L'inchiesta ninfetta

Mussolini’s Pink Paradise: il paradiso social (e sempre roseo) del Duce

SAPETE CHE LE NOTIZIE di nuovi voti di scambio — elezioni dell’11 giugno — iniziano a sibilare sulle acque sporche del fiume? No? Ma ve le raccontiamo quando fate 18 anni. Oggi indaghiamo sui gruppi social di Melegnano: si dice che i social network siano la culla del nuovo fascismo; sarà per questo che, se apri un gruppo Facebook e invochi il nome del DVCE, vieni arrestato; se pubblichi un’orazione di Hitler su Facebook, la piattaforma ti sbatte fuori e ti ritrovi a manifestare come un randagio insieme a Lealtà e Azione; perciò vogliamo verificare il nostro stato di salute pubblica e misurare la vicinanza/distanza che, sul Lambro, manteniamo dal proverbiale manganello. Cliccate qui, accendete una sigaretta e lasciatevi ispirare dalla mvsica.

MELEGNANO NEWS: IL POSTACCIO (PREDESTINATO) 
Primogenito dei gruppi locali; dotato, per volontà degli dei, dell’energia di 4500 iscritti; governato dagli invulnerabili legislatori Iommi, Vailati, Dimino, Melegnano News è il gruppo più longevo e la sua diretta genealogia dall’Olimpo – Iommi è figlio di Dio – lo rende, secondo i parametri della rete, il gruppo più affidabile; del resto, Vailati aiutò i Britanni a respingere i Baresi. Concepito per collegare cittadinanza e amministrazione comunale, Melegnano News è il postaccio con buone potenzialità, a cui riesce il compito di facilitare le relazioni tra i mortali – e di preparare la lenta candidatura di Dimino.

MELEGNANO NOTIZIE: LA PALESTRA TRVCIDA
Sorto nel 2011 da un manipolo di estremisti, profughi da Melegnano News, è stato casa e palestra (e ufficio) di personaggi locali invasati per il MinCulPop de noantri. Girone da stadio fortemente politicizzato; recinto di propaganda mascelluta un po’ neonazi, un po’ porchettara, Melegnano Notizie è il tempietto della dea Intolleranza sul Lambro: è stato, nella percezione degli utenti, il maggior generatore di messaggi intolleranti e razzistoidi confezionati da ‘ste parti. Per quasi quattro anni ha fatto uso di linguaggio estremistico e di incitamento all’odio inter-etnico, con cancellazioni, ban, minacce private agli iscritti, per via di una protesta, una lamentela o, semplicemente, un’opinione divergente. L’amministrazione comunale con una mano se n’è sempre lavata le mani ma, con l’altra, gettava LVCE E PROTEZIONE sugli istigatori di piazza.

Striscia dal fumetto «Quando c’era LVI»

LA VOCE DI MELEGNANO: LA GIARGIANATA
Ogni maledetta volta che pensi di postare qualcosa su La Voce di Melegnano, lasci perdere perché o nessuno legge, o qualcuno cancella. Nato nel 2016, conta 1200 iscritti. È il gruppo vipparo: qui una parte dell’élite politica locale ha costruito una villeggiatura social e vigila sugli iscritti, ogni tanto prova a dirigere il loro consenso a destra o a sinistra. Oggi si distingue per i toni smussati e anti-dolorifici ma ha saputo fare ricorso a cancellazioni di post e BLOCCO DI VTENTI. Nel 2017 fu bannato uno degli amministratori e fondatori, il dott. Pippo Ricotti, il figlio del Partigiano. In questo, il gruppo è il più degno successore di Melegnano Notizie preso nei suoi anni d’oro. Però, versione chic.
La giornata del 15 dicembre 2016 è un emblema del giargianesimo vip della Voce. Davide Bellesi, amministratore, minacciatore di sanzioni OT, quotidianamente additato come admin politicizzato ma non per questo stanco di mentalizzare gli utenti con dita pericolosamente orientate al comunismo, ti propone con la destra di trattare solo tematiche di Melegnano ma, con l’altra mano, si presenta come il Gregory Nicotera che mancava ai social locali.
Un mentalista e messianico Bellesi agiva alle 18:30 di giovedì 15 dicembre 2016, quando un post di Fabrizio Villanacci chiama in causa Adamo ed Eva per spiegare il mondo: «Se mi è permesso, VORREI PARTIRE DA PLATONE per spiegare Melegnano» è l’esordio-piuma di Villanacci (ore 18:30 circa).

