Il caso

Angelo Bianchi e la moschea: la verità di Massimo Sabbatini, ex presidente Castellini

14dic15-RADAR-collage«Ho incontrato il sindaco in merito all’opportunità di affittare un capannone all’Associazione mussulmana Al Baraka. Gli incontri riservati erano finalizzati a capire, da parte mia, quale sarebbe stato l’atteggiamento dell’amministrazione comunale nei riguardi di un luogo associativo e di preghiera mussulmano. Prima di incontrare il sindaco avevo incontrato in prefettura un rappresentante della polizia che mi disse che la forza pubblica preferiva conoscere chi fossero queste persone e quante fossero per meglio verificare i loro comportamenti, perciò erano, in linea di massima, favorevoli all’ufficialità dell’ubicazione dei luoghi di aggregazione.

Agli incontri col sindaco era anche presente l’assessore Raimondo. In entrambi i casi il sindaco mi assicurò che non c’era alcun pregiudizio da parte del Comune, che avrebbe visto di buon occhio la costituzione di un luogo di aggregazione e preghiera ponendo l’unica, ovvia, condizione che fossero rispettate le leggi e i regolamenti. Mi disse anche che ben volentieri avrebbe incontrato i rappresentanti dell’Associazione per confermare questo atteggiamento; gli feci presente, per dare più peso alle sue parole, che, qualora mi fossi impegnato con l’Associazione, non mi sarei più potuto ritirare perché non è mia abitudine mancare agli impegni presi.

Quanto al Bianchi, che non avevo mai conosciuto prima e di cui non sapevo nulla, ebbi il suo nome da un amico: mi serviva un professionista perché dovevo ricostruire un capannone che era stato distrutto da un incendio. Avevo avuto danni enormi e volevo ricostruire in fretta. Mi fu detto che Bianchi si muoveva come un pesce nell’acqua nei palazzi comunali e che aveva ottime relazioni con tutti e perciò era la persona adatta per redigere una pratica edilizia confezionata come i tecnici si aspettavano, e forse costava poco. Erano i primi mesi del 2011. Certamente ho sbagliato a seguire il consiglio che mi suggeriva Bianchi come tecnico esperto e ben noto a Melegnano ma la pratica edilizia che mi riguarda è perfetta. Adesso, con il senno di poi, è facile dire che fu un errore, ma i comportamenti di Bianchi, per quanto mi riguarda, sono stati sempre corretti e rispettosi delle norme. Questa è la verità e chiunque dica qualcosa di diverso, chiunque sia, o non è informato o mente.

Non so perché l’Amministrazione comunale abbia cambiato idea riguardo all’autorizzazione, per giustificarsi ha dovuto ricorrere all’alibi fornito dall’ASL riguardo alle analisi del terreno».

Massimo Sabbatini

Lo Staff, lunedì 14 dicembre 2015 ore 6:00

radarmelegnano@gmail.com

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