Il nostro corrispondente politico

Vito Bellomo: non conosco Bianchi anzi sono suo nemico

MELEGNANO – Angelo Bianchi era come il prezzemolo a Melegnano. Dava man forte anche agli interessi privati di Massimo Sabbatini, ex presidente della Fondazione Castellini rimasto in carica fino a poche settimane fa.

Il sindaco Vito Bellomo – dichiaratamente sotto la pressione degli articoli di RADAR e delle critiche delle minoranze – ha voluto sottolineare di avere incontrato Bianchi anche nel 2013, e di non averlo incontrato da amico. «Voglio chiarire – ha affermato. – Bianchi ha lavorato per conto della società SAM di Massimo Sabbatini in via Morandi. In quella circostanza nel 2013 ho incontrato Bianchi, durante le pratiche per il cambio della destinazione d’uso di un capannone (è lo spazio pagato in affitto dall’associazione musulmana Al Bàraka). Ho espresso molte perplessità su quella pratica. I miei rapporti sono stati di confronto e di normale dialettica, anzi c’è un contenzioso aperto con loro per via di un esposto TAR».

Il consigliere di minoranza Tommaso Rossi, di Sinistra Ecologia e Libertà, ribatte: «Meglio prevenire la collaborazione con soggetti non proprio trasparenti – si è espresso. – La domanda da farsi è: rispetto alla nomina di un assistente esterno, non c’è stato scrupolo di verificare l’idoneità morale di Angelo Bianchi? Abbiamo più volte detto che l’incarico dato a Bianchi non è mai stato sufficientemente motivato».

Quale motivazione ha portato l’ingegnere Bianchi – tre volte indagato, due volte messo in manette, attualmente agli arresti, dotato di «spiccata capacità criminale» – a lavorare a stretto contatto con l’ufficio comunale e l’amministrazione Bellomo? Lo spiega il capo delle opere pubbliche degli uffici comunali, Marco Ferrari: «L’ho più volte ribadito, le nostre priorità erano l’emergenza di ristrutturare il cimitero e la complessità della procedura individuata, cioè il finanziamento di progetto. Il curriculum di Bianchi calzava a pennello».

«Angelo Bianchi era un funzionario del ministero – sostiene il sindaco Bellomo. – Ne sono successe di tutti i colori ma qui a Melegnano non sono stati commessi i reati denunciati nelle inchieste giudiziarie. È un riferimento a fatti lontani nel tempo, al 2007-2008; i giornalisti e l’opposizione stanno creando mostri su questo caso. Voglio ricordare che nel caso di Vivenda l’abbiamo avuta vinta noi. Muoviamoci perciò con la massima cautela».

Marco Maccari, giovedì 3 dicembre 2015 ore 11:07

mamacra@gmail.com
@mamacra

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