Cronaca

Liberare via Lodi dalla mafia «costa troppo»

VIA LODI 39 – Melegnano aveva un locale di proprietà della mafia. Tre vetrine nel ventre di Melegnano, in pieno rione Borgo, erano intestate a un membro del clan Molluso: un clan identificato con la criminalità organizzata italiana trapiantata in Lombardia. Il sequestro dell’autorità nazionale, l’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata, gliele ha tolte di mano e le ha riconsegnate nel 2013 al comune di Melegnano.

La legge vuole ripopolare il locale di via Lodi con attività socialmente utili. Ma i costi definiti dal comune di Melegnano sono alti e pochi possono permetterseli. La Lombardia è la prima regione del nord Italia per numero di beni sequestrati al crimine organizzato, con 1266 beni: è un’emergenza mai affrontata prima, una sfida per lo stato italiano.

Per il locale di via Lodi il comune di Melegnano aveva pubblicato un bando di assegnazione, usando criteri di selezione molto stringenti. Il 12 febbraio si è tenuta l’asta pubblica per assegnare il locale; nessuno si è presentato. L’Osservatorio Mafie Sud Milano ha sottolineato gli aspetti problematici del bando e dell’asta pubblica. L’8 marzo la giunta comunale ha deliberato nuovi parametri per l’assegnazione. Il 25 marzo l’Osservatorio ha pubblicato un intervento. Decidiamo di proporre il dibattito ai nostri lettori e li incoraggiamo a esprimersi. Ecco l’intervento dell’Osservatorio.

«Dopo l’esito infruttuoso dell’asta dello scorso 12 febbraio» scrive l’Osservatorio «per l’assegnazione del bene sequestrato di Melegnano, l’Osservatorio Mafie Sud Milano e il Presidio di Libera Sud Est Milano hanno proposto al Sindaco di Melegnano di avviare un confronto tra l’Amministrazione Comunale e le realtà locali. Scopo, una scelta condivisa sulla destinazione sociale del bene sequestrato di via Lodi.

«La nostra proposta evidentemente non è stata considerata. Tuttavia si prende atto che i nuovi indirizzi superano alcuni limiti del bando precedente.

«La nuova procedura intende favorire la massima partecipazione da parte dei soggetti potenzialmente interessati alla gestione dei locali per finalità sociali, affidando i locali a titolo gratuito.

«Purtroppo, i costi per la riqualificazione dei locali restano a carico del concessionario che potrà avvalersi della facoltà di accedere a finanziamenti pubblici per recuperare i costi sostenuti. Questo precluderà alle associazioni di volontariato, che di norma non dispongono di budget e di risorse finanziarie importanti, la possibilità di partecipare al bando».

Lo Staff, mercoledì 30 aprile 2016 ore 9:00

radarmelegnano@gmail.com

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