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Gino’s Barber Daily Special

Un romanzo è stato in molte mani quest’estate. Mani giuste. Non lo trovavate in giro. L’editoria aveva fatto problemi: «Sì, ma già come presenti la storia, Gino, con questa prospettiva…». Edizione limitata; crowdfunding con 400 copie numerate; firma dell’autore. Con dedica: questa qui davanti dice: «In questa storia non eri nato, forse nemmeno eri un’idea, ma ti voglio bene». Inizialmente la richiesta era di 2000 euro. Grazie al successo dell’operazione preliminare, sono diventati 4800. La casa Infinito Edizioni di Formigine, conosciuto il successo, ha contrattualizzato il volume. Ottobre 2015 il lancio nazionale.

Il Barbiere Zoppo, è questo il nome del libro, è una prosa che si è scritta con il cuore. E con molto orecchio. Gino Marchitelli si dipinge come un mero elettricista ma col cavolo che lo è, è un narratore che ha sviluppato una dote affabulatoria definita, allenandola sul testo a canzone. La musicalità del suo stile si ottiene con strumenti semplici, appena usciti di lavorazione. Il profumo è di legno e parti metalliche. Le prime righe del capitolo Braccàno, memorie: «Angelo si svegliò all’improvviso, nel silenzio dell’alba un gallo piuttosto indisponente non la smetteva di salutare il nuovo giorno. Allungando la mano sul corpo liscio e caldo di Lidia, si sollevò sui gomiti per osservarla ma la finestra filtrava poca luce. Aprì leggermente le imposte, il cielo era scuro, nuvole basse e nere passavano velocemente sospinte dal vento che piegava le fronde dei pioppi lungo il ruscello. Aprì leggermente i vetri per inspirare il profumo di quella terra, di quei luoghi che lo avevano visto nascere. L’aria era frizzante, fresca e lo fece leggermente rabbrividire» (pagina 154).

Il Barbiere Zoppo ritesse la storia – vera – delle comunità marchigiane di Braccano e Matelica. Due ambientazioni: il 1969, anno di rivoluzione dei costumi e del sentire, e un cupo 1937-1944, riportato in vita dolorosamente e luminosamente con la lettura di un diario di resistenza. La protagonista è l’adolescente Lidia, cresciuta in Puglia nel mare cobalto del Sud. Il viaggio della ragazza ci farà incontrare travolgenti amicizie, l’amore di una vita, e un vecchio misterioso, né saggio né eremita: un sopravvissuto, portatore di memoria.

Il Barbiere Zoppo, libro e legname da artefice, libro nei libri – i flashback del diario e della bottega di barbiere si alternano con disinvoltura a schede sull’impresa d’Abissinia e foto d’epoca della colonizzazione italiana – è lo sforzo di tendere due archi, quello della Resistenza e quello della cultura giovanile italiana anni Sessanta, della memoria storica popolare e delle verità abissine obliate. Il Barbiere Zoppo è il romanzo di formazione di Lidia. La letteratura la fa la riflessione personale di Marchitelli sulla figura del sopravvissuto. Su Aurelio, il vecchio superstite dei lager che vive con le voci dei partigiani, su Primo, il barbiere tornato dall’Africa come marito e padre, marchiato – con invidia – come eroe di guerra. Leggeremo avanti, Gino, in quali frutti si comporrà questa riflessione.

Marco Maccari, 22 settembre 2015 ore 12:41

mamacra@gmail.com
@mamacra

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