L'inchiesta cinica

E poi bisbigliò all’ingegnere: ti trascinerò all’inferno con me

Il 1° febbraio il giudice Gennaro Mastrangelo ha autorizzato Mario Mantovani, Angelo Bianchi e Giacomo Di Capua a presenziare un’udienza preliminare. Era datata 8 marzo, Milano, palazzo di giustizia.

Il 22 gennaio il sostituto procuratore Giovanni Polizzi ha chiesto l’emissione del giudizio per l’ex numero due di regione Lombardia e per gli imputati dell’indagine Entourage.

Il processo si celebra l’8 giugno con il rito abbreviato di Mantovani. Informative della Guardia di Finanza 2014 e 2015, intercettazioni telefoniche, ordinanza cautelare, interrogatori sono le fonti di prova, in tutto 12 documenti.

Comune di Arconate, senato della repubblica italiana, ministero delle infrastrutture e dei trasporti, due cooperative e due associazioni onlus, l’imprenditore edile pavese Alberto Brera, il provveditore Pietro Baratono decideranno se sedersi ai posti di persona offesa.

Ma questo non è il processo Mantovani. È il processo Bianchi.

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L’ING. MUOVE FILI
La conoscenza delle indagini mostra un ingegnere Angelo Bianchi che attiva il potere di Mantovani. Non il contrario.
La metà delle imputazioni di reato, 7 su 13, sono rivolte all’ingegnere.
Bianchi è rimasto, per ragioni di evidenza politica e amministrativa, all’ombra delle cronache giornalistiche nazionali online e offline. Mantovani ieri, 3 maggio, ha detto al consiglio regionale della Lombardia di essere «innocente». Paradossale ma c’è del vero. Infatti.
6 giugno 2012. Bianchi e Mantovani – insieme a Di Capua segretario di Mantovani – costringono il provveditore Baratono, superiore di Bianchi, ad assumere e modificare ordini di servizio; a reintegrare Bianchi negli uffici del provveditorato come responsabile unico di procedimento per gli interventi di edilizia scolastica a seguito di convenzioni con i comuni. È Bianchi ad assumere l’iniziativa, ad attivare Mantovani per porre in essere una strategia sempre più stringente di decise pressioni contro Baratono.
Il reato in accusa è concussione, codice penale articolo 317: pubblico ufficiale abusa del suo potere per ottenere denaro o utilità. Dai 6 ai 12 anni di detenzione.
Milano, 22 gennaio 2014. Tentato delitto, Codice penale articolo 56, non meno di 12 anni di carcere: con questo reato il pubblico ministero definisce gli atti idonei e non equivoci compiuti da Bianchi, Mantovani e Di Capua per costringere Marcello Arredi, direttore generale del ministero dei trasporti, a non assumere come direttiva ministeriale il trasferimento di Bianchi in conseguenza del suo rinvio a giudizio nel tribunale di Sondrio.
Infatti l’ingegnere doveva essere rimosso dal suo posto. Nel 2008 fu arrestato su ordinanza della procura di Sondrio e chiamato a presentarsi in tribunale. L’ordine comportava rimozione. Bianchi non avrebbe più eseguito i lavori che ha fatto poi.
Bianchi contatta il segretario Di Capua Mantovani parla con Arredi, gli nega che l’ingegnere fosse stato rinviato a giudizio, gli intima di non rimuoverlo. Non riuscirà; ma sono ragioni indipendenti dal suo sforzo.
31 aprile 2013. Per il giudice è un disegno criminoso quello messo in opera in questa data dall’ingegnere Bianchi e dall’imputato Gianluca Peluffo della società 5+1AA Srl per escludere illegittimamente un ingegnere, Pietro Bonfiglio, dalle gare pubbliche numero 5400XXX e numero 5407XXX, con la motivazione artificiosa della mancanza di una domanda in allegato. Le gare sono relative alla ristrutturazione di due edifici scolastici nel comune di Arconate per le quali l’ingegnere Bonfiglio aveva presentato le offerte economiche più vantaggiose. Bianchi avrebbe chiesto a Peluffo anche un colloquio di lavoro per l’assunzione di una giovane donna, documentato da indagine. Codice penale 319, 321, 353, 81, 110. Atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, concorso formale, reato continuato, pena per coloro che concorrono al reato. Carcere fino a 13 anni e multa fino a 2065 euro.
Il 24 giugno 2013 l’ingegnere Bianchi turbava il procedimento per stabilire il contenuto di un bando di gara relativo all’appalto numero 49922XX del comune di Milano, per la riqualificazione della scuola primaria Noli Arquati. Modificava l’elaborato del progetto da una categoria a un’altra, senza valutazione dei progettisti né autorizzazione della sovrintendenza ai beni artistici, per condizionare le modalità di scelta del contraente. Turbata libertà degli incanti con la circostanza aggravante di essere stato il responsabile della gara, per abuso di poteri e violazione dei suoi doveri. Codice penale 353 e 61. Fino a 5 anni di carcere, multa fino a 2065 euro.

E SI DIVERTE
«Disegni criminosi» includono intrattenimenti.
Fino all’anno 2008 un disegno criminoso di Bianchi trattiene l’imprenditore pavese Alberto Brera alle proprie volontà. Consegna di denaro del 4% e 5% sul valore degli appalti. Denaro per prestazioni edilizie nelle sue proprietà. Cure dentali per sé e per i propri familiari, soggiorni a Montecarlo, giocate ai casinò, intrattenimento con numerose prostitute. Brera era costretto, titolare di numerosi appalti, a dare a Bianchi queste utilità pena il bastone tra le ruote nei suoi appalti e l’inimicizia di Bianchi come funzionario con ampi poteri. Codice penale 317 e 81. Concussione, con aggravante. Dai 6 ai 12 anni di carcere.
Milano, fino al 14 gennaio 2014. Con un disegno criminoso l’ingegnere si introduceva abusivamente nella posta elettronica privata e protetta di altra persona e prendeva visione della sua corrispondenza. Codice penale 615 ter, 616, 81, accesso abusivo a un sistema informatico o telematico commesso da pubblico ufficiale con abuso di potere, violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza. Con aggravante. Fino a 7 anni di carcere.

In conclusione l’ingegnere Bianchi ha totalizzato un massimale di 61 anni di carcere.

 

ProfiloMarco Maccari, mercoledì 4 maggio 2016 ore 14:22

mamacra@gmail.com

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