Cronaca

…fatto cazzata?

VIA MARCONI – Dietro l’impalcatura e dietro le coperture di via Marconi e via 23 Marzo un edificio del tardo 1700 è stato demolito. Sono stati salvati frammenti delle facciate. L’intervento di riqualificazione è autorizzato dal comune di Melegnano e previsto nel nuovo piano regolatore, il Piano di Governo del Territorio. Ma non era previsto che fosse demolito così a fondo.

L’edificio doveva restare in gran parte conservato. Ha preso posizione Italia Nostra, associazione per la tutela del patrimonio storico e artistico: «È presente sulle tavole a colori del Catasto Teresiano del 1754 come disegno eseguito a matita sulla mappa dopo la pubblicazione. Sorge sul riempimento del fossato difensivo nord della Melegnano medievale. Aveva una cantina bellissima con colonne di granito. Le nostre osservazioni – spiega Mauro Manfrinato, membro dell’associazione per il Sud Est Milano – così come quelle della Sovrintendenza ai Beni Architettonici, erano che l’edificio dovesse essere mantenuto. Doveva esserci la modifica solo del sottotetto per renderlo abitabile, ne sarebbe uscito un terrazzino. Invece è stato completamente distrutto tutto l’edificio».

«Dovevano essere mantenute le due facciate sulle vie Marconi e 23 Marzo – conclude. – L’edificio era intatto e non era marcio. Se non è cambiato nessun dato, nessuna prescrizione, siamo di fronte a un illecito». A ottenere il vincolo sulle facciate fu l’ex assessore Denis Zanaboni, Lega Nord, in carica dal 2007 al 2012: «Stiamo indagando su probabili abusi edilizi riconducibili a demolizione non conforme» dichiara.

A notare tutto è stato Luigi Martelli, consigliere comunale di Alleanza per Melegnano con Lega Nord. Contattato da RADAR per dichiarazioni, l’architetto Campari incaricato dell’esecuzione del progetto si è sottratto alle domande. Gli studi di architettura coinvolti sono entrambi melegnanesi: Studio Locatelli in via Cadorna e Studio Campari in via Castellini.

«Di anno in anno vengono a mancare pezzi di centri storici. L’ignoranza è colossale su questi argomenti – commenta Mauro Manfrinato. – I residenti non vengono educati a indignarsi e nelle amministrazioni comunali c’è menefreghismo. Come per il Castello di Melegnano. Sono due anni che piove sugli affreschi, due anni che nessuno fa nulla».

Marco Maccari, 22 luglio 2015 ore 15:55

mamacra@gmail.com
@mamacra

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