Silenzio.

«Fabrizio.
Sei partito troppo alto.
Soprattutto qui.
Sulla mia pagina.
Dove solo io batto i tastini, e batto e ribatto finché godo come dico io. Mi capisci, beato novizio?» (Davide Bellesi, 15 dicembre, ore 18:45).
Fabrizio modifica il post: «Così va meglio, Maestro?» è la risposta delle 18:51.
«Fabrizio.
Le prese in giro sono terminate.
Spiegami di cosa vuoi parlare che sia inerente alla realtà di Melegnano o sarò costretto a non ritenere idoneo il tuo post» (è il manganello che appare alle 18:56).
«Non ti sto prendendo in giro, assolutamente» (ore 18:57).
«Quello che scrivi è solo un dato di fatto» (manganello delle 19:02).
«Certamente, Maestro» conclude Fabrizio, mentalizzato entro le 19:04.
Ha l’idea di parlare Paolo Anghinoni di Melegnano Web Tv. Leggete come il Maestro lo blasta senza neanche un segno della croce.
«Davide: domenica non hai bannato il post di SEL che trattava della Costituzione. Come mai? La giri sempre a tuo favore e non usi lo stesso metro con tutti» (propone Paolo Anghinoni alle 19:51).
«Eh, no.
Caro il mio Paolo Anghinoni.
E poi non usi il “Maestro”.
Che è il solo motivo per cui Fabrizio non giace schizzato di sangue sotto i nostri commenti» (è il manganello che prude alle 19:57).
«Seguo il tuo ragionamento, ma se vuoi parliamo d’altro» replica Paolo Anghinoni, ore 20:00.
«Ripeto. E tu ripeti con me, Paolo:
non si è mai realizzato quello che dici.
La colpa del singolo membro di questa pagina di aderire ad altro rispetto a quello che dico è solo sua, caro Paolo.
E i vari gazebo, che tu sostieni di avere visto, sono apparsi solo a mia discrezione» (ore 20:03).
«Mi permetto di scrivere su questa pagina perché è solo per carità di patria che non posto la foto della targa dell’automobile che occupa illegalmente il piazzale delle Associazioni!» osa Giulietta Pagliaccio, di L’Abici/Fiab, il 15 dicembre.
«Giulietta. Non è solo per carità di patria» la convince il Maestro. «Il motivo per cui non posterai la foto della targa è la legge sulla violazione della privacy. La mia legge» (quella delle ore 19:37).
Invece, se a parlare è una signora con una bella foto, il Maestro la indora: «#InVizzolo in inverno non sei solo!!! Anche quest’anno il comune di Vizzolo consegnerà i farmaci a domicilio alle persone in difficoltà. L’intervento è gratuito!» pubblica l’assessora vizzolese Francesca Lembi il 15 dicembre.
«Bravissimi, bellissimo! Qualcuno sa dirmi se un servizio simile c’è anche a Melegnano ed a come ci si può rivolgere?» reagisce il Maestro alle 16:44, blastando anche l’ortografia. «Massimo!? Ne sai qualcosa?».
Più probabilmente Massimo — alias Massimo Codari, admin pari grado del gruppo — si metteva le mani nei capelli.

CONCLUSIONI
Proviamo a scriverlo, vediamo come suona: a Melegnano, sui social sono finiti gli anni dell’Era Fascista. Le radio sono fuori uso. Le personalità che la sera infiammavano l’immaginazione di mamme neofasciste e di giorno godevano di un tetto e di una casa offerta dal santo in parlamento, sono fuori scena, fuori moda. Mussolini si aggira in spirito e polpette sul borgo del Lambro ma trova solo qualche testa di politico, qualche bar infrattato. Resta la tentazione di giocare ai fascisti in consiglio comunale: ve la raccontiamo domani. Questa sera, quando vedrete