Cronaca

Melegnano e la ’ndrangheta, Castano: «Chiedetelo ai commercianti»

RADAR-Castano-23giu2015SALA CONSILIARE – «Abbiamo parlato tanto di segnali, di proiettili, di incendi in agenzie immobiliari. Ma credo che sia molto rischioso affermare che il problema esiste e che bisognerebbe però concentrarsi su un altro problema. Dire che non bisogna strumentalizzare certi fatti e certe tematiche credo sia già una strumentalizzazione della stessa tematica». Parla Ester Castano, cronista 25enne invitata a Melegnano, conduttrice delle inchieste giornalistiche che hanno anticipato lo scioglimento per mafia del comune lombardo di Sedriano.

«In tutti i comuni di piccola dimensione nei quali mi sono trovata a lavorare come cronista, non ho mai trovato una così buona collaborazione tra le forze politiche. Bisogna assumersi la responsabilità del sospetto che viene portato in consiglio comunale, al di là del gruppo dal quale questo sospetto viene portato, e discuterne pubblicamente. È il primo passo. E non è un’ammissione di colpa, né significa voler screditare il buon nome della città. Perché proprio quando una città come Melegnano affronta il tema mafia e infiltrazione, non significa screditare il nome del proprio paese o additare i propri collaboratori, funzionari e colleghi di partito come portatori di uno stile di vita o di una condotta poco trasparente. Il ruolo di un amministratore è quello di tutelare i cittadini e di salvaguardare il buon nome della città, e questo si fa con una buona prevenzione e con una discussione pubblica degli argomenti.

«In Lombardia siamo passati dal fenomeno dell’infiltrazione della ’ndrangheta ai fenomeni della colonizzazione e dell’integrazione, con l’ingresso di alcuni appartenenti e affiliati alla criminalità organizzata addirittura nella classe politica e negli organismi amministrativi. La Lombardia ha un comune sciolto per mafia, il comune di Sedriano, nel quale fino a pochissimi anni fa amministravano la figlia di un presunto boss di ’ndrangheta – tra l’altro condannato a 16 anni per sequestro di persona e per associazione mafiosa – e un sindaco tutt’oggi sotto processo e accusato di corruzione per aver messo la sua posizione a favore dei soggetti prima citati. La sottovalutazione dei fatti di cronaca, quelli che in gergo giornalistico chiamiamo a volte reati spia, può portare a delle brutte sorprese. Quando il comune di Sedriano nel 2012 si è svegliato con questi arresti eccellenti, probabilmente lo ha fatto perché aveva sottovalutato di questi reati. Anche a Sedriano abbiamo avuto auto incendiate, anche a Sedriano abbiamo avuto colpi di arma da fuoco sparati contro un’auto parcheggiata in pieno centro, a ridosso di un bar con slot machines. Ma a Sedriano la mafia non esisteva per gli amministratori locali. Gli amministratori affermavano che la mafia non deve esistere in un paese in cui il sindaco aveva tolto le prostitute dalla strada. La mafia non doveva esistere, ed era un’invenzione dei giornalisti che volevano screditare il buon nome del paese.

«Non sto dicendo che la situazione di Sedriano e la situazione di Melegnano siano anche lontanamente comparabili. Sto dicendo: attenzione alla sottovalutazione del rischio. Io mi auguro che Melegnano sia un’isola felice e che questi fatti siano incendi perpetrati da dei giovincelli con l’accendino facile. Ma sarebbe meglio un sospetto in più che una sottovalutazione. Anche perché se il comune di Melegnano e i comuni limitrofi hanno dei limiti territoriali, e se le amministrazioni comunali hanno limiti territoriali entro i quali fanno valere i propri regolamenti, la ’ndrangheta invece non ragiona per limiti territoriali, né per limiti linguistici, né per limiti geografici. Quindi una conoscenza più approfondita del fenomeno mafioso come oggi esiste in Lombardia fa veramente bene al territorio e soprattutto alla cittadinanza.

