Il caso

Il #mercatonero di Melegnano

DOPO IL BOMBARDAMENTO DI MELEGNANO nel 2014/2015, quando negozi, automobili e magazzini furono fatti esplodere, tanti si sono chiesti dove fosse questa Mafia che agiva in modi «mai avvenuti prima» (Il Giorno, 5 settembre 2014). Esplose una tabaccheria in via 23 Marzo; esplosero automobili; esplosero colpi di pistola contro la vetrina di un’attività commerciale in vile Lombardia; esplose un deposito di bancali in via della Vecchia Chimica. Dov’era, questa Mafia?

Era sotto gli occhi di tutti. La Mafia era nel Mercato. Per numero di consumatori e per vastità di clientela, il Mercato bisettimanale è una meta prelibata per il crimine organizzato. I vestiti #contraffatti, le borse false e gli occhiali taroccati sparsi davanti agli occhi dei consumatori sono un affare tipicamente «gestito dalla criminalità organizzata transnazionale» (Ministero dello Sviluppo Economico, relazione 2012). La Lombardia è la regione numero uno per valore economico delle merci contraffatte sequestrate (514 milioni di euro). Scrive il Ministero: è un business radicato «con un sistema industriale e commerciale», «con i suoi centri di produzione e di trasformazione, canali di vendita, reti distributive, consumatori», cioè con centri di produzione nel territorio italiano e con punti di vendita italiani. In questi centri i prodotti delle mafie vengono disegnati, confezionati, smistati, venduti e comprati; è un business che ruba all’economia italiana un fatturato di «6 miliardi e 900 milioni di euro e  di 110mila posti di lavoro», sottraendo allo Stato «un gettito aggiuntivo di 1 miliardo e 700 milioni» e «non ha conosciuto crisi».

L’Amministrazione Bellomo ha dichiarato di avere portato i problemi del Mercato di Melegnano dinanzi al Prefetto di Milano, di avere ottenuto nuovi poliziotti e 10 turni di mercato blindato, di avere «alta la guardia». Ma è davvero così?

La realtà parla un’altra lingua. Il sindaco Bellomo ha sempre affermato: «Di Mafia, a Melegnano, non ce ne sono segnali» (Vito Bellomo, 19 luglio 2012). Il vertice con il Prefetto, la Polizia del Comune di Milano, la Guardia di Finanza, il Corpo dei Carabinieri e il Comune di Melegnano nelle persone del Sindaco e dell’Assessore alla Sicurezza «è stato richiesto su istanza di ambulanti e negozianti della città» di Melegnano. Non per iniziativa dell’Amministrazione comunale. In quell’occasione Sindaco e Assessore alla Sicurezza furono criticati a turno da ciascuno dei presenti.

E questa, confermano i cittadini, è «solo la punta dell’iceberg».

Lo Staff, mercoledì 13 gennaio 2016 – lunedì 23 gennaio 2017, ore 12:51 

ilblogradar@gmail.com

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