L'intervista

Metodo, differenza, risorse, diritti a immigrati e transessuali, preservativo nelle scuole, i giovani melegnanesi chiedono: «Movimento»

T.Cervi-RADAR-2015RADAR intervista il giovanissimo esponente del gruppo Giovani Democratici fresco di arrivo a Melegnano. E incontra un modo di pensare tutto nuovo, destinato a far discutere. Buona lettura.

«Se il segretario Alessandro Massasogni ritiene che il Partito Democratico melegnanese avrà l’abilità di esprimere la leadership nelle elezioni del 2017, ok – riflette Teo Cervi. 21 anni, è studente universitario a Milano dove è rappresentante eletto in facoltà. Ha frequentato a lungo il melegnanese e vive a Cerro al Lambro. – Per me conta che il PD si faccia propulsore delle istanze di Melegnano, che sappia aprirsi al territorio. Voglio essere schietto: gli iscritti non mancano. Il PD è molto più presente che in passato. Manca far vedere che le tue posizioni, che le tue decisioni avranno un riscontro positivo nella vita della città. Purtroppo c’è una difficoltà oggettiva nel ritorno ai quartieri. Se fai vedere che sei sul pezzo, che hai senso di responsabilità, che niente è tenuto all’oscuro, allora può funzionare. Coalizione elettorale o no, serve la costruzione di un movimento, serve trovare un metodo di lavoro nel quale le differenze di vedute siano una risorsa». Difficile oggi a gestire le amministrazioni comunali. Che ne pensi? «È ovvio che con Bellomo sindaco è andata al governo una sensibilità specifica ma c’è un problema generale. Ed è che oggi non sai su quali risorse normative e operative puntare. Spiego meglio. Mettiamo: se l’amministrazione è una barca, oggi non hai le previsioni del tempo per programmare la navigazione. Altro esempio. Il Comune di Milano è al lavoro sul Piano urbano della mobilità sostenibile, con vigore fino al 2025: un’operazione come questa 1) non puoi farla se non allarghi lo sguardo al territorio e 2) non puoi farla se non dici: ok, Stato, quali sono le condizioni per investire i prossimi anni?». Domanda crudele: sul vostro sito, www.gdmilano.eu, tanta ricchezza di proposte in fatto di politica, socialità e diritti ma nessuna osservazione sul tema sicurezza. Neanche una. «È vero, non abbiamo finora mai parlato di sicurezza. Ne abbiamo trattato soprattuto a livello di legalità, con l’iniziativa dell’elenco dei locali giovanili mafia-free. Per quanto riguarda la microcriminalità, penso alla proposta di sfruttamento degli hotspot per la connessione wi-fi allo scopo di creare un presidio sociale contro la criminalità. Se metto in connsessione un parco, gli utenti andranno popolare i luoghi problematici nelle ore in cui sono più critici, i giovani si mettono lì e spontaneamente te li curano loro. Ma vedo difficile diffondere questo sistema se non si va a cablare con fibra ottica e banda larga. In contrasto al vandalismo, penso alle associazioni di quartiere e ai comitati che ti aprono e ti chiudono i parchi, che realizzano iniziative che ti mantengano più vivo il territorio. Purtroppo è il modo in cui ormai sono concepite le zone limitrofe alla metropoli, cioè quello di aree domitorio; una maggiore offerta culturale può andare ad animare le vie del paese. C’è anche da dire la sicurezza, con una Polizia locale che stacca a orari come le 18, è uno di quei settori che se fatto bene ti porta via tante risorse, che oggi non ci sono». Parliamo di Statuto comunale melegnanese. Non solo è fermo dallo scorso autunno ma non ha riconosciuto diritti irrinunciabili come quelli delle coppie di fatto. «Capisco ma, per quanto riguarda i diritti civili, ciò che dichiarano gli Statuti comunali ha un valore simbolico. Ha valore pratico quando va a toccare l’erogazione di alcuni servizi: dove ci sono case popolari, lì la concezione del tipo di nucleo familiare è un fattore discriminante per l’assegnazione degli alloggi. È lì che vorrei ci fosse l’istituzione di registri delle unioni civili. È a livello nazionale che le unioni civili vanno riconosciute, bisogna parlare del Registro delle Unioni Civili come un atto di giustizia amministrativa. Ma attenzione: tutta la battaglia per i diritti civili è già avviata! critico il movimento LGBT, non riesce a fare lobby. A me piacerebbe che a livello amministrativo si discutesse di altro: di persone immigrate che da 10 anni lavorano in Italia, risiedono in Italia, quindi contribuiscono alla costruzione morale e civile del Paese, ma non possono votare; di quelle persone transessuali che, sottoposte a operazione chirurgica, sono discriminate sul posto di lavoro e non potendo permettersi spese per continuare con le operazioni sono costrette a prostituirsi, perché non trovano occupazione. Mi piacerebbe che si parlasse di adozione ai single e alle coppie dello stesso sesso. È necessario riformare il diritto di famiglia che è rimasto fermo alle rivoluzioni degli anni Settanta. Quindi sì, Melegnano dovrà combattere per le coppie di fatto perché sono i loro diritti, ma a livello nazionale è una battaglia già avviata». Preservativi gratuiti nelle scuole, sì o no? «Direi informazione corretta sulla prevenzione dall’HIV, su internet si possono trovare preservativi a 20 euro per una confezione da 140 pezzi. Manca educazione sessuale nelle scuole, i test stessi sono troppo costosi».

Marco Maccari, lunedì 2 marzo 2015 ore 14:30

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