«Mi è stato raccontato che nel 2012 qui a Melegnano è stata proposta l’istituzione di una commissione comunale antimafia. Sarebbe stato un segnale utile per un’azione di prevenzione. Istituire una commissione antimafia non significa ammettere che nel proprio territorio ci siano dei problemi, ma significa porsi come comune capofila di una proposta di questo genere, al di là della parte che propone. Dice bene l’ex vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, che dall’operazione antimafia contro la famiglia Caroglio all’operazione Infinito passano vent’anni. Ma sono vent’anni in cui Milano ha avuto un sindaco e un prefetto che hanno dichiarato che a Milano la mafia non esisteva. E non dovremmo neanche fare un conteggio delle micro e macro in tema di organizzazione criminale, sarebbe come fare il giochetto di chiedere alla criminalità chi ce l’ha più grosso. Poi possiamo anche essere capaci di denunciare la presenza della prostituzione sulle nostre strade. Ma magari non siamo capaci, nel nostro comune, di chiedere una visura in più alla camera di commercio sull’impresa che prende l’appalto per costruire un edificio, per ristrutturare un immobile, per gestire un locale del nostro comune. Infatti a Sedriano la ’ndrangheta non era nelle grandi opere; a Sedriano la ’ndrangheta era nell’appalto del verde. Qui abbiamo sindaci e amministratori locali, sapete quanto sia non proprio cospicua la cifra che ogni comune spende per mettere a posto le proprie aiuole. Eppure il sindaco di Sedriano aveva deciso (questo scrivono i magistrati nelle carte dell’accusa) di affidare la parte del verde a una famiglia il cui titolare è suocero di un affiliato alla ’ndrangheta, arrestato nel 2009.

«Non sono d’accordo neanche con il dire che bisognerebbe lasciare soltanto le forze dell’ordine a compiere un’azione di contrasto, questo sinceramente mi allarma molto, come cittadina, come giornalista, come cofondatrice di un’associazione antimafia che si chiama Stampo Antimafioso. Non è affatto vero che la ’ndrangheta oggi in Lombardia sia visibile soltanto attraverso cimici, microspie, o effettuando pedinamenti. Anch’io ho fatto un pedinamento. Non sono certo un maresciallo o un militare, ma a seguito di quel pedinamento e a seguito di una segnalazione fatta alle forze dell’ordine, lo scorso anno un bar in piazza Diaz, pochi metri alla Madonnina del Duomo a Milano, è stato sequestrato a una famiglia di riferimento della mafia siciliana. Non lasciamo che siano sempre gli altri. C’è un fiorire di associazioni antimafia in Lombardia e nel resto d’Italia, c’è un fiorire di giovani che studiano le mafie in modo scientifico. Andiamo a vedere le loro relazioni, studiamocele e ascoltiamocele.

«Stasera è stato detto che non bisognerebbe parlare di ’ndrangheta a sproposito. Vorrei cogliere questo invito per chiedere a voi amministratori e consiglieri e al sindaco di Melegnano, di proporre un questionario anche in forma anonima ai 300 commercianti melegnanesi per chiedere se hanno subito intimidazioni, se hanno subito il pizzo, se hanno mai sentito di amici o colleghi che sono entrati a contatto con qualcosa che potrebbe essere non troppo legale.

«Abbiamo sentito dal sindaco Fusco che le mafie possono essere italiane, calabresi, o altro. Non dimentichiamo che nel carcere di Opera era detenuto fino a qualche mese fa un imprenditore del movimento terra, Ivano Perego, cognome lombardissimo, del comasco, condannato in terzo grado nel processo Crimine Infinito, che con la sua azienda nel 2008 aveva tentato di mettere le mani nei cantieri di EXPO2015. Aveva lasciato che la sua azienda fosse messa sotto controllo dalla famiglia calabrese.

«Concludo con un consiglio. Assistiamo a un fiorire di associazioni. C’è da dire che l’amministrazione comunale dovrebbe essere capace di fare rete. Quindi fare rete assieme ad altri comuni, non isolarsi, promuovere incontri con la cittadinanza. Soltanto con l’ascolto della cittadinanza e dei suoi sospetti si potrà effettuare una vera prevenzione».

Marco Maccari, martedì 23 giugno 2013 ore 12:23

mamacra@gmail.com
@mamacra

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...