Cronaca

Vent’anni di Prima Vera a Melegnano, quel dubbio di accendere i lampioni

IL 15 OTTOBRE 2015 la società Prima Vera Spa presenta la volontà di investire forze e risorse nel rifacimento dell’illuminazione pubblica di Melegnano. È un project financing, cioè un finanziamento di progetto: una società privata investe risorse in un territorio comunale e, nel tempo, le recupererà vendendo i suoi servizi al bacino di utenti del luogo. La durata del project financing è prevista per 20 anni, il valore è di 6 milioni di euro.
Il 18 dicembre 2015 sta per riunirsi la commissione lavori pubblici del comune di Melegnano. I giornalisti locali ricevono telefonate preoccupate: Prima Vera Spa risulta essere stata sottoposta a un sequestro di 2 milioni e 500mila euro da parte del tribunale, e sta per candidarsi in prelazione per un appalto ventennale a Melegnano. Prima Vera Spa è stata messa sotto inchiesta giudiziaria nell’indagine Clean Hospital, si parla di valori di beni gonfiati, di massimi dirigenti arrestati. Scoppia il caso. La riunione di commissione si svolge regolarmente: i commissari di maggioranza di Forza Italia e gli stessi manager di Prima Vera, seduti in riunione, dimostrano di non sapere nulla del sequestro, ma la procedura di assunzione di gara a Melegnano passa sotto lente d’ingrandimento. 21 gennaio 2016: altra riunione.
Il 25 febbraio 2016 i manager di Prima Vera Spa e la commissione lavori pubblici sono di nuovo intorno al tavolo. Nel frattempo Prima Vera Spa si è fusa con GreenItaly1 Spa, dando vita alla nuova Zephyro Spa. «La nostra preoccupazione» esordisce l’architetto Pietro Mezzi, commissario di minoranza «è se il sequestro di beni per il valore di 2,5 milioni sia una buona prospettiva per l’aggiudicazione dell’appalto». La risposta viene dal segretario generale Diego Carlino e dall’avvocato Vito Bellomo, sindaco di Melegnano, ed è risposta strettamente economica: «La società, nonostante il sequestro, è sufficientemente capitalizzata» replicano. Il sequestro quindi – è la posizione dei vertici comunali – pari a 2,5 milioni non pregiudica le capacità finanziarie di Prima Vera, dotata di capitale per il valore di 50 milioni di euro. «Mi chiedo se non fosse stato il caso di ottenere certe risposte a tempo debito» interviene il commissario di minoranza Alberto Corbellini, «che fretta c’era? Queste verifiche non andavano fatte prima? Il problema non è la capacità finanziaria, ma il fatto di collaborare con un certo tipo di situazioni». «Sull’etica e le questioni etiche posso pensare anch’io tante cose. Ma ci sono grosse società che sono indagate e collaborano tranquillamente con le amministrazioni. Il discorso legalità è assolutamente rispettato, dal punto di vista del Codice degli Appalti» controbatte Bellomo; «il riscatto dei pali di illuminazione pubblica è stato un’impresa lunga, articolata. Secondo me non ci sono problemi. Io sono tranquillo. Dobbiamo dare una risposta alla città in tema di illuminazione». Critico l’architetto Giuseppe Marsico, uditore di minoranza: «Ma parliamo di una concessione che durerà 20 anni» ha sottolineato, «le chiedo se è andato a fondo, sindaco, vista la sua posizione fiduciaria con Prima Vera Spa». «Non c’è nessun rapporto fiduciario tra me e la società Prima Vera Spa» ribatte il sindaco. «Prima Vera ha collaborato per diversi mesi con il comune di Melegnano, per questo progetto di illuminazione» è intervenuto il commissario Mezzi, «era giusto sapere pienamente con chi stavamo collaborando; il sindaco avrebbe dovuto informare il consiglio comunale».
Osserva l’architetto Rodolfo Bertoli, uditore di minoranza: «Sappiamo che le gare si possono… manipolare in diversi modi; c’è un interesse pubblico ad affidare a Prima Vera questo project financing?». «No, questo è fumo, demagogia, punto e basta. Ma lei non ha il coraggio di dirlo, perché non ha gli elementi per poterlo dire» replica Bellomo, «i fatti sono che la procura della Repubblica non è qui a Melegnano». «Mi aspetto di leggere presto, in questo progetto, un sistema di controllo forte» conclude il commissario Corbellini, «con una tabella standardizzata, un sistema di audit, un sistema di penali e garanzie di customer satisfaction, con costi orari di manutenzione straordinaria. E un sistema di controllo dei subappalti».

Marco Maccari, venerdì 4 marzo 2016 ore 12:46

mamacra@gmail.com
@mamacra

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