Il caso

Troppo tardi, consigliere. Troppo tardi

MELEGNANO – Il consigliere regionale Fabio Altitonante desidera «l’eliminazione immediata» dell’inchiesta satirica di RADAR La ‘ndrangta di Melegnano, in cui si fa riferimento a lui un paio di volte:

«Vi ringrazio per la cortese risposta. Come avevo sottolineato nell’e-mail precedente, però, a me non interessa la rettifica, perché ritengo di non dover giustificare un fatto che non esiste. Io, infatti, ribadisco che non conosco neppure Andrea Madaffari né tantomeno ho mai partecipato a cene con lui. Vi prego pertanto di voler procedere con l’eliminazione immediata del testo, contenente calunnie nei miei confronti. In caso contrario agirò per tutelare la mia persona. Cordiali saluti, Fabio Altitonante» (email del 22 giugno ore 9:48, il neretto è nell’originale).

Così Gianni Barbacetto, giornalista e coautore del libro Le mani sulla città contenente la notizia delle interlocuzioni tra Altitonante e insospettabili imprenditori – successivamente condannati per reato di associazione mafiosa – ha risposto a RADAR sul caso Altitonante: «La notizia proviene da documenti giudiziari».

Arricchiamo la notizia con citazioni rilevanti estratte dal libro. «La cena si fa. Lo certifica un’annotazione della Dia di Milano» scrivono gli autori Barbacetto e Milosa a pagina 45. «Il 20 novembre 2008 al ristorante La Contea [a Rozzano, ndr] si ritrovano Iorio, Madaffari, Mainardi, Maullu e Altitonante».
Secondo questa ricostruzione giornalistica, documentata su atti giudiziari e sulle carte della Direzione investigativa antimafia, non solo la cena si è svolta ma stando a quanto il libro afferma tutti i politici presenti al tavolo hanno avuto possibilità di interloquire con Andrea Madaffari, poi condannato a sei anni per reato di associazione mafiosa, e con il suo socio e sodale Alfredo Iorio, poi condannato a un anno e mezzo di carcere per associazione mafiosa.
Secondo i documenti giudiziari citati nel libro, Alfredo Iorio con Altitonante ci ha pure parlato al telefono. Sempre questione di cene. «Domenica sera mi libero certo» risulta avere detto Iorio ad Altitonante. «È l’ottobre del 2008» scrive il nostro libro. «”La cena nostra è domenica sera con il Berlusca” avverte Fabio Altitonante, che chiama Iorio. (…) Iorio accetta. “Domenica sera mi libero certo, ma solo se sono con voi”. Altitonante: “Certo, con chi cazzo devi essere? Noi siamo un tavolo di serie A… Ti volevo chiedere un favore a riguardo. Me lo riusciresti a coprire mezzo tavolo?”. Iorio non fa una piega. Capisce che deve pagare. Chiede quant’è: sono 10.000 euro da dividere in due» (edizione 2011, pagine 43-44).

Questo era il lobbismo creato dal duo Iorio-Madaffari, presidente e vicepresidente della società immobiliare Kreiamo con sede in via Montenapoleone; l’operazione antimafia Parco Sud ha definito la Kreiamo come un braccio finanziario del clan dei Barbaro-Papalia. «Il sistema Iorio, che mischia politica e affari, ha due versanti: se da una parte crea una rete di politici, dall’altra mette i risultati a disposizione dei clan della ‘ndrangheta» spiegano gli autori a pagina 42.

Anche Michele Iannuzzi – arrestato nel 2010 per corruzione, condannato a due anni e otto mesi di carcere patteggiati con multa di 5000 euro – risulta avere parlato, secondo il libro e le carte d’inchiesta, con Altitonante. Iannuzzi, ex consigliere comunale a Trezzano sul Naviglio, è stato arrestato insieme a Tiziano Butturini, ex sindaco di Trezzano messo in manette per l’affare Tasm-Amiacque. Nel libro Iannuzzi risultava interno al giro lobbistico di Iorio e Madaffari. Il loro giro «vorrebbe trasformare i politici amici in consulenti d’affari, in “agenti immobiliari”. (…) Michele Iannuzzi è già della partita» (pagina 41). Anche Altitonante e Iannuzzi parlavano di tavoli: «”Stammi a sentire – dice Iannuzzi al telefono – quei tavoli possono diventare anche zero se non mi dai quella risposta positiva” [per costruire su un’area di via Tosi a Milano, cfr pag. 44, ndr]. Per via Tosi, si legge nelle carte d’indagine, “Altitonante si è adoperato a favore di Iorio creandogli contatti con gli uffici pubblici abilitati a rilasciare autorizzazioni”» (pagina 44).

Che altro fa Iannuzzi? Procura voti. «”Tu devi votare Ignazio” dice Iannuzzi al telefono». Nel 2009, un anno dopo questi fatti, Iannuzzi diceva: «”Sto organizzando un’associazione, porteremo 500 persone. Qua c’è un acquirente più importante. Verranno Ignazio e Romano La Russa. Io chiamo dieci capibastone”» (pagina 46). «”Tu devi votare Ignazio, perché quello sarà il nostro gruppo futuro. Non facciamo cagate. Gli altri ci hanno presi tutti per il culo” dice Iannuzzi» (pagina 47).

Infine: «Grande attivismo anche per il giorno delle elezioni europee e provinciali» si legge a pagina 47, «il 6 giugno 2009, per pilotare le preferenze. I telefoni di Iannuzzi e Iorio sono bollenti. “Io sto facendo votare La Russa, Ronzulli e Fidanza” conferma Iorio a Iannuzzi». Chi è «Fidanza»? È Carlo Fidanza, eletto eurodeputato il 6 giugno 2009, oggi in Fratelli d’Italia, partito rappresentato a Melegnano dall’assessore Fabio Raimondo.

Carissime lettrici, cari lettori: con Altitonante facciamo così. Che ci spiega qualcosa, assieme a Carlo Fidanza, a Fabio Raimondo, ai capibastone e agli amici dei La Russa, ci dicano che quei tavoli, quei favori, quei voti non sono veri. Con i suoi messaggi intimidatori il consigliere Altitonante non otterrà altro che maggiore e maggiore chiarezza su questi fatti. Fino a quale punto i lettori desiderano conoscere ancora interessi, intrecci, affari, giri di tavoli, voti e amici di amici di amici degli amici? A ciascuno la sua risposta.

Lo staff, mercoledì 24 giugno 2015 ore 11:33

radarmelegnano@gmail.com

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