Il nostro corrispondente politico

Un Pierconsiglio Comunale

Piano regolatore del traffico, sito web comunale nuovo, un consulente esterno per l’ufficio stampa – pover’uomo, è votato al massacro: è il capretto pasquale di RADAR. – Sono le novità di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, che chiudono le operazioni di bilancio. Le minoranze però hanno scaldato i muscoli. Bona lettù.

SALA CONSILIARE – Annuncio del sindaco, consiglio comunale di ieri sera: «Avremo il piano del traffico». «Era ora» ribattono le minoranze. In arrivo una società privata nella palazzina Trombini; e un nuovo sito internet comunale. La riunione tocca temi caldi caldi.

Sicurezza, +1 poliziotto. «Appostiamo un incremento monetario di circa 45mila euro, avremo un agente di polizia e due automobili in più, con una convenzione con il comune di Milano e altri comuni [il comune di Opera, nota di RADAR]» spiega l’assessore Fabio Raimondo, Fratelli d’Italia.
«Non è una novità – ha replicato Pietro Mezzi, Sinistra Ecologia e Libertà. – Negli anni tra il 1999 e il 2001 il comune di Melegnano fece una convenzione con altri comuni, tra cui San Giuliano, per migliorare le forze di sicurezza. A questo risultato, ci arrivate dopo 8 anni dalle elezioni». «Queste variazioni vanno a tutela della sicurezza dei cittadini, per garantire alle forze di polizia di pattugliare – ha ribadito Simone Passerini, Forza Italia, capogruppo di maggioranza. – Andremo avanti nonostante le makumbe di Tizio, Caio e Sempronio, fino alla fine del mandato».

Rabbia per l’ufficio stampa. È Mezzi ad aprire la discussione: «40mila euro stanziati per prendere un consulente esterno, fargli fare propaganda per conto del Sindaco e della Giunta – si rivolge l’ex sindaco all’assessore Raimondo, delegato alla comunicazione. – Lo trovo vergognoso: usare i soldi dei cittadini dopo l’aumento delle tasse e delle tariffe, dopo il taglio ai servizi di trasporto comunale… Non è così che si vincono o si perdono le elezioni».
«La legge italiana consente ai comuni di dotarsi di un ufficio stampa – ha risposto Raimondo. – Gli importi sono minimi. Per il 2015, i 7mila euro stanziati sono stati abbassati a 2mila; per il 2016 ce ne sono 12mila; 6mila per il 2017. È vero, siamo a due anni scarsi dalla fine del mandato, ma, parlando con la gente, vediamo che c’è carenza di informazioni, c’è mancanza di comunicazione politica. Perciò pensiamo a un professionista che gestisca il rapporto tra l’amministrazione e i cittadini. L’appello è a giudicarne l’operato quando sarà attivo. Le cifre sono comunque veramente basse».
«Assessore, lei farà comunicazione con i quattrini pubblici – sottolinea in controreplica Mezzi, – lei ci costa, assessore. Non per l’indennità, legittima, che percepisce. Ma la sua presenza qui ha dei costi superiori a quelli dei suoi colleghi, mi riferisco alla modalità con la quale è stato coinvolto in questa Giunta».
«Non è un problema di comunicazione ma di realizzazione» secondo Dario Ninfo, Partito Democratico. Prova a sottolineare anche Alberto Corbellini, PD: «È uno schiaffo in faccia ai cittadini, e lo ripeteremo sempre. Migliaia di euro per fare cosa? Per stare dietro a Facebook? Vedremo cosa succederà di qui al 2017 sui social network».

Vigilanza del campo da calcio: il vecchio custode del campo comunale ha fatto causa al comune. Dopo dieci anni di contratto, 2003-2013. Solleva la questione Dario Ninfo, PD. Ai consiglieri democrat risulta che le società sportive non siano state neutre in passato in tema di elezioni, con indicazioni su chi votare e come. «Il vecchio vigilante ha percepito una retribuzione di dieci anni, più TFR – risponde il sindaco Bellomo facendo luce; – il custode però non viene scelto perché è un amico del sindaco, caro Ninfo, è indicato su segnalazione delle società sportive che utilizzano l’impianto».
«Su segnalazione delle società? – interviene Corbellini. – Il custode del campo percepisce un’abitazione, attenzione. E vi hanno fatto il nome, e lo avete accettato? E ce lo venite a dire così, candidamente? Mi sarei aspettato di vedere coinvolti i servizi sociali, di vedere una valutazione». «Si tratta di un impianto pubblico. Sono tante le persone in cerca di una casa e di un lavoro oggi. Vogliamo trasparenza» chiude Ninfo.
Critica Luigi Martelli, Destra Civica e LegaNord in Alleanza per Melegnano: «È un modus operandi che mi fa rimanere perplesso».

Spazio Milk sì, Spazio Milk no. Il retroscena è svelato da Tommaso Rossi, Sinistra Ecologia e Libertà. «C’è pressappochismo nel modo in cui AFOL, l’Agenzia per la Formazione e l’Orientamento al Lavoro, ha affrontato la questione dello Spazio Milk. Aggiungo che AFOL usa personale da anni con contratti di lavoro atipici; con cause in tribunale, fatte dai lavoratori stessi contro AFOL e vinte dai lavoratori. L’Agenzia insomma ci ha messo largamente del suo, nello Spazio Milk. Anche l’articolo apparso sul Cittadino, che invitava a inviare il proprio curriculum, non sembra il modo migliore per valorizzare lo Spazio, abituato a procedure di selezione capillare di servizi e di operatori culturali sul territorio. Infine, sullo spazio tata – ha concluso Rossi, – un operatore solo non basta, ne servono almeno due».

Marco Maccari, mercoledì 30 settebre ore 12:53 

mamacra@gmail.com
@mamacra

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