Cronaca

La giostra dei termometri (e dei bambini)

clima-nidoMELEGNANO – Asili nido: genitori in attesa di climatizzazione. Ma anche educatrici in attesa del comune, e comune in attesa dell’azienda sanitaria locale. Non sono andate in vacanza le aspettative per una soluzione definitiva della crisi dovuta al caldo, dopo la chiusura anticipata ordinata dal comune per mancanza di un impianto di climatizzazione.

Il 24 luglio il telefono delle famiglie squillò per informare che c’era da prendere le cose dei figli, l’asilo chiudeva quel giorno. Secondo i genitori, nei mesi scorsi due bambini iscritti ai nidi sono stati portati al pronto soccorso per disidratazione. È no comment da parte del nido La Giostra. «Non mi risulta – spiega Elisabetta Patroncini a RADAR. – Sono la coordinatrice, lo saprei. Gli unici che possono rispondere sono il comune e l’assessore».

La segnalazione del problema caldo era partita dalle strutture prima che Asl e comune palleggiassero il caso. Seguì un sopralluogo del comune; poi la richiesta scritta di impiantare la climatizzazione. Poi il permesso: ma era già crisi. «Stando alle ricostruzioni, il permesso giunse in un momento in cui tutti i responsabili erano in vacanza o quasi – dichiara Lina, con un bambino iscritto al nido. – Di qui la difficile conduzione della crisi da parte di personale non direttamente coinvolto nella gestione». Una riunione con le famiglie, tenuta ieri alle 16:30 presso La Giostra, ha toccato anche l’argomento climatizzatori annunciando un’assemblea aperta al pubblico.

Raffaela Caputo, vicesindaco e assessore alla scuola, prevede di invitare all’assemblea le famiglie degli iscritti. «L’assessore ai lavori pubblici, Lorenzo Pontiggia, competente sulla questione – dichiara Caputo – mi ha detto che sarà convocata al più presto una riunione con i genitori dei bimbi frequentanti gli asili nido La Giostra e Birballegra, non appena gli uffici dell’Asl avranno risposto alla nostra richiesta sulle possibili soluzioni».

«Purtroppo la reticenza a fare comunicazioni ufficiali sulla questione, da parte della direzione, è controproducente – spiegano le madri. – È giusto non dare adito a a chiacchiere o a maldicenze, ma la struttura è pubblica. In un modo o in un altro bisogna rendere conto ai cittadini».

Marco Maccari, martedì 14 settembre 2015 ore 16:21

mamacra@gmail.com
@mamacra

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