Le nostre storie

Per questo mi chiamo Giovanni

sicilia-chiamo_giovanni«Credo che nessun’altra parola possa esprimere al meglio la mia profonda gratitudine per questo prezioso strumento di trasmissione dei valori per cui si è sacrificato Giovanni. Il mio profondo augurio è che esso continui a circolare tra i ragazzi» Maria Falcone

Il protagonista di questo libro è Giovanni, un bambino a cui, per il suo decimo compleanno, il padre regala una gita tra le vie della loro città: Palermo. Tutto ciò sarà fatto per spiegargli come mai i suoi genitori hanno scelto per lui proprio questo nome.

Tappa dopo tappa si svilupperà la storia della vita di Giovanni Falcone, dall’infanzia alla sua lotta contro la mafia, fatta da tante vittorie e altrettante sconfitte; fino ad arrivare al tragico epilogo.

Questo libro è stato pensato soprattutto per avvicinare i più giovani a quello che è il complesso tema della lotta alla mafia. Per questo motivo l’autore, Luigi Garlando, fa uso di un linguaggio semplice e scorrevole, arrivando a sfruttare anche esempi, per spiegare al meglio i concetti più ostici.

Lo scopo principale del libro è mostrare come la lotta alla criminalità organizzata non sia solo quella letta nei libri di scuola, ma sono tante piccole grandi battaglie che segnano la vita di tutti i giorni.

Lo stesso Garlando, giornalista e scrittore italiano, in un’intervista afferma di aver deciso di raccontare proprio la storia di Falcone dopo aver parlato con una sua amica libraia, la quale gli consigliava di scrivere di un eroe moderno, esponendo, così, un modello di vita vero e concreto. Mostrando come anche un’esistenza sostenuta da grandi ideali possa essere felice, seppur richieda sacrifici e sforzi costanti. Proseguendo nella stessa intervista, l’autore afferma che la difficoltà più grande che si è trovato ad affrontare è stata la scelta di un linguaggio adeguato, che fosse avvincente, ma senza banalizzare la storia. Per questo motivo ha deciso di far uso d’immagini e oggetti con cui il padre di Giovanni ha riempito lo zaino, per poi servirsene quando trattava concetti difficili che però dovevano essere capiti a pieno dal figlio e dal lettore.

Tra i protagonisti di questo libro vi è anche Maria Falcone, sorella del giudice ucciso dalla mafia. Dopo la morte di Giovanni anche Maria ha deciso di intraprendere un percorso di sensibilizzazione che l’ha portata a far visita a diverse scuole d’Italia per raccontare ai più giovani cos’è il fenomeno mafioso e come ognuno di noi lo può combattere. Ella stessa scrive a proposito di questo libro: «Luigi Garlando è riuscito a trasmettere molto ai giovani. Con la sua rara capacità di raccontare ha avvicinato Giovanni ai problemi quotidiani dei ragazzi, quali la violenza e i soprusi che talvolta subiscono da parte di chi è più grande, o più forte, o anche solo più sfacciato. Far capire che Giovanni ha lottato anche per loro è stato uno dei risultati più forti del libro di Luigi». 

Sensibilizzare i ragazzi su questo tema penso sia la mossa migliore che la società possa fare; poiché forma, sin da subito, persone che sapranno identificare con occhio critico dove e che maschera indosserà la mafia che dovranno combattere nella loro vita. Inoltre ritengo che Uomini come Falcone, Borsellino ma anche Dalla Chiesa, Chinnici, Impastato, Cassarà, vengano uccisi ogni giorno da quel gioco di collusioni e silenzi che ancora aleggia attorno al fenomeno mafioso. Dunque si deve parlare, si deve raccontare dei sacrifici e del lavoro che hanno fatto per noi queste persone, perché così si spezza il silenzio. In questo modo le loro idee e la loro speranza sarà nel cuore e nella mente dei giovani che proseguiranno questa lotta. Così, se ci sarà qualcuno il giorno in cui si avrà verità e giustizia, sarà come se ci fossero lì anche lo stesso Falcone, Borsellino e tutti gli altri uomini veri. 

Martina Papetti, mercoledì 9 settembre 2015 ore 10:05 

martina_papetti@libero.it

Garlando

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