Il caso

Che cosa è l’ISIS, spiegato con chiarezza

In inglese si traduce Islamic State of Iraq and Siria, da cui la sigla: ISIS (Stato Islamico dell’Iraq e della Siria). Quello che c’è da sapere è che l’ISIS, o IS, è uno stato organizzato su base militare. Controlla un’area di 32.133 km quadrati. È molto vasto: sorge sulla Siria orientale e nell’Iraq nordoccidentale.
Ha un leader: nel 2014 si è autoproclamato stato indipendente sotto la guida del califfo Abu Bakr al-Baghdadi, vero nome Ibrahim al-Badri. È detto anche Stato Islamico dell’Iraq e del Levante. Non ha il riconoscimento dell’ONU né della comunità islamica.
Ma ciò che davvero bisogna sapere è che, prima di diventare ISIS, l’organizzazione era operativa in Iraq sotto altro nome. Il nome era al-Qaeda.

COME È NATO L’ISIS
L’organizzazione oggi chiamata ISIS combatteva le truppe americane e la loro coalizione con il nome di al-Qaeda in Iraq, nella seconda guerra del Golfo, iniziata con l’invasione dell’Iraq nel 2003 (a causa di presunte, ma mai trovate «armi di distruzione di massa»).
Nel 2007 il comando delle truppe USA in Iraq dichiarò al-Qaeda «sconfitta, ma non annientata dall’Iraq». Nel settembre 2013 l’Istituto per gli Studi di Guerra di Washington DC pubblicò un rapporto. Dichiarò che al-Qaeda «era risorta» in una nuova forma. Le analisi mostravano che la nuova organizzazione «era estremamente vigorosa e capace dal punto di vista tecnologico e logistico, e si estendeva fino alle coste della Siria».
Quell’anno in Iraq scoppiarono 24 attacchi esplosivi di grandi dimensioni. Tutti riconducibili alla nuova organizzazione. Gli attacchi erano parte del piano di campagna militare chiamato «Abbattere le Mura», concluso il 21 luglio 2013 con un’offensiva finale che liberò 500 detenuti dal carcere americano di Abu Ghraib. I detenuti erano rinchiusi in maggioranza per attività jihadistiche e terroristiche. La campagna «Abbattere le Mura» sferrò altri 7 attacchi contro le prigioni in Iraq, due di essi hanno «liberato veterani di lungo corso, probabilmente partecipanti agli attacchi di al-Qaeda nel 2006-2007».

Il capo di al-Qaeda in Iraq era, all’epoca, Abu Bakr al-Baghdadi. Gli Stati Uniti avevano emesso su di lui una taglia di 10 milioni di dollari; ma «non è servita ad arrestare la crescita dell’organizzazione militare in Iraq e Siria».

E la Siria? Nell’agosto del 2011, in piena primavera araba, al-Baghdadi inviò il suo emissario Abu Mohammad al-Jawlani (anche trascritto come al-Golani) proprio in Siria, «con la missione di deporre il governo del presidente Assad per stabilire al suo posto uno stato islamico» (leggi Il Jihad della porta accanto, in inglese, articolo di Rania Abouzeid del 23 giugno 2014). A seguito di questa espansione siriana, il 9 aprile del 2013 l’ex al-Qaeda «si è ribattezzata come ISIL, lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, anche noto come ISIS». Ecco come è nato l’ISIS. Il resto è cronaca (continua).

Lo Staff, martedì 17 novembre 2015 ore 7:45

mamacra@gmail.com
@mamacra

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