Cronaca

Cinema, segreti e meridionali: i nuovi eroi (e la vecchia Milano) del noir politico di Marchitelli

Marchitelli GinoSAN GIULIANO MILANESE — Dai romanzi alla sceneggiatura, dalla sceneggiatura al cinema. Il destino della narrativa di Gino Marchitelli (in foto) è la proiezione su schermo. Il romanzo Il Barbiere Zoppo – suo memorabile lavoro letterario – è in aspettativa presso la regione Puglia, in attesa di ricevere i contributi decisivi per farlo diventare film.

Ma un nuovo romanzo, con un nuovo protagonista, si è fatto strada quest’anno fra i lettori del Gino. L’editore Frilli di Genova ha pubblicato Il Segreto di Piazza Napoli, esperienza alternativa per il Marchitelli giallista poiché mette in scena un personaggio strambamente diverso dal suo classico Matteo Lorenzi, poliziotto lambratese grintoso e idealista, messo fortemente in crisi dalle recenti indagini. Il nuovo protagonista è un immigrato siciliano, Salvatore Maraldo, ex brigadiere dei carabinieri in pensione, coccolato e viziato dalla moglie Noris, emiliana purosangue di ascendenze comuniste. Il lettore non fatica a riconoscere in Maraldo il meridionale doc, sempre a suo agio, forse pigro, dedito a cose e pensieri rilassanti, spesso colto in errore dalla moglie ma per niente sordo alle offese della menzogna, dell’occultamento, del delitto; tanto da lanciarsi in una vera e propria indagine personale quando, nel pavese, un ventenne di sua conoscenza viene barbaramente e inspiegabilmente ucciso.

Una formula alternativa per Marchitelli che ha il coraggio di abbandonare la caratterizzazione del personaggio duro e puro a favore di un’umanità media, meno appariscente, nella quale però brillano giacimenti di solidarietà e di sconfinata dedizione al vero e al giusto. Ma le strane sorprese terminano qui. Lo scenario è radicato nella Lombardia ben nota a Marchitelli e alle sue trame; la destinazione del viaggio è Milano, ancora quella Milano in cui dormono demoni che portano il marchio dell’estremismo politico corrotto, giocherellone con i soldi e con il sangue altrui, insediato in partiti dalla giacca sempre meno fascista e sempre più ripulita.

Occulto estremismo a cui il Gino oppone un eroe sempre più medio, sempre più quotidiano e ignaro, sempre meno eroe. Che intenzioni ha? Staremo a vedere come se la cava il prossimo antieroe noir di Marchitelli.

Marco Maccari, domenica 9 aprile 2017 ore 9:14 
mamacra@gmail.com

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