta, morte lenta del più antico sangiulianese

VIBOLDONE/CIVESIO — Diroccato. Spray e graffiti. Niente e nessuno tende una mano al Molino Torretta, edificio consegnato alle attuali frazioni di Civesio e Viboldone direttamente dall’Anno Mille.

La costruzione risale al 1070. Sono ancora apprezzabili parti di pregio architettonico, come l’arcata della stalla lungo la facciata; la torretta, da cui il mulino prende nome. Il canale Vettabbia animava una ruota visibile fino a poco tempo fa. Il proprietario è lo stesso del borgo di Viboldone, Giacomo Fugazza. La rovina è documentata dal 1999.

Interessata al restauro dell’edificio è l’associazione Italia Nostra, sezione Milano Sud Est.

Martedì 24 aprile, ore 6:30
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Fotoreportage

Mercato di Melegnano a peso di limoni

CONCILIAZIONE/4 NOVEMBRE – È il mercato di Melegnano, una domenica di tante. Ronde di polizia, carabinieri, finanza e rinforzi non inibiscono gli ambulanti dalla vendita di limoni, come nella prima immagine.

A destra, polizia municipale in sosta a tutela di un ambulante che offre erbe da cucina. A prevenzione di eventuali attentati.

Lunedì 23 aprile ore 6:00
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Cronaca

Buca in centro, la via delle Poste è bloccata

VIA MAZZINI – Buca in mezzo alla strada. L’asfalto cede lasciando il posto a una depressione sufficientemente larga per una ruota di automobile.

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I residenti riferiscono di avere notato la depressione formarsi ieri, lunedì. La polizia locale è in questo momento nella via per accertamenti; l’ingresso da via Marconi è temporaneamente chiuso al traffico.

Martedì 17 aprile, ore 15:03
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L'inchiesta cinica

Il Clown e l’Imperatore

È INSURREZIONE. Del sistema, contro il sistema. Prima il brexit. Poi Donald Trump. Infine i trade wars, cioè le guerre commerciali tra USA e Cina. Ora la Siria. L’Italia è nella presa di cinque dita: 1) propaganda, 2) anti-politica, 3) autarchia, 4) protezionismo, 5) guerra.

Parole del cacchio. Parole difficili. In Italia si vive di cose facili: di movimento cinque stelle, co-fondato dal comico satirico genovese Beppe Grillo. E di lega nord, l’estrema destra del «nullafacente» Matteo Salvini. Il loro linguaggio scorretto — iniziato con Grillo, a dire il vero — fa presa su chiunque.

Vediamo la cosa più facile, la propaganda.

IL CLOWN E L’IMPERATORE

«Il clown e l’imperatore sono i nuovi opposti polari che regolano il nostro presente», spiega il Washington Post.

Cos’è il Washington Post? È il quotidiano più diffuso nelle metropoli americane. Con questa dichiarazione è come se il Washington Post abbia estratto due carte e abbia letto il futuro dei popoli: tu sarai guidato da un clown, dice agli occidentali. Tu da un imperatore, agli orientali.

In inglese si chiama easy way, cioè il modo facile. Per amore delle cose facili americani e italiani si sono scelti dei leader comici, sboccati. I capi occidentali sono animali da palco. Per fare le cose facili in Cina il congresso nazionale del popolo ha rimosso i limiti di mandato del presidente in carica Xi Jinping. Per governare all’infinito. Il primo comunista del mondo è un sovrano assoluto.

«L’INGOVERNABILE ITALIA» scrive il Washington Post. «In Italia i populisti hanno pesantemente sfruttato un miscuglio di disaffezioni popolari — disoccupazione e sentimenti anti-élite, anti-Europa, anti-immigrati — per ottenere la vittoria alle urne il 4 marzo. Ma non hanno né un programma chiaro né, grazie al rifiuto della riforma costituzionale lo scorso anno, una maggioranza parlamentare capace di affrontare la giustificabile rabbia pubblica. Potranno volerci mesi per formare un governo.
«Al contrario, l’imperatore comunista cinese e il suo monopartito hanno un piano trentennale. Il piano comporta il passaggio da un modello di crescita guidato dalle esportazioni a uno basato sui consumi delle famiglie e sulla trasformazione dell’industria attraverso l’Internet delle cose. Il piano comporta il progetto di costruire di una nuova rotta commerciale della Via della Seta attraverso l’Eurasia — la regione del mondo che sta guidando la competizione globale — e comprende di affrontare con intelligenza il cambiamento climatico. Prevede la fine della povertà; si instaura una società moderatamente prospera; il tutto abbinato a un budget militare crescente. Una leadership forte, decisa, costante. Efficace in tempi turbolenti» conclude il Washington Post. Cose facili, appunto.

LA PUREZZA ASIATICA

Cose facili pure ai russi. Vladimir Putin, altro comunista, oggi è presidente per la quarta volta. Cose facili, ma un po’ serie. Come quella di Li Zhanshu, braccio destro e vero volto dell’imperatore Xi. Donald Trump invece è sicuramente preparato a fare il clown: è uno che si fida a dire:

  1. «Il mio pulsante nucleare è più grosso del tuo» (3 gennaio 2018)
  2. «Nonostante la stampa sempre negativaa, cafveve» (30 maggio 2017, 74mila retweet)
  3. «Potrei sparare a qualcuno in piena New York e non perderei un solo voto» (25 gennaio 2016)
  4. o a sfottere un giornalista disabile del New York Times (25 novembre 2015).

Il senso? Propaganda. Quell’incessante propaganda che tiene in vita i leader mondiali. Vale per Trump, vale per Putin. Dal 2016 è popolare un video del suo intervento nella fabbrica russa Allumina: serio — troppo serio — ordina agli industriali: firmate un accordo, pagate gli operai.

Putin duro e puro, comanda gli oligarchi. Putin boss dei boss. Ma la news è mezza fake: il video è del 2009. E la fabbrica chiuse uguale.
Lui però è di nuovo presidente.
Cose facili.

E NEL SUD EST MILANO?

Hai voglia a cercare. Non c’è nemmeno un clown. Manco un imperatore. San Donato e Melegnano appartengono, coi sindaci Checchi e Bertoli, al tempo di Obama.
San Giuliano torna, con il sindaco Segala, ai tempi di George Bush; che regredire è meglio che curare.

Il termometro locale segna tacche di depressione. Ex sindaci, una volta potenti sui giornali, oggi fanno il debole mestiere del predecessore. Sono rattristati. Candidati e aspiranti candidati locali si fanno la foto al mercato con politici indagati per corruzione, peculato, false fatture. Cose difficili.

È terreno di ex fichetti, di ex capetti — di ex in generale. Capaci di commentare la Siria così: «PD e M5S con USA, Gran Bretagna e Francia. Centrodestra con Russia e Siria. La politica estera chiarisce molte cose». Tradotto: partito democratico e m5s con nazioni ispirate alle leggi. Il centrodestra con due stati attraversati da bande corrotte, bande criminali, bande fondamentaliste. La politica locale chiarisce molte cose.

Lo Staff, ore 15:19
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Cronaca

Melegnano, in arrivo la Costituzione degli Animali

BROLETTO, PIAZZA RISORGIMENTO — «Tutelare gli animali è un valore etico irrinunciabile. Può diventare obbligo di legge». Con queste parole viene votata la preparazione di un regolamento comunale per tutelare gli animali da compagnia, cani, gatti, uccelli, rettili e tutte le specie che compongono la fauna urbana stanziale e transitoria.

Il regolamento sarà scritto a cura del Partito Democratico, che in consiglio comunale ha la maggioranza.

Fa testo il modello scritto nel 2013 dall’associazione nazionale dei comuni italiani: «Gli animali non sono più possedimenti umani» scrive Monica Vajna De Pava, consigliera comunale che ha presentato la proposta. «Sono finalmente riconosciuti come esseri senzienti. L’amministrazione comunale deve perciò attivarsi a regolamentare la custodia, il controllo della riproduzione, il controllo delle aggressioni; a fare osservare i divieti come quello di legare gli animali alla catena, di lasciarli soli, di usare collari a strozzo, venderli a minorenni, di detenerli se si sono riportate condanne per maltrattamenti o uccisioni, di abbandonarli, di utilizzarli per l’accattonaggio, di offrirli come omaggio o premi.

«Il regolamento definisce l’iter da compiere qualora un detentore, per seri e comprovati motivi, non sia più in grado di tenere l’animale. Anche per gli altri animali da compagnia — roditori, lagomorfi, pesci, uccelli, rettili — vengono definiti dei parametri minimi le misure dei ricoveri (gabbie o vasche) per garantire il loro benessere. Queste norme servono innanzitutto per tutelare gli animali, e garantire loro un’esistenza compatibile con le loro caratteristiche biologiche ed etologiche, per prevenire il fenomeno del randagismo e per garantire l’armonica convivenza con i cittadini».

È prevista la possibilità di riconoscere un garante degli animali.

Domenica 15 aprile ore 9:00
mamacra@gmail.com

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