Il caso

Caso Bianchi-Mantovani, ecco spiegato perché interessa e perché la gente ne vuole di più

MARIO MANTOVANI È LIBERO. Il tribunale ha deciso, Mantovani può andare a casa. Aspetterà il suo processo davanti alla televisione, guardando House of Cards, imitando Kevin Spacey come un fan qualsiasi: «Sì, Doug: un pezzo alla volta. È così che si divora una balena».

Tutto questo a Tonino, 49enne melegnanese impiegato in uno stabilimento a Milano, interessa molto. Per tutta la vita Tonino ha cercato di entrare nel giro giusto, di contare di più, di diventare uomo di fiducia di un personaggio intelligente, autorevole, che gli regalasse qualcosa della sua esperienza.

L’ingegnere Angelo Bianchi, uomo di fiducia di Mario Mantovani nel territorio melegnanese, fa incazzare Tonino. Fa incazzare anche il consiglio comunale. Per Tonino, è evidente che è una storia di potere, malapolitica e cattiva amministrazione. Una consulenza che l’ingegnere Bianchi nel 2011 ha prestato nel cimitero civico di Melegnano ha scatenato una tempesta tra Maggioranza e Minoranze. Dario Ninfo, consigliere eletto nel Partito Democratico, è stato presidente di una commissione d’inchiesta che ha esaminato la regolarità dell’incarico; e ha presentato ai consiglieri comunali una Relazione. «Gli atti di conferimento dell’incarico contengono parecchie irregolarità. Spero che ciascun consigliere si assuma ora le proprie responsabilità» ha dichiarato Ninfo.

#PARENTIPREPOTENTI
Tonino l’ha capito bene: il consulente è diventato uomo di fiducia del personaggio sbagliato.

Invece, la Maggioranza al potere a Melegnano si gonfia protestando. «Tutta questa Relazione è tendenziosa», dichiara.

Controbatte Davide Possenti, consigliere comunale di Minoranza e capogruppo del Partito Democratico. «L’unica Relazione esistente è quella del presidente Dario Ninfo, ed è immodificabile. La nostra preoccupazione è la trasparenza. Chiediamo che venga fatta chiarezza in questo consiglio su questi punti:
1. Perché è stato assegnato al consulente come Responsabile Unico di Procedimento, un incarico privo dei necessari presupposti di legge,
2. Come mai non si possedeva polizza assicurativa del consulente né curriculum,
3. Perché è stato invertito il corretto procedimento di assunzione,
4. Perché al consulente ha avuto incarico di commissario di gara nell’appalto, se era incompatibile con la carica di R.U.P.,
5. Perché è stato dato incarico diretto quando la legge non lo permetteva.
Sindaco, dia risposte».

«Questa Relazione è solo un atto del presidente ed è privo dei contenuti della maggioranza. Se fosse nato un documento che avesse unito le osservazioni del presidente con le osservazioni della maggioranza, avremmo dato la nostra presa d’atto. Questa è mistificazione» commenta Simone Passerini, capogruppo di Maggioranza e consigliere comunale di Forza Italia.

«Sto assistendo a una grande sconfitta. Chiedere di votare questo documento significa aver fallito. È stato un fallimento fin dall’inizio, quando il mio gruppo consiliare proponeva di condividere documenti sulla concessione cimiteriale e ha ricevuto il no delle forze politiche. È fallito il vostro tentativo di fare propaganda politica sulla testa di un essere umano, perché questo è, in definitiva, il consulente Bianchi» osserva Luigi Martelli, capogruppo di Minoranza di Destra Civica–LegaNord.

«Non si può parlare di due relazioni, ma di un’unica relazione contenente le osservazioni delle minoranze e una della maggioranza» sottolinea Pier Antonio Rossetti, presidente del consiglio comunale, in Maggioranza con Forza Italia. «Il voto del consiglio comunale, comunque, non è una censura. Ogni consigliere comunale in quanto pubblico ufficiale ha diritto di denunciare alle autorità giudiziarie gli atti che considera non conformi».

#CONSULENTISERPENTI
Tonino nota la totale assenza fisica dell’assessore Fabio Raimondo dalla questione, in Maggioranza con il partito Fratelli d’Italia sia oggi sia all’epoca dei fatti. Tonino ha sempre più l’impressione che in questa storia ognuno sia costretto a recitare un ruolo fisso con un numero di battute molto limitato. Tonino si chiede: ma perché, perché il consiglio comunale non si è ancora alzato in piedi per sfiduciare l’amministrazione Bellomo? L’unico a sfiorare l’argomento è un ex sindaco. «Perché avete dato un incarico al consulente Bianchi? Perché era un amico? Un amico dell’amico?» afferma Petro Mezzi, consigliere comunale e capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà. «La rilevanza di questa consulenza non è soltanto tecnica. Due consiglieri comunali dichiararono che “si astenevano dal prendere decisioni” su questa consulenza, perché coinvolti politicamente e personalmente con Mantovani. Non è una cosettina da poco. E perché LegaNord non dice nulla? Eppure nel 2011 era al potere, all’epoca dei fatti».

«Alcuni aspetti della Relazione non mi convincevano» ha detto Tommaso Rossi, consigliere di Minoranza di Sinistra Ecologia e Libertà. «Comunque, resta il fatto che al consulente fu dato un incarico. E a quest’incarico è seguito un lavoro che va oltre le richieste».

«Noi abbiamo fatto il nostro dovere» si lava la coscienza Giovanni Schianchi, consigliere comunale di Maggioranza di Forza Italia. «Non è presente in noi nessuna volontà di nascondere o di omettere. E poi, i cittadini, in tutta questa storia, non c’hanno messo una lira».

«Chi ha detto che questo è un fallimento» interviene la consigliera di Minoranza Lucia Rossi della lista civica Insieme Cambiamo, «lo ha detto perché ha prodotto poco. Che c’entra che i cittadini non ci hanno messo una lira? Esiste la correttezza delle procedure. È diritto e dovere dei consiglieri comunali tutelare se stessi e i cittadini presentando alle autorità giudiziarie storie come questa».

#COLPEVOLI&IGNARI
«Era giusto indagare, io l’ho detto da subito. Ma fino all’ultimo c’è presunzione d’innocenza, e l’autorità giudiziaria non è arrivata qui a Melegnano» conclude Vito Bellomo, sindaco, in Maggioranza con Forza Italia.
Quasi quasi, riflette Tonino, è stato meglio non avere mai trovato il personaggio influente ed entrare nel giro giusto, se le conseguenze sono queste. Ma allora perché Tonino è convinto che, alla fine, stiamo pagando il peso di scelte scorrette, compiute da una generazione politica che ha solo chinato il capo davanti ai personaggi sbagliati? Il civico cimitero di Melegnano, oggi, vende servizi e prodotti a prezzi elevati.
Perché Tonino pensa che, per questa classe politica di Melegnano, la professionalità non conta nei lavori pubblicamente utili, conta solo il messaggio pubblicitario per il personaggio e per il potere?

Lo Staff, giovedì 21 aprile 2016 ore 17:58 

radarmelegnano@gmail.com

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