Il caso

Inconfondibile presagio di morte

Continua Carlo, originario della Basilicata e oggi melegnanese, in esclusiva per RADAR. 

MELEGNANO, OTTOBRE 2015 – A Potenza esistevano a quell’epoca svariate caserme… una per Allievi Ufficiali, una per militari semplici, una per le Forze della Milizia, una chiamata Covo degli Arditi, ed una casermetta di dimensioni ridotte. Si trovavano tutte nel medesimo rione, quello in cui abitava la mia famiglia [il rione Santa Maria]. La concentrazione così elevata di militari determinò i bombardamenti dell’8 e del 9 settembre 1943 sul mio quartiere. Verso le 18,30 la radio annunciò la firma dell’Armistizio (che per noi era la fine della guerra), ma alle 20,30 sentimmo l’inconfondibile rumore dei motori degli aerei in volo sopra le nostre teste, e nel giro di pochi minuti lo scoppio mortale delle prime bombe lanciate. Col cuore in gola scappammo tutti presso i rifugi. Noi ragazzi ne uscimmo la mattina del 9 ottobre, ma già alle 10 si sentì il rombo assordante (e assolutamente indimenticabile!) di sette aerei quadrimotori che sparsero ovunque presagio di morte.

Le vittime furono molte davvero. Venticinque ufficiali persero la vita a causa della decisione del Colonnello che li fece rinchiudere in caserma per paura di eventuali diserzioni. Andai a vedere anch’io… quella caserma era a pochissima distanza dalla nostra casa. Le bombe colpirono anche l’ospedale. Morirono in moltissimi tra ricoverati, medici e infermieri… Un Maresciallo dell’esercito, amico della nostra famiglia, venne cercato a lungo. Lo vidi io… su una catasta di legna tra stracci bruciati… sembrava alto solo un metro… era stato dilaniato. Ho visto con i miei occhi di bambino morti galleggiare nelle fosse piene d’acqua causate dalle bombe…

In una galleria ferroviaria si erano nascosti alcuni militari e un Colonnello. Qualcuno fece la spia ai tedeschi che immediatamente si recarono sul posto per disarmarli. Il Colonnello Facin fece in tempo a suicidarsi prima del loro arrivo pur di non consegnare le armi.

Mercoledì 7 ottobre 2015, ore 13:25

radarmelegnano@gmail.com

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In evidenza, foto del rione Santa Maria. Clic al sito Centro Studi Salinardi

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