L'inchiesta cinica

Bellomo vuol dire omertà

INIZIANO AD ARRESTARE le persone perbene. Mario Mantovani, «il faraone», siede nel carcere di San Vittore. Sui capelli radi ma pettinati, sul volto asciutto da magnate fiorentino, di una magrezza dantesca, il neon del penitenziario. Tremano i sostenitori locali di Forza Italia, tra di essi i sostenitori melegnanesi e sangiulianesi. «Conosco pochissimo Mario Mantovani, mi è sempre sembrato una persona onesta» è il commento di Onorato.

La «persona onesta» possiede – è l’ordinanza di arresto di Stefania Pepe, giudice per le indagini preliminari di Milano – «spiccata capacità criminale» e «propensione alla violazione delle regole» e con lui le dimostra il suo plenipotenziario, anch’egli arrestato. È Angelo Bianchi, ingegnere civile residente a Melegnano in via Cadorna 11/C. Posto di lavoro al provveditorato opere pubbliche Lombardia, nato a Vieste nel 1963.
Per essere un professionista iscritto all’albo, questa è la sua seconda volta dietro le sbarre. Lo arrestò la procura di Sondrio il 10 ottobre del 2008 con l’accusa di appalti truccati nelle opere pubbliche (leggi la cronaca dell’arresto: «Oggi sono in ferie, sto con la mia famiglia, si sarebbe giustificato. Ma il suo capo insiste: c’è la polizia in ufficio, la vuole, deve rientrare al più presto»). Nel 2012 lo rinviò a giudizio. L’arresto fece snasare qualcosa ai suoi superiori che gli dissero: fa’ le valige.

Ma Angelo Banchi, ingegnere civile residente in via Cadorna 11/C, torna al suo posto. Il senatore Mario Mantovani, stando alle indagini, «fa pressione» per lui. Angelo Bianchi non ha mai smesso di lavorare. Era arrestato, indagato, e otteneva incarichi su incarichi. Nel 2008, sotto indagini, fa «sobbalzare i detective perché aveva ottenuto un incarico dalla provincia nonostante fosse indagato»! Nel 2010 entra nel comune di Cologno al Serio, provincia di Bergamo, area edilizia pubblica, con la determina 340/2010 del responsabile per un incarico di «prestazioni tecniche presso il nuovo centro natatorio comunale». Nel 2011, l’anno dopo, entra nel comune di Melegnano.

A Melegnano Angelo Bianchi entra con determina 611/2011 del 24 agosto. «Affidamento incarico professionale per attività di supporto al responsabile unico del procedimento per le realizzazioni in finanza di progetto, all’ing. Angelo Bianchi» è il titolo (clic all’elenco determine 2011, pagina 19). A Melegnano la finanza di progetto riguarda l’appalto di ristrutturazione del cimitero comunale di via Cerca Vecchia, assegnato a Ma.Gi. Srl.

Se parliamo di Mantovani e Bianchi parliamo di Vito Bellomo, 1970, sindaco di Melegnano, di Pier Antonio Rossetti, 1975, presidente del consiglio comunale melegnanese, di Simone Passerini, 1978, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. Il trio compone i vertici della forza politica di maggioranza rieletta a Melegnano nel 2012, con l’esigua maggioranza di 154 voti. Come si legano ad Angelo Bianchi e al senatore Mario Mantovani, «gruppo di spiccata capacità criminale»? In nessun modo – risponderebbe Onorato – perché sono persone perbene.

Nelle scorse notti scrivono al blog due persone. Sono il gruppo Melegnano Libera e un uomo, che chiameremo Giacomo, melegnanese. «Domandona per il blog e i suoi lettori – esordisce Melegnano Libera. – Chi deve ringraziare Pier Antonio Rossetti per la nomina nel consiglio di amministrazione di FERROVIENORD Spa?? 1. La sua competenza nel settore ferroviario. 2. Il padre bottegaio in Borgo. 3. Il vicepresidente della regione Lombardia, Mantovani». Giacomo in una prima email scrive: «P. A. Rossetti, vicepresidente FerrovieNord. Nessuno ne parla, eppure è una carica prestigiosa, indovinate chi ce lo ha messo lì, un certo faraone». E allega il curriculum in pdf, visibile sul sito del comune (clic al file). In una seconda email: «Quando far politica ti cambia la vita. Il capogruppo di Forza  Italia Passerini, nel 2008 in piena crisi è sistemato dal faraone in Camera di Commercio. Poi come fa questo signore a dire no a chi l’ha sistemato per sempre. Vedi cv» (clic al curriculum vitae).

Sia Melegnano Libera sia Giacomo sono invitati a fare aperta denuncia tramite esposto. Ma fa riflettere il commento che un melegnanese, Mauro, 36 anni, cittadino responsabile, fece a RADAR nel 2014: «Il sindaco Bellomo si è autonominato vicepresidente della Fondazione Castellini Onlus, utilizzando i propri poteri statutari di nomina, perché negli assessorati di regione Lombardia c’è interesse a mantenere un presidio nella sanità melegnanese».

Le dichiarazioni del sindaco Bellomo sulla questione hanno il suono di ciò che ha detto sulle esplosioni, sulla confisca del negozio di via Lodi 39 alla ’ndrangheta: il suono del silenzio, della difesa d’ufficio. Dell’omertà. «Conosco Angelo Bianchi – ha dichiarato il sindaco Vito Bellomo – e questa mattina la notizia del suo arresto mi ha lasciato senza parole. Al momento comunque le ipotesi di reato non sono in alcun modo legate alla realtà di Melegnano» (Bellomo a Il Cittadino, 14 ottobre 2015). La realtà, a Melegnano, parla una lingua molto diversa.

Lo Staff, lunedì 19 ottobre 2015 ore 12:00 

radarmelegnano@gmail.com


Diverse informazioni personali dell’indagato, codice fiscale e giorno di nascita sono stati resi pubblici dal comune di Cologno al Serio nel testo della determina 340/2010, visibile online (clic al link nell’articolo).

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