Il caso

«Quegli operatori stavano lavorando»

«Chi fa foto ad operatori che stanno lavorando, a differenza loro che non solo non hanno un casso da fare, ma fanno pure una vita parecchio triste: si vede non hanno di meglio da fare nella loro vita che fare spionaggio. Ma d’altronde che ti aspetti da chi senza conoscere le persone le infama. Perché un conto è documentare per un ritorno costruttivo, un conto è fare finti scoop per il gusto di attaccare una categoria e una classe politica per il solo gusto di criticare!».

Chi ha fatto quelle foto è un’operaia. Nel blog siamo tutte persone che hanno da lavorare, anche di notte. Quest’anno il lavoro è buono, faticoso ma in crescita.
Se definisci triste svegliarsi ogni mattina e poter accarezzare la persona amata, allora la vita che facciamo è triste.
Se con fare spionaggio intendiamo fare informazione, allora facciamo uno spionaggio di grande livello e soprattutto seguitissimo, con 71.587 letture realizzate fino a oggi, lunedì 13, in città e nei paesi esteri: dagli Stati Uniti all’isola di Saint Lucia, dal Regno Unito a Panama, dalla Francia fino al Sudan, con visualizzazioni dai cinque continenti. Ci hanno letti alle Maldive, in Kazakistan, in Brasile, negli Emirati e nella RAS di Hong Kong.

«Un conto è documentare, un conto è il gusto di attaccare una categoria e una classe politica». La tipica risposta dei politici. «L’unica versione apprezzata dal potere è quella approvata dal potere» (citazione da T. K.).

«Infamare le persone senza conoscerle». Peggio criticare l’operato di una categoria alimentata dai soldi dei contribuenti, controllata dalla politica (come MEA e l’amministrazione Bellomo) senza conoscerla, o conoscere MEA e l’amministrazione senza criticare?
Meglio criticare senza conoscere, o conoscere e mai avere criticato?

«Il gusto di attaccare, il gusto di criticare una classe politica». Sì, c’è un gran gusto. Ottimo per la produzione di serotonina e di melatonina. Useremo ancora l’amministrazione locale e la cosa pubblica come pretesto per crescere. Le critiche sorreggono la buona amministrazione. Le critiche non mancheranno neanche a te nel 2017, sia quando sarai eletto, sia quando sederai in consiglio comunale, sia quando ti dimetterai per «gli eccessi di tecnica» imposti dalla politica. A volte, se si perde l’arte di amministrare, ci sono eletti che sono troppo volpe e amministrazioni che sono troppo uva.

Lo Staff, lunedì 13 aprile 2015 ore 11:17

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