Cronaca

«Si è seduta sulle panche, invocava: voglio morire»

BASILICA MINORE DI SAN GIOVANNI — Diceva di voler morire, la donna che la Croce Bianca e la polizia locale hanno soccorso a Melegnano nel primo pomeriggio. Entrata durante la celebrazione di un funerale e seduta su una panca nella navata centrale, la donna ha iniziato a parlare a voce alta e si è completamente denudata. Secondo i testimoni oculari diceva di sentirsi molto sola e di voler morire.

I presenti hanno informato i soccorsi. Alle 15:30 circa la donna, residente a San Donato Milanese, è stata accompagnata dai volontari fino all’ospedale.

Marco Maccari, mercoledì 14 febbraio 2018 ore 18:13
mamacra@gmail.com

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cittadini, Le campagne di RADAR

Manifesto in 7 punti per una nuova raccolta differenziata

Cari concittadini,

vogliamo stimolare l’amministrazione comunale sul tema della raccolta differenziata.

MEA, Melegnano Energia e Ambiente, riporta sul sito un dato ufficiale: nel 2016 la raccolta differenziata melegnanese si è attestata al 53% e nel primo semestre 2017 è passata al 54%.

La media della raccolta differenziata in Lombardia, nel 2016, è del 68,1%; dato visibile nell’ultimo rapporto ISPRA.

La nuova amministrazione comunale, insediata a Melegnano a giugno 2017, nel suo programma aveva puntato l’attenzione su questo problema.

Vogliamo stimolarla con una serie di proposte:

1)      Individuare le zone della città che a conoscenza della MEA sono carenti nella raccolta differenziata.
2)      Coinvolgere le scuole elementari, medie e superiori con iniziative adatte.
3)      Contattare e includere le comunità di lingua non italiana per capire come coinvolgerle e come comunicare loro.

4)      Predisporre iniziative per stimolare nel tempo l’attenzione al problema, inclusa la MEA, che potrebbe illustrare come si possano abbattere i costi della raccolta aumentando la differenziata.
5)      Coinvolgere nell’iniziativa le associazioni ambientaliste e paesaggistiche.
6)      Monitorare e restituire alla cittadinanza i risultati che via via si ottengono (o non si ottengono).

7)      Monitorare i punti del territorio dove sono presenti discariche abusive.

Dobbiamo, come cittadini, muoverci e questo potrebbe essere il primo passo. L’amministrazione comunale riceverà certamente beneficio dal nostro interessamento; e i vantaggi di una migliore differenziazione saranno più velocemente raggiunti.

Un caro saluto,

Il gruppo promotore

PS: seguiranno articoli, iniziative e interviste sul tema.

Per contattare il gruppo e aderire, scrivi a:   ilblogradar@gmail.com

 

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Poteri e popoli

Il sogno di Lidia 

MILANO — Un’utopia per sognare, una rivoluzione per avere un mondo migliore. Il nuovo romanzo di Gino Marchitelli, Milano tra Utopia e Rivoluzione, schiude la visione di come furono i primi anni Settanta milanesi, senza censure, con tutto il sentimento che la memoria e uno stile semplice e originale riescono a suscitare.

La protagonista del romanzo è Lidia, appena maggiorenne, conosciuta in Il Barbiere Zoppo, il libro di Marchitelli che fa da antecedente a Utopia e Rivoluzione. La giovanissima Lidia, figlia di una coppia antifascista morta nei lager, sta crescendo; l’amore, la musica beat, il senso di libertà e di giustizia la immergono nello spirito dei suoi tempi. Nella trama, il primo treno per Milano la scaraventa in una capitale moderna e spietata; incontra lo zio ex fascista Cenzino, il collettivista Salvatore, il giovane dirigente del PCI Francesco, uomini tormentati dalle loro convinzioni, personalmente torturati dal gioco politico in corso, che tortureranno a loro volta il cuore di Lidia; gli incontri con Irene — la madrina milanese di Lidia — con Elena — attivista e lesbica — e con Maria Eugenia — sua madre adottiva — segnano invece i momenti più alti ed espressivi della formazione della protagonista. Ideali, sentimenti e turbamenti di queste donne riflettono il sogno e il sentimento pubblico di una generazione italiana, che prese i valori della democrazia e della legalità direttamente dalle mani dei morti in guerra per consegnarli oggi alle mani dei giovani del nuovo millennio.

Marchitelli è conosciuto nel territorio nazionale come autore noir, come militante politico dai tempi delle inchieste sull’ENI. È candidato alla Camera e in Lombardia il 4 marzo per il movimento Potere al Popolo. Nel romanzo Utopia e Rivoluzione convergono la persona dello scrittore e la persona del militante; il romanzo è quindi un biglietto di viaggio completo, un piccolo affresco storicamente documentatoun commento sociale rivolto sia contro i postumi del ventennio fascista, sia contro le guerre intestine che scardinarono la compagine comunista negli anni Settanta, che tanto alludono alle stesse spaccature della sinistra di oggi, presa tra tensione verso la maggioranza e realizzazione del nuovo.

Milano tra Utopia e Rivoluzione
Gino Marchitelli
410 pagine
Red Duck Edizioni
www.scrittorefelice.it

Marco Maccari, domenica 11 febbraio 2018 ore 8:42
mamacra@gmail.com

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Cronaca

Muore in stazione, le indagini sono ancora in corso

STAZIONE DI MELEGNANO – Il treno porta via un’altra vita. Alle 17 gli altoparlanti della tratta S1 hanno informato i viaggiatori di un ritardo causato da indagini dell’autorità giudiziaria; ritardo dovuto alla morte di una donna appena colpita dal treno a Melegnano mentre attraversava i binari.

Le autorità negano o tacciono l’ipotesi di un suicidio.

Marco Maccari, sabato 10 febbraio ore

mamacra@gmail.com

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Appunti

Noi vogliamo restare qui

IL GENERALE SHERMAN, MATUSALEMME, in fin dei conti, non sono che alberi. Legno! Certo, vivo, ma sempre materia non pensante. 2000, 3000, 4000, 5000; esiste persino un pino di 13000 anni. Quante epoche sono passate, viste (per così dire) da questi alberi longevi! Miliardi di persone sono nate e poi sparite ma, loro, sono sempre qui! Ecco perché abbiamo dato loro un nome. Sono i più conosciuti della terra! Gli uomini si sono arrabattati per campare in un mondo malato, sporco, irresponsabile, egoista e distruttore. Non abbiamo fatto altro che sottomettere, distruggere la dignità della bellezza meravigliosa che è in noi, donata da un grande progettista, concepita per vivere all’interno di un sistema «olistico».

Il pino chiamato «Matusalemme», un Pinus Longaeva californiano la cui germinazione è stata stimata risalire al 2832 avanti Cristo.

La nostra mente è un tesoro capace di gustare il bello, di provare sentimenti sublimi, di apprezzare tutto ciò che ci da gioia; possiamo immaginare, costruire e realizzare ogni sorta di idea. Gli elementi sono quelli; chimica, elettricità, memoria in espansione, velocità di calcolo che nemmeno un super computer NASA riesce a eguagliare. La tecnologia ci permette di fare cose che ci consentono di vedere, provare, capire. Se pensiamo solo alla capacità del linguaggio, di comunicare, di capire una lettura. Chi ci ha progettato, ci ha programmati perché potessimo comunicare. Ha inventato le facoltà di linguaggio e ha dato la capacità di inventare e comprendere tutte le lingue, benché siano migliaia!
Il cervello immagazzina centinaia di milioni di informazioni e di immagini mentali. Contiene un numero di cellule pari a quello delle stelle della Via Lattea, circa 100 miliardi; è in grado di formare centinaia di migliaia di miliardi di connessioni, ma non è solo un deposito di informazioni. Con esso possiamo imparare a fischiare, a fare il pane, a parlare lingue straniere, a usare il computer o a pilotare un aereo. Possiamo pregustare una vacanza o il delizioso sapore di un frutto. Possiamo analizzare e creare cose. Possiamo anche fare progetti, apprezzare, amare e mettere i nostri pensieri in relazione con il passato, il presente e il futuro. Allora nei prossimi mille anni quali meraviglie potremo fare! Questa meraviglia che è dentro di noi ci permette di mantenerci in vita; miracolo di associazione. Lo strumento straordinario di cui siamo dotati per mantenere efficiente quello che è definito: l’oggetto più complesso dell’universo: il nostro io. La persona con una propria volontà. Consapevole, dotata della capacità di ricercare il profondo universo.
Avere pensieri nobili. Descrivere la natura intorno a noi con poesia, provando stupore per tutto ciò che è intorno a noi. Ma con la sconsolata consapevolezza che: il Generale Scherman, e Matusalemme, alberi che furono piantati, fra mille anni saranno ancora qui; ma noi, che ci arroghiamo di avere il potere sul nostro pianeta, come se fosse nostra proprietà, viviamo come se non dovessimo morire, e non ci rendiamo forse conto della nostra miserevole vita di soli 60, 70, 80 anni circa e poi… scompariamo nell’oblio, nel silenzio, nell’oscurità.

La sequoia gigante conosciuta come Generale Sherman. È nella Foresta Gigante in California. La circonferenza del tronco è di 31,3 metri.

Ebbene, quale è la riflessione? In tutte le epoche gli uomini hanno cercato l’eterna giovinezza; perché non riusciamo a concepire di essere di passaggio e di lasciare tutto a chi viene dopo. No, noi vogliamo restare qui. Tuttavia, benché la fonte dell’eterna giovinezza esista davvero, non l’abbiamo mai cercata nel posto in cui è: il nostro corpo, la prova che vivere per sempre è possibile. La perfezione porta al ricambio costante di tutte le cellule del corpo. In continua rigenerazione, rinnovamento, ricostruzione. Se si aggiusta il meccanismo, al di là degli anni che passano, siano secoli o millenni, il nostro corpo sarà sempre giovane e sano. Alcuni calcolano che il numero delle specie viventi sulla terra possa «raggiungere i 200 milioni», come afferma UNESCO Sources. I primi 1000 anni ci serviranno per avere consapevolezza della nostra casa che vola, la Terra.

E poi…

Vincenzo, sabato 10 febbraio 2018 ore 16:04
ilblogradar@gmail.com

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Fake News!

Gas, grosso incendio in via Roma

VIA ROMA/OBERDAN — L’odore acre arriva fino a piazza Garibaldi, il fumo invade il tratto finale di via Roma prima dello sbocco in piazza Risorgimento.

2018-02-09 19.20.53

Per il momento, niente paura; il fumo in via Roma è normale fumo che fuoriesce da un camino. Se siete atterrati su questa pagina da Facebook avete trovato una fake news, con un percorso che mira a testare la vostra partecipazione emotiva alle notizie e agli… scherzi di carnevale.

Lo Staff, venerdì 9 febbraio 2018 ore 19:11
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Satira o realtà?

Sogno di una Notte di Mezzo Inverno

MELEGNANO — Non sono malato di giochi. Però mi piace tentare la fortuna; tanto che 3 volte la settimana non posso mancare all’appuntamento con le estrazioni del superenalotto: è diventata una consuetudine.
Martedì, giovedì e sabato sono i giorni in cui, senza troppo sperarci, sogno di infilare la combinazione giusta e fare un 6 e più è alto il montepremi, più alta è la speranza. Il bello è che poi mi ritrovo sempre a fantasticare su cosa farei con tutti quei soldi…

Mercoledì, come sempre, la sveglia suona alle 8:00; i gesti uguali di sempre, mi alzo, scendo in cucina a bere il caffè che mia moglie mi ha preparato, accendo la televisione per dare una guardata a SkyTg24 e… vedo le immagini di Melegnano e precisamente della tabaccheria di via Frisi. Allora, curioso, mi siedo sul divano per vedere meglio e il giornalista racconta che quella è la ricevitoria dove sono stati vinti 100.000.000,00 di euro al Superenalotto… Sobbalzo: quella è la tabaccheria dove tutte le settimane per tre volte la settimana gioco la mia schedina… Possibile?

Intanto i numeri vincenti scorrono sotto alle immagini, mi alzo per andare a prendere il portafoglio, estraggo la mia schedina e controllo i miei numeri. 18 c’è, 21 c’è, 46 c’è, 49 c’è, 72 c’è e 80 c’è…

Cazzo, sono io!

Urlo con rabbia la mia felicità e chiamo mia moglie. 100.000.000,00 di euro sono un botto di soldi. Con una vincita così si rischia di andare fuori di testa, ma io ho ben chiare alcune cose:

– pensare al futuro dei miei figli (2) 10 milioni a testa
– pensare che a 60 anni avrò una vecchiaia serena, viaggiando e vedendo il mondo: 10 milioni posson bastare
– e poi? Ne avanzano ancora 70, di milioni!

20 milioni li posso destinare ad onlus o associazioni che si occupano di aiuti, tipo Emergency, o di ricerca sulle leucemie infantili, ma ne restano ancora 50, di milioni…

Ecco: 50 milioni ho deciso di destinarli alla mia città.

Sì, ma come?

Mi compro l’asilo Trombini dove, da piccolo, sono stato? Ma è di proprietà comunale e difficilmente lo metteranno in vendita. Oppure mi compro la Filanda a “bas i Munegh”? Qui l’operazione sarebbe più facile: è di un privato, che sono anni che la tiene lì senza potere e volere far nulla. Se l’offerta fosse indecente, se ne libererebbe al volo… Credo proprio di sì. — E qui voglio aprire un inciso polemico: “bas i Munegh” in italiano si traduce “basso alle Monache” e per i melegnanesi sta ad indicare il quartiere dove un tempo sorgeva un convento di monache, nella parte bassa delle città vicino alla riva del Lambro; quindi la Filanda sorge sì sopra l’ex convento ma quest’ultimo non si chiamava “bas i Munegh” [capito, Davide Bellesi?].

Oggi ho fatto il rogito e sono il proprietario della Filanda o almeno del rudere che fu la vecchia Filanda. Ho progetti grandiosi, la voglio recuperare tal quale, riportandola indietro di 150 anni, dovrà rispecchiare in tutto e per tutto come era allora. Voglio che diventi un museo dedicato al lavoro, alle donne che lì ci lavoravano e ai loro figli.

Credete che 50 milioni mi basteranno?

Cazzo, suona la sveglia, sono le 8:00 ed è mercoledì. I gesti sempre uguali di sempre: mi alzo, scendo in cucina a bere il caffè che mia moglie mi ha preparato, accendo la televisione per dare una guardata a SkyTg24 e… le immagini che vedo son sempre le stesse:

– barconi che affondano
– donne stuprate e uccise
– bambini adescati
– politici che hanno ricette stupefacenti per risolvere i nostri problemi.

Devo ricordarmi di passare in tabaccheria a controllare il superenalotto. Ieri il montepremi era di 100.000.000,00. Non sia mai LA botta di culo.

#NoiSiamoCaino, giovedì 1 febbraio 2018 ore 20:05
noisiamocaino@gmail.com

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