L'inchiesta satirica

Piccola repubblica ospedaliera: corrotti, corruttori, favoriti e parentopoli del Sistema Melegnano

Gli operatori sanitari scendono in piazza. Sapete perché? Fatevi un giro nel ramo oscuro dell’ospedale di Melegnano.

Ricordate Patrizia Pedrotti? Ex direttrice amministrativa? Che aveva stretto un «accordo di razionalità» con il pluricondannato Gianstefano Frigerio? Che se lui aveva «bisogno di una cosa chiedo a te, e poi chiedo a Mario Mantovani»? Ecco, Pedrotti non era solo nel «sistema illecito» di Frigerio.
Pedrotti era anche nel «collaudato sistema corruttivo» – così lo definisce il giudice per le indagini preliminari – creato da Paola Canegrati: colei che le cronache chiamano «Lady Dentiera», imprenditrice nel ramo cure dentali arrestata a febbraio nell’operazione Smile e condannata a 4 anni a maggio con patteggiamento. Questo articolo racconta la sua presenza a Melegnano e fa riferimento agli atti del tribunale di Monza, artefice delle indagini.

#FIGLIRACCOMANDATI
Pedrotti e Canegrati sono state accusate del reato di corruzione per l’esercizio della pubblica funzione e di atto contrario ai doveri d’ufficio. Canegrati ha assunto il figlio di Pedrotti nei propri rami d’azienda, e Pedrotti le avrebbe dato in cambio «un’estensione del contratto di appalto per la sua società Servicedent Srl» presso gli ambulatori di Melegnano, Vaprio d’Adda, Pieve Emanuele, Gorgonzola. Lo prova una conversazione telefonica intercettata il 1° aprile 2014.
Pedrotti è al telefono. È in lacrime. «Paola…» balbetta.
«Eh? cosa c’hai?» risponde Canegrati.
«Scusami… finalmente qualcosa».
«Non piangere. Hai un bellissimo ragazzo…».
«Oh, Paola. Tu non sai…».
«…hai un bellissimo ragazzo, veramente proprio un…».
«Era felicissimo, mi ha detto mamma finalmente qualcosa di positivo».
«Venerdì viene, firma il contratto, lunedì comincia. Io gli ho detto che per me non ci sono, cioè, figli e figliastri…».
«Esatto, riprendilo, sgridalo, perché deve capire nel mondo del lavoro si fa fatica…».
«Venerdì alle 11 viene, firma il contratto, lunedì comincia».
«Madonna, guarda, mi hai resa la donna più felice della terra in questo momento, giuro! Ti, ti, ti farei un monumento, giuro».

#ILTOPOLINO
L’imprenditrice Paola Canegrati manteneva, a detta dell’ordine di arresto, sotto la propria «subordinazione» altri due pubblici funzionari: uno era l’allora direttore generale Paolo Moroni, il secondo era Piercarlo Marchetti, responsabile dell’area contratti dell’ufficio gare dell’ospedale di Melegnano.
Marchetti è stato notato da RADAR più di un anno fa; il suo nome entrava e usciva dalle pagine d’inchiesta sulla Cupola degli Appalti. È stato arrestato a febbraio insieme a Canegrati e Pedrotti, accusato di corruzione. Anche lui è per i giudici «subordinato» a Canegrati. Canegrati telefona a Marchetti il 25 febbraio 2014: «Carissima», le risponde.
«Carissimo Piercarlo!».
«Come stai?».
«Volevo saper… tu come stai? Volevo sapere, se la montagna aveva partorito il topolino».
«La montagna, ha forse partorito il topolino…» fa Marchetti, «visto che il signor [nome omesso per privacy, ndr] si è degnato di tornare in servizio… però alla fine gli ho detto, prepara ’sta cazzo di roba che la Pedrotti mi ha già chiesto tre volte, per cui oggi dovrebbe partorirmi questo topolino».

FINALE
Pedrotti e Marchetti secondo le indagini «esercitavano pressioni sui dipendenti dell’Azienda Ospedaliera, affinché formalizzassero i vantaggi garantiti a Canegrati». In altre parole: schioccavano la frusta sui sottoposti per realizzare gli accordi con l’imprenditrice. Anche Marchetti ottiene qualcosa in cambio: il 4 luglio 2014 «la moglie di Marchetti telefona a Canegrati» come affermano i giudici, «per chiedere di essere assunta al Fatebenefratelli». Canegrati le fissa un appuntamento. Rassicura: «Le aveva già tenuti occupati dei posti». Marchetti ottiene anche una seduta gratuita di cure dentali per una propria conoscente.
Ma per voi, i tre funzionari pubblici erano a servizio dell’Azienda Ospedaliera o di Canegrati? Per i giudici è evidente che «avessero messo le proprie funzioni al servizio dell’imprenditrice Paola Canegrati. Un reciproco e continuo scambiarsi favori per ingraziarsi Canegrati, a sua volta disposta a ripagare con assunzioni di parenti e amici».
A Melegnano, in Ospedale, non c’erano solo Frigerio, Mantovani, la ’ndrangheta e Iamele. Si era infiltrato un «sistema corruttivo» e «collaudato». E c’è tutt’ora?

Lo Staff, mercoledì 8 giugno 2015 ore 18:27 

radarmelegnano@gmail.com

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