Il caso

Case popolari: il bancomat dei politici

Case-popolari-MelegnanoMELEGNANO – Il giornalista Ersilio Mattioni, 43 anni, venerdì 4 marzo è stato in città. Ha parlato di Mario Mantovani e ha parlato anche di politici che raccolgono voti nelle case popolari, facendo riferimento alla sua esperienza giornalistica. A Melegnano la raccolta di voti nelle case popolari è divenuta di attualità nello scorso gennaio, a seguito di un articolo del blog RADAR.

«Le case popolari in Lombardia sono legate ad ALER, l’azienda lombarda per l’edilizia residenziale. ALER non spunta mai fuori per caso» ha spiegato Mattioni. «L’ex direttore generale di ALER, Mimmo Ippolito, è un uomo che ha intrecciato la sua vita con vari destini, fra cui quello di Mario Mantovani, l’ex vicepresidente di regione Lombardia oggi convocato a processo. Quando Mantovani era sottosegretario alle infrastrutture, aveva una sede milanese poco usata in via del Politecnico, piazza Cavour. Ricordo che andai a intervistare Mantovani in quella sede e vidi Ippolito. Entrando, chiesi a Mantovani: “Ma come mai c’era il direttore generale di ALER?”. Disse: “È bravissimo, lo voglio portare a Roma”. Finì lì. Venimmo a sapere dopo che Ippolito, indagato, disse ai magistrati: “ALER era usato dai politici come un bancomat”.

Nelle case popolari si fa molto consenso. Nel senso che, a volte, vanno ad abitarci famiglie che sono tutte legate fra di loro. Ricordo che in un comune ai confini tra le province di Milano e di Varese, Càstano Primo, vicino a Malpensa, una volta si votò. C’erano tre liste. I seggi stavano quasi per chiudere. La lista di Lega Nord aveva un distacco di 100-120 voti, i rappresentanti già festeggiavano. Ma chiude l’ultimo seggio: Forza Italia prende un vantaggio strepitoso, supera Lega Nord e vince le elezioni in volata. L’ultimo seggio era il seggio di via Giolitti, dove ci sono le case popolari, abitate in prevalenza da famiglie calabresi. Non ne voglio fare una questione geografica o di etnia, ma dentro quelle case c’era un candidato di Forza Italia che, calabrese e amico di queste persone, aveva fatto molte promesse in campagna elettorale; e si scoprì che solo per lui erano venute fuori 180 preferenze. In un paese di 9000 abitanti, 180 preferenze sono molte per un seggio solo.

Ecco, le case popolari purtroppo sono anche questo; quando qualcuno riesce a controllare, anche a carpire la buona fede di persone che magari non sono così attrezzate e che ci vivono, indubbiamente quel qualcuno ottiene un bacino di consenso».

Marco Maccari, giovedì 10 marzo 2016 ore 06:30

mamacra@gmail.com
@mamacra

 

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