Cronaca

‘Sti beni confiscati: li vogliamo utilizzare?

CORTILE DEL CASTELLO – Chi dice che con questi sette giorni non si combatte la mafia, è perché la mafia non l’ha mai combattuta. Finisce la Settimana della Legalità 2015, evento ad alto contenuto formativo antimafioso, seguito da tutte le parti attive della società sudestmilanese. «I cittadini che partecipano lo fanno per capire qualcosa di più. Qui al nord stiamo come dormendo; bisogna ammettere la presenza della mafia – è la sintesi di Maria Luisa Ravarini e Stefania Rossi, Osservatorio Mafie Sud Milano. – È una forma di omertà al nord, travestita da individualismo».

Musica nuova con la legge regionale approvata a giugno, che eroga denaro e risorse agli enti locali. Lo dichiara Carlo Borghetti, consigliere eletto e commissario antimafia della regione Lombardia, invitato alle 16 di oggi pomeriggio per discutere di legalità. «C’è un compito nelle nostre istituzioni verso coloro che nella società civile si danno da fare – dichiara. – C’e un ruolo per ciascuno, come cittadino, come amministratore, come membro di un’associazione. Siamo passati da quando negavamo (io ricordo che, a Milano, in consiglio comunale si negò l’opportunità di fare una commissione antimafia) ad oggi, che abbiamo due leggi in una. Infatti avevamo depositato due progetti di legge, costruiti insieme a Libera: di educazione alla legalità e di contrasto alle mafie».

«Guai a dire: non ce la possiamo fare – ricorda Borghetti. – È il più grande favore che possiamo fare alle mafie, assieme a quello di non parlarne. La nuova legge prevede la creazione di una giornata regionale, il 21 marzo, 1° giorno di primavera, in Lombardia. Prevede anche l’istituzione di bandi per le amministrazioni comunali e le scuole, per stimolare giochi e prodotti che aiutino a capire il rispetto della legge. Prevediamo infine di aggiornare le polizie locali e i tecnici comunali: oggi la ‘ndrangheta e più sofisticata e capillare; nei palazzi comunali c’erano donne delle pulizie e manovali, che facevano le spie per la ‘ndrangheta».

«Sono gli appalti nella sanità a fare più gola alla ‘ndrangheta – chiude. – Inoltre, c’è a questione sui beni confiscati al crimine organizzato. Utilizzarli a fini sociali è un risarcimento doppio».

Leonardo La Rocca, del Presidio Libera Sud Est Milano, raccoglie il testimone. «Nel 1996, Libera propose il riutilizzo sociale dei beni confiscati a mafiosi e corrotti, con una legge di iniziativa popolare. Risultato, 1 milione e mezzo di firme. Il disegno di legge fu approvato la notte prima che la proposta scadesse – spiega. – I beni confiscati sono ciò che ci permette di riconoscere le mafie nel nostro territorio. A questo proposito, abbiamo beni confiscati sottoposti a vandalismo. Ma, se un bene confiscato viene vandalizzato, è ad opera degli stessi soggetti ai quali è stato confiscato. Viene vandalizzato e distrutto al momento della confisca definitiva, quando gli ex proprietari sanno che non ci metteranno più piede. Sono beni che non vengono devastati a caso: penso a un bene cui fu distrutto l’impianto idraulico in modo tale da allagare 50 mq di cucina, o dove tolsero le tegole per favorire infiltrazioni d’acqua. Questo dimostra che ridestare quei beni fa bene. A Melegnano ce n’è uno. Sono occasioni per la popolazione di rilanciarsi».

Angela Fioroni, di Legautonomie, parla di ludopatia e gioco d’azzardo. «Ogni 10mila abitanti, 100 sono giocatori problematici e 50 sono giocatori patologici. I malati in Italia sono 4000. Che il fenomeno sia grave è testimoniato da due sentenze di Corte Costituzionale – inizia. – Slot machines e gratta & vinci sono i due giochi più usati, perché sono immediati. La macchinetta inizialmente fa stare bene; dà il senso di allontanarsi dalla fatica di gestire la vita quotidiana. I giovani tra i 14 e i 18 anni sanno tutto sul gioco d’azzardo, perché lo vedono in pubblicità TV, perché hanno le sale gioco a 30 mt dalle scuole. Pensate: a Milano, laddove più il gioco d’azzardo è alto, più sono alti gli omicidi e le rapine. Sono tre le zone di questo tipo, Buenos Aires, Loreto e Stazione Centrale, dove le mappe dell’azzardo e della criminalità organizzata coincidono».

Marco Maccari, domenica 11 ottobre 2015 ore 22:28

mamacra@gmail.com

@mamacra

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