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Incarico Bianchi, tutte le leggi violate dall’Amministrazione Bellomo

@the3WMCI SONO PERSONE a Melegnano che non sanno quanto dovranno aspettare per ottenere un giusto aumento di stipendio. Come Antonietta, 28 anni, residente in via Veneto e lavoratrice da quando ne aveva 18: in ufficio fa il lavoro di tre persone ma finora ha visto solo un premio da 900 euro in busta paga, una tantum.

Se invece Antonietta si chiamasse Angelo Bianchi si sceglierebbe da sola il suo aumento di stipendio. Bianchi lo ha fatto. Nel 2011, quando l’Amministrazione Bellomo doveva ristrutturare il cimitero, ha dato incarico a Bianchi di scrivere il progetto di finanziamento.
L’ingegnere Bianchi che ha fatto? Ha calcolato le ristrutturazioni sulla base dei prezzi di costruzione? No. Le ha calcolate «sulla base del prezzo di vendita». Che è «due volte e mezzo superiore al prezzo di costruzione».
Quando Bianchi ha comunicato quanto dovevano pagarlo per il suo lavoro, i conti li ha fatti calcolandoli sulla base dei costi di ristrutturazione. Che aveva stabilito con il famoso «prezzo di vendita». Più del doppio del normale.

VIOLAZIONE DI DUE DECRETI LEGISLATIVI
L’Amministrazione Bellomo ha commesso anche altro, alla faccia di Antonietta.
Primo. Antonietta se vuole svolgere lavori pubblici deve seguire la procedura degli appalti, superando un concorso. Angelo Bianchi no. Antonietta riceve uno stipendio sotto limiti definiti, ma per Bianchi nel 2012 è stato previsto uno stipendio superiore ai limiti di legge. Spiegazione. L’incarico al cimitero gli fu rinnovato nel 2012 in forma diretta: Bianchi doveva svolgere «attività di project financing relative alla gestione, ristrutturazione ed ampliamento del civico cimitero per un compenso di 60mila euro». Invece la legge dice che, davanti a un compenso superiore ai 40mila euro, l’incarico non può essere assegnato in forma diretta ma deve essere assegnato con un procedimento di gara pubblica (v. Decreto Legislativo 163/2006 detto Codice degli Appalti, articolo 125, comma 11).
Secondo. L’Amministrazione Bellomo ha approvato con una delibera il progetto «di ristrutturazione e ampliamento» predisposto da Bianchi, ma ha omesso un documento richiesto per legge: il «parere di regolarità contabile», che può mancare solo motivatamente (v. D.L. 267/2000 detto Testo unico delle leggi sugli enti locali, articolo 49). Inoltre il Programma Triennale 2011-2013 delle Opere Pubbliche del Comune (documento ufficiale obbligatorio per pianificare i lavori pubblici, richiesto dall’articolo 128 del Codice degli Appalti) non prevedeva il progetto di Bianchi. Prevedeva invece qualcosa di diverso: «Interventi di ristrutturazione del cimitero e riqualificazione del centro sportivo». Il Segretario Generale ha confermato questa violazione.
Terzo. La legge non permette ad Antonietta di scrivere un progetto per il cimitero e, contemporaneamente, di fare parte della commissione che giudicherà la gara d’appalto del cimitero stesso (v. D.L. 163/2006 detto Codice degli Appalti, art. 84 comma 4). Ad Angelo Bianchi invece è stato permesso. Bianchi, oltre che l’esecutore del progetto di finanziamento, è stato anche «uno dei membri della commissione giudicatrice tecnica della gara». È una delle caratteristiche dell’Amministrazione Bellomo: essere tra i controllati e anche tra i controllori. È un’ambiguità tenuta dal sindaco Vito Bellomo nel consiglio d’amministrazione della Casa di Riposo Castellini, in cui svolge il ruolo di vicepresidente.

ALTRE VIOLAZIONI
L’Amministrazione Bellomo ha commesso altre violazioni. Antonietta non è mai stata assunta senza avere ufficialmente inviato un curriculum, tracciabile e depositato; il curriculum di Angelo Bianchi invece «non è mai stato protocollato in Comune», «nessun documento sul cimitero si richiama o si collega a esso». Era necessario possedere «una polizza assicurativa a copertura dei rischi professionali» di Angelo Bianchi: ma la polizza «non è negli atti dell’incarico», «non risulta che sia stata richiesta».

PIÜTOST CHE NIENT
Tutto questo è scritto nella «Relazione sull’esecuzione e sulla correttezza dei lavori di Angelo Bianchi nel cimitero comunale». La Relazione l’ha scritta la commissione speciale d’inchiesta formata lo scorso 29 ottobre dal consiglio comunale. La Relazione rispecchia le conclusioni delle forze politiche di minoranza che l’hanno pubblicata anche su Internet e su Facebook alla vista di chiunque. Invece le forze di maggioranza hanno criticato ferocemente il testo della Relazione e vogliono che sia riscritto.
Dal punto di vista di RADAR questa Relazione doveva essere pubblicata così com’è. Anche se è una Relazione che, sulla bilancia, pende sul piatto degli avversari di questa Amministrazione. Sì: era importante che le numerose violazioni e ambiguità della collaborazione tra Comune di Melegnano e Angelo Bianchi (tre volte indagato, due volte arrestato, una volta rinviato a giudizio e una volta passato in prescrizione) divenissero note a tutti prima che il partito al governo della città, Forza Italia, intervenisse per limare certi aspetti scomodi e illegali, con la connivenza del partito Fratelli d’Italia.
Infatti in Italia le Commissioni d’Inchiesta hanno sempre finito per annacquare i fatti e per annebbiare la realtà. Quindi meglio avere letto le critiche della Commissione quando erano ancora crude, che non averle potute leggere mai. Che cosa ne pensate? Utilizzate gli spazi dei commenti e scrivete il vostro pensiero su questa Relazione.

ALLA MAGISTRATURA
Il contenuto della Relazione dovrà essere indirizzato, secondo le indicazioni degli autori, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, all’Agenzia Nazionale Anticorruzione, alla Prefettura di Milano e alla Corte dei Conti.

Lo Staff, lunedì 11 gennaio 2016 ore 7:30

radarmelegnano@gmail.com

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