Cronaca, IL CRONISTA RACCONTA

Crolla il tetto di palazzo Spernazzati, gloria della contrada lunga di Melegnano

VIA CASTELLINI / VIA BASCAPÈ — Una volta era il gemello dell’edificio municipale. Oggi è un rudere insignificante. Poi, lunedì 13 marzo crolla un’abbondante porzione del tetto e palazzo Spernazzati, l’edificio quadrangolare situato a 100 metri dal castello Mediceo, diventa una rovina a cielo aperto nel cuore di Melegnano.

Melegnano, veduta dell’area del Castello Mediceo. Mappa del Catasto Teresiano, 1722

Camminare lungo la facciata del palazzo su via Castellini — dove i mattoni di età tardo medievale sono ancora in mostra — significa ascoltare la voce dei secoli. Significa immaginare come si presentava la Contrada Lunga, la strada che portava al Castello. In questo scenario, palazzo Spernazzati sorgeva come un edificio molto grande, esemplare di architettura gotica lombarda con finestre a sesto acuto e a sesto ribassato ancora visibili sia sulla facciata in strada sia, soprattutto, sulla facciata della corte interna, la parte più ricca e adorna dell’edificio. Per stile e per periodo di costruzione — è nato tra la metà del 1400 e gli inizi del 1500 — il palazzo era in tutto e per tutto simile al Broletto e a palazzo Brusati, la casa che sorge in via Mazzini davanti alle poste, in quella che un tempo fu la Contrada dei Pellegrini

Una corte aristocratica, invasa da erba alta. Scrive Italia Nostra, associazione per la tutela dei tesori artistici e architettonici: «Palazzo Spernazzati prende il nome da una ricca e importante famiglia di Melegnano, che non solo era proprietaria del palazzo, ma anche di terre e possedimenti nella campagna intorno a Melegnano, come testimonia la Riconsegna del podere Pedriano, documento datato 1661».

Particolare del palazzo, via Bascapè. Il cuore del centro storico è ricco di cantine d’epoca

Un alloggio militare. Scrive Ferdinando Saresani nel 1700: «È nominato la caserma, per avervi altre volte dato alloggio ai soldati che si trovavano di guarnigione in questo borgo».

Più di tutto, un edificio unico nel suo genere. Il complesso architettonico si è formato nel tempo come una «bellezza d’insieme»: il corpo più antico della costruzione è quello affacciato su via Castellini ma, nei secoli, sono stati aggiunti nuovi fabbricati destinati all’uso di dépendances; architravi decorati e altri elementi di pregio sono incastonati anche in questi corpi di fabbrica secondari.

Il 13 marzo il comune di Melegnano ha promesso un’ordinanza di sicurezza; è probabile che il futuro del palazzo sia la demolizione. Ma i residenti conoscono la sua storia e sperano nel restauro della bellissima corte interna. Conclude Italia Nostra: «Invitiamo le autorità a interessarsi a questa testimonianza della Melegnano che fu, proponendo un recupero che valorizzi questo antico manufatto nel cuore della città».

E tu? Quale futuro vuoi per palazzo Spernazzati?

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Marco Maccari, giovedì 16 marzo 2017 ore 08:00
mamacra@gmail.com
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