Il caso

Se questo è un bando

Lettera dell’Osservatorio Mafie Sud Milano e del Presidio di Libera Sud Est Milano. Sul negozio confiscato alla mafia in via Lodi 39, Borgo. 

L’8 febbraio è scaduto il termine per partecipare al bando di gara del Comune di Melegnano, per l’affidamento in concessione dell’unità immobiliare di proprietà comunale confiscata alla criminalità organizzata.

Il bando era atteso da tempo. Dall’Osservatorio, dalle associazioni, dal Presidio di Libera del Sud Est Milano, che si è posto l’obiettivo di facilitare l’affidamento di tutti i beni confiscati del sud est Milano per scopi sociali come da Legge 109/96.

I contenuti del bando hanno però deluso le aspettative di molti.

Ferma restando la piena legittimità di un’amministrazione di scegliere in maniera discrezionale gli scopi di riutilizzo, si sperava che il bando per destinare un bene confiscato a Pasquale Molluso mettesse tutte le realtà sociali operanti nel territorio nelle condizioni di poter presentare il loro progetto. Invece, il bando pubblicato restringe il campo a soggetti che si impegnano a prestare la loro opera a favore degli anziani, a fronte del pagamento delle prestazioni erogate. Esclude, quindi, tutte le altre finalità sociali, comprese quelle rappresentate nel progetto che l’Osservatorio, in cooperazione con altre associazioni locali, ha portato a conoscenza dell’Amministrazione Comunale di Melegnano fin dal 2014.

Questa scelta risulta ancor più evidente se si osservano le modalità di attribuzione con scopo di lucro da parte dell’Amministrazione (sebbene sia garantito il reinvestimento dei proventi con scopi sociali). A fronte del chiaro invito, dato dalla legge, di privilegiare l’attribuzione ad associazioni o cooperative in comodato d’uso gratuito, prevedendo la possibilità di un uso lucroso solo per i «beni non assegnati». Non ci risulta infatti che si sia tentata prima la strada dell’attribuzione in comodato gratuito, e che il fallimento di questa strada abbia permesso di identificare il bene come «non assegnato».

Con questi limiti il bando, più che restituire a un bene confiscato la sua pubblica utilità, sembra finalizzato a mettere a gara la disponibilità di una sede, a condizioni economiche vantaggiose per soggetti che abbiano comunque una disponibilità economica rilevante, anche per sostenere la ristrutturazione, considerando che la legge regionale 17/2015 permetterebbe al Comune di far fronte alle spese stesse.

Nei contenuti del bando l’Osservatorio ha rilevato alcune incongruenze rispetto agli indirizzi del D.Lgs. 159/2011, a proposito delle quali abbiamo chiesto al Presidio Nazionale di Libera una verifica di legittimità.

Stefania Rossi, Osservatorio Mafie Sud Milano
Leonardo La Rocca
, per il Presidio di Libera Sud Est Milano

 

 

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