Cronaca

Pietro Mezzi è un uomo pulito

P. MezziCORTE DEI CONTI – 17 aprile 2015: respinte le richieste di condanna e di risarcimento di 119 milioni di danni ai soldi dei cittadini, avanzate da parte dei pubblici ministeri D’Angelo e Napoli nell’udienza del 25 febbraio 2015; sulla base della contestazione che nel 2010 l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, con un esposto, ha imputato all’ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, e agli assessori componenti l’ex Giunta provinciale tra il 2004 e il 2009; tra i quali anche il melegnanese Pietro Mezzi, in quegli anni assessore provinciale al territorio.

119 milioni di euro per che cosa? È la spesa che l’ex Provincia votò allo scopo di acquistare un pacchetto di azioni della società autostradale Milano-Serravalle (della quale l’ex Provincia già possedeva una quota). Nelle azioni della Milano-Serravalle c’erano l’ex Provincia, il Comune di Milano, il Gruppo Gavio. Quest’ultimo nel 2005 vendette le proprie azioni (il 15%).
L’ex Provincia acquistò il pacchetto al costo unitario di 8,83 euro; l’imprenditore Marcellino Gavio le aveva invece comprate per 2,8 euro l’una. «Sopravvalutazione del prezzo unitario – fu l’accusa – e deprezzamento del valore del pacchetto detenuto dal Comune di Milano» allora rappresentato da Albertini, politicamente avverso a Penati.

«Impianto accusatorio respinto» è la replica della Corte dei Conti: nessun danno all’erario, «manca la prova di un danno imputabile soggettivamente e contabilmente alle casse della Provincia di Milano». La sentenza è impugnabile in appello.

Marco Maccari, giovedì 23 aprile 2015 ore 13:52

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