L'inchiesta cinica

Bellomo vuol dire sfiducia

METODO MANTOVANI a Melegnano, politici melegnanesi favoriti dal Faraone: arriva la conferma dall’ambiente sudmilanese di centrodestra e di Forza Italia. Risultato: confermati i benefici ottenuti dal vertice melegnanese Bellomo-Rossetti-Passerini. Il blog RADAR ha raccolto dichiarazioni d’intervista registrate e protette come fonti giornalistiche. Con nuovi dettagli: come la storia di una giovane donna che dichiara un’avance ricevuta da Mario Mantovani: «Mi propose personalmente di frequentare un corso di studi. Mi avrebbe pagato la retta lui, per qualche migliaio di euro», dice. Per poi «tornare al suo cospetto ed essere collocata in una fondazione a fare i suoi interessi».

Mantovani, in carcere a San Vittore con accuse di reato, è tutt’ora in grado di muovere i suoi contatti sulla scacchiera. «Perché il suo metodo non era percepire né dare mazzette. Era di posizionare uomini – dichiara un attivista di centrodestra sudmilanese, 50enne. – Come a Melegnano, con Rossetti in Ferrovienord Spa, con Passerini in Confcommercio a Milano in Porta Venezia. Poi ci sono altri aspetti del consiglio comunale di Melegnano. Come il consigliere Rocco Tripodi, posto all’interno delle responsabilità sulla Cerca-Binasca per tramite dell’architetto Locatelli di Melegnano e di Stefano Maullu».

Il metodo Mantovani era questo da sempre, in Melegnano. Alle recenti convocazioni elettorali – regionali, europee e ancora regionali – il nome del candidato Mantovani veniva spinto senza dichiarato motivo. Dal 2014 RADAR è in possesso di un dato: «Spingere Mantovani, perché così è» erano le disposizioni diramate dai vertici locali.

È confermato che Simone Passerini, 37 anni, sia stato inserito in Confcommercio tramite la corrente mantovaniana? «Sì – risponde un’attivista 47enne. – Per quanto riguarda Melegnano, Simone Passerini, come Pier Antonio Rossetti, come il sindaco Vito Bellomo, sono stati frequentatori della residenza privata di Mantovani. Ci sono state anche delle cene. È più che possibile che Passerini faccia parte della Confcommercio grazie non tanto a Mantovani direttamente, ma all’ambiente di Luca Squeri». Il quale è un mantovaniano d’acciaio. «Passerini ha avuto e ha tutt’ora rapporti con Squeri. Politica. Sostegno in campagne elettorali» conclude.

Confermato l’ingresso del presidente del consiglio comunale di Melegnano Pier Antonio Rossetti, 40 anni, in Ferrovienord Spa come vicepresidente del consiglio d’amministrazione, su azione di Mantovani. Un curriculum peraltro privo di macchie: «Rossetti non ha scelto l’ambiente giusto per lui – osserva un elettore. – Entra in Ferrovienord e poi ripartono i lavori per la stazione. Chissà. Magia».

Confermata la tesi sul sindaco Bellomo, 45 anni, autonominato vicepresidente della Fondazione Castellini «per presenza di Mantovani – afferma un elettore quarantenne, persona informata. – Però attenzione, in Castellini Mantovani è una presenza implicita. Mantovani era nella sanità; Mantovani in Melegnano aveva un suo uomo; è scontato che lo inviti a inserirsi in una delle fondazioni più importanti, che fattura tanti soldi. Lì dentro è una cordata creata da Bellomo. Dispiace sapere che ci sono queste persone a piede libero che fanno ancora quello che cazzo vogliono. Mentre le persone normali non hanno il coraggio di parlare. È più normale la normalità o il suo contrario?».

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E l’ingegnere Angelo Bianchi? Invitiamo i lettori ad avventurarsi nell’ultima parte del testo. I documenti su Bianchi esistono. Negli atti pubblici – oggi in mano alla minoranza del Partito Democratico – Angelo Bianchi risulta commissario di gara nell’appalto per il cimitero comunale. Sul cimitero pendono, afferma la minoranza Destra Civica-LegaNord, «un progetto da 11 milioni di euro» e «un illecito». Bianchi Angelo compare ripetutamente nel contratto.
A maggio, nonostante l’arresto del 2008 e il rinvio a giudizio del 2012, Bianchi ha ottenuto un incarico in Brianza per l’Asl di Monza, valore: 23.910,73 euro. Delibera 304. Il suo arresto? Il suo rinvio a giudizio? Risposta: «Non incideva sulla moralità professionale di Bianchi», del direttore generale di Asl Monza Matteo Stocco (clic a un articolo da mantenere in evidenza). *
Leggere attentamente le parole di Stocco. Saranno le stesse che userà il sindaco Bellomo, mantovaniano, con la sua maggioranza (mantovaniana) nella commissione d’inchiesta sull’ingegnere (mantovaniano) Bianchi, per giustificarsi.

«Ora è chiaro – commenta Mario, melegnanese, 29 anni – perché Bellomo a Melegnano non ha mai voluto parlare di mafie, di commissioni antimafia, di corrotti, di legalità».
Vero. Prima venne Vivenda, appalto per la mensa degli scolari nel 2014. Messa sotto inchiesta giudiziaria nel 2015 in Mafia Capitale, oggi sotto la vigilanza della magistratura e il controllo del tribunale.
Ora viene Bianchi, accusato di reati e di possedere «spiccata capacità criminale». * *

La sfiducia nei confronti dell’amministrazione Bellomo è realtà. In questo contesto, le elezioni 2017 sono battaglia ripida per il centrodestra. La schiena dritta di Fratelli d’Italia, eletta in maggioranza con il sindaco, è al giudizio dei lettori: il Broletto di Melegnano copre più di un attivista e simpatizzante di Fratelli d’Italia che vive in debito monetario nei confronti del comune. I rappresentanti eletti nelle minoranze hanno grandi responsabilità.
I rappresentanti della maggioranza in Forza Italia devono, invece, scegliere da che parte stanno. Questa prossimità politica nei confronti dell’illegalità stride con i titoli di giornale, quando, nel 2012, elevavano Vito Bellomo come vivente «orgoglio di scelte vincenti» (Il Cittadino, 1 maggio 2012, leggibile online). Stride con chi, mai stato Bianchi, ha scelto Melegnano per vivere da uomo e donna liberi.

Lo Staff, mercoledì 28 ottobre 2015 ore 20:56

radamelegnano@gmail.com

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In dettaglio: «In riferimento all’articolo 38 del Codice Appalti, si evidenzia che, secondo quanto previsto alla lettera c, non è necessario richiedere il certificato dei carichi pendenti. Ricorre una causa di esclusione dalla gara allorché sia stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’articolo 444 del Codice di procedura penale, per reati di grave danno dello Stato o della Comunità, che incidono sulla moralità professionale». 
Stocco dice anche: Bianchi aveva fornito «autocertificazione del possesso dei requisiti di ordine generale, di cui all’articolo 38 del Codice degli Appalti, insieme alle dichiarazioni relative al possesso degli ulteriori requisiti di capacità professionale». L’Asl di Monza alza le mani.

* * Sospette le affermazioni del sindaco Bellomo in tema di legalità, specie sul negozio di via Lodi 39 che, ufficialmente sequestrato alla criminalità organizzata da un organo competente della repubblica italiana, per lui «non si poteva dire sequestrato alla criminalità organizzata» (consiglio comunale di Melegnano del 17 giugno 2015). Dichiarazione avvenuta nella sede di un’istituzione cardine della repubblica. 

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