Cronaca

Differenziata al 95%: Roberto Fiorendi e la lista civica spiegano la «tariffa puntuale»

AULA CONSILIARE – Entrano in sala 47 persone. La serata Rifiuti Zero ha presentato un diverso metodo di differenziare e pagare i rifiuti: con correttezza nei confronti dei materiali in plastica e con un sistema di pagamento «a tariffa puntuale», calcolato su quota fissa e su quota variabile; la quota fissa è stabilita dal numero dei componenti del nucleo abitativo (non dei metri quadri abitati), la quota variabile dal numero di svuotamenti del bidone di differenziata. Ogni nucleo viene dotato di un bidoncino georintracciabile con microchip inserito all’interno; il comune viene dotato di un sistema di gestione in grado di rintracciare i microchip e di contare gli svuotamenti dei bidoncini. Realizzare un certo numero di svuotamenti significa risparmiare sul pagamento e raggiungere percentuali più alte di differenziazione, fino al 95%. Per questo, il programma di gestione dei rifiuti di Regione Lombardia, pubblicato il 20 giugno 2014, spera in un maggiore utilizzo della raccolta a tariffa puntuale.

Roberto Fiorendi, 38 anni, membro del Progetto Zero Waste Italia (dall’inglese zero spreco), ha parlato per più di un’ora con il pubblico. «Inizio raccontando un aneddoto – ha cominciato. – Un giorno, un sindaco del Nord Europa invitò i giornalisti a una conferenza stampa. Li salutò, dicendo: immaginate come sarà la città fra 100 anni. Un giornalista gli rivolse una battuta: tutto bellissimo, ma sono cose che noi, qui presenti, non vedremo mai. Il sindaco rispose: invece vi riguarda. Le nostre scelte di oggi sono quelle che decidono il domani dei nostri figli». Con questa ottica ha parlato del progetto di rifiuti zero e di tariffa puntuale, mostrando i margini di risparmio che la tariffa ha portato nei piccoli e medi consorzi di smaltimento rifiuti della Lombardia.

«Il progetto intende valorizzare le 4 R: la riduzione, il riuso, il riciclo e il recupero dei materiali. A svantaggio dell’incenerimento – ha affermato Fiorendi. – Nei primi cinque anni, il costo di bidoncini nuovi, microchip e gestione è pari a 1 euro e 70 centesimi per cittadino ad anno; dopo i primi cinque anni, è pari a 32 centesimi. In un comune lombardo di 18mila abitanti, i sacchi per la raccolta differenziata costano 3 euro l’uno». In un altro consorzio, dal 2013 al 2014, la tariffa puntuale ha prodotto un salto dal 65% al 78% di differenziata e un guadagno di 132mila euro.

Promosso dalla lista civica Insieme Cambiamo, l’incontro ha attirato l’interesse dell’associazione commercianti, degli ambulanti del mercato, delle forze politiche di minoranza. Presenti Caterina Ippolito presidente dell’associazione commercianti e Giovanni Ghianda vicepresidente, l’associazione degli ambulanti del mercato di Melegnano, Pietro Mezzi consigliere comunale di Sinistra Ecologia Libertà e consigliere metropolitano, Enrico Lupini ex vicesindaco e veterano di LegaNord Melegnano, attivisti del Movimento Cinque Stelle.

Marco Maccari, martedì 24 novembre 2015 ore 8:00

mamacra@gmail.com

@mamacra

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