Cronaca

Il cimitero di Angelo Bianchi e altri racconti dell’orrore (costati 37mila euro)

MELEGNANO – Escono fuori i primi documenti scritti, e le responsabilità degli amministratori eletti sono lampanti. L’incarico dato ad Angelo Bianchi è avvenuto in tempi sospetti. L’ingegnere Bianchi, nato a Vieste e residente a Melegnano, pezzo grosso del provveditorato alle opere pubbliche, ha incontrato i funzionari del comune di Melegnano nel 2009. Quando le zozzerie erano già successe.

È la notizia contenuta nelle dichiarazioni del geometra Marco Ferrari, date la sera di lunedì 9 novembre quando si è riunita la commissione d’inchiesta sul caso Bianchi. Con «il caso Bianchi» si intende l’incarico di preparazione del progetto finanziario per il cimitero comunale melegnanese. Con «commissione d’inchiesta» si intende la commissione dei consiglieri comunali incaricati di fare luce sui criteri con i quali Bianchi, indagato e arrestato nel 2008, è stato ugualmente selezionato per questo lavoro.

«Nei primi anni di mandato del sindaco Bellomo (Vito Bellomo è in carica dal 2007), l’amministrazione comunale prevedeva due interventi: per il cimitero e per un impianto sportivo – ha dichiarato Marco Ferrari, responsabile area opere pubbliche dell’ufficio tecnico. – Assieme all’amministrazione comunale è stata valutata la possibilità di avvalersi di un consulente, data l’inesperienza del personale comunale in questi progetti. Èd è stata valutata la persona dell’ingegnere Bianchi».

«I rapporti tra Angelo Bianchi e il comune di Melegnano sono iniziati nel 2009 – continua Ferrari. – L’ho conosciuto in un’iniziativa di finanziamento per le scuole di via Cadorna e del quartiere Giardino, a Melegnano. Questi progetti iniziano a concretizzarsi nel 2010, e nel 2011 si concretizzò l’incarico». Più precisamente, con un disciplinare d’incarico dell’8 agosto 2011 e con la determina 611 del 24 agosto.

Ma il 2009 era già codice rosso per l’ingegnere Bianchi. L’anno prima, nel 2008, era stato arrestato su ordinanza della procura di Sondrio durante le indagini su appalti truccati in Valtellina. Negli anni 2009-2011, gli avvocati di Bianchi attendevano di conoscere la sua sorte in tribunale: cosa puntualmente avvenuta nel 2012, anno in cui è stato rinviato giudizio, cioè invitato a rispondere alle accuse su di lui.
Anno nel quale il comune di Melegnano non ha fatto altro che rinnovargli l’incarico: con una determinazione del 13 aprile 2012, con un’altra determinazione del 20 giugno, infine pagandogli due onorari in ritenuta d’acconto del valore lordo di 25.160,00 euro il 19 febbraio 2015, e di 12.044,00 euro il 23 giugno 2015, inviati sul conto suo e della moglie in Barclays Bank, Milano, via dei Mercanti. Secondo le dichiarazioni, i pagamenti sono avvenuti a partita di giro, quindi da parte della ditta appaltatrice del cimitero.

«Non ero a conoscenza, all’epoca, dei fatti giudiziari su Angelo Bianchi» ha risposto Ferrari. La prima riunione di commissione concretizza perciò le responsabilità dell’amministrazione Bellomo. Il sindaco «conosceva Angelo Bianchi» (Bellomo appartiene alla cerchia politica di Mario Mantovani, arrestato con accuse di concussione l’ingegnere Bianchi) e che dovrà rispondere sull’idoneità morale e professionale di Bianchi.

Marco Maccari, venerdì 13 novembre 2015 ore 11:45

mamacra@gmail.com
@mamacr

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