Reportage

Michelina va all’EXPO!

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Foto: S.D.

Sono stata in visita all’Expo e vi racconto le impressioni che mi ha lasciato. Essendoci andata in metro come tantissime altre persone, ho sentito parecchio vociferare in diverse lingue, tra queste francese, inglese e giapponese. Scesa dalla metro ho percorso il lungo corridoio che passa sotto la tangenziale, fino ad arrivare alla scalinata che porta direttamente davanti ai tornelli d’ingresso e, dopo pochi minuti, nonostante la coda davanti a me, ecco che passo il biglietto sotto il lettore Qr Code e finalmente entro.

A breve distanza, subito dopo il primo degli Expo Point, inizia il famoso Decumano, il vialone coperto della Fiera che è lungo circa 1500 mt ed è attraversato da 32 viali, e da piazza Italia, che è l’intersezione con il Cardo, lungo 350 mt, che ti porta davanti all’albero della Vita, il simbolo dell’Expo e che attraversa la rappresentanza italiana del sito. La pianta su cui è stato creato il sito di Expo Milano si ispira al famoso Castrum Romano al quale sono simili tutte le nostre città. Il Decumano attraversa il sito da est a ovest e ospita ai lati i padiglioni dei paesi partecipanti, oltre 130.

Durante i weekend si ha un picco di visitatori che oscilla tra 240 e 300mila persone, quindi solo per percorrere il Decumano sul lato destro e annessi viali ci sono volute all’incirca 5 ore. Un’estenuante camminata a meno di 3 km all’ora, dove, guardando verso i padiglioni, si scorgevano solo interminabili code. La pausa pranzo, anche quella con code, è durata circa 1 ora per permettere ai piedi e alle gambe di riposare; ho mangiato nella zona dello Street Food Americano, una serie di furgoni attrezzati a dovere per permettere ai visitatori di assaggiare le specialità del Paese.

In fondo al Decumano ci sono 3 strutture in legno, dentro ci sono tavole e schermi che ti spiegano la differenza tra pesca o allevamento ecosolidale e di massa, un albero dove appendere i sensi del cibo che ogni persona scrive su un cartoncino, giochi di tanto tempo fa e anche un gioco del tatto e dell’olfatto. Mettere le mani dentro quelle scatole senza sapere cosa c’era dentro è stato molto divertente e soprattutto non è stato facile indovinare il contenuto; purtroppo con la tecnologia abbiamo perso le vecchie usanze e questi piccoli strumenti, per un attimo, mi hanno riportato indietro di qualche anno. Le 3 strutture alla fine dell’Expo verranno smontate e portate in Africa per essere adibite ad altri usi. All’interno, anche un mappamondo di sughero, che illustra molto bene le zone dove la densità abitativa è più concentrata. Il percorso di ritorno è durato anch’esso circa 5 ore. Tutti i padiglioni hanno un ristorante, una zona Street Food e un piccolo percorso chiamato Passeggiata, che attraversa il padiglione senza farti entrare direttamente dove si ha modo di assaggiare alcune bevande tipiche del Paese rappresentato. In tutta la giornata sono riuscita a percorrere 3 passeggiate e ho visitato solo 2 padiglioni, il supermercato del futuro e il Brasile alle 20 circa. È stato molto istruttivo visitare i padiglioni della Coop dove era illustrato quello che sarà il cibo del futuro, una serie di pasti preconfezionati per non sprecare nulla e i cibi alternativi come gli scorpioni e le cavallette essiccate, cibi super proteici che piano piano sostituiranno il nostro comune modo di mangiare. Perché Expo alla fine è stato creato per essere una fiera ecosostenibile, che ci fa realmente vedere come cambierà il mondo. Un parco giochi per chi ha avuto la fortuna di visitare qualche padiglione, dove la tecnologia e l’architettura viaggiano di pari passo con il progresso e l’urbanizzazione. Expo ci mette a confronto con un futuro il più realistico possibile. Ogni paese illustra il proprio impegno verso un futuro ecosostenibile. Definito da alcuni visitatori anti-Expo «una vera porcheria», io consiglio a tutti di farci un giro, è comunque un evento che merita di essere visto. Quindi mettetevi un paio di scarpe comode e andate!

Michelina Salandra, mercoledì 30 settembre 2015 ore 18:08

michelinasalandra@libero.it
@misal80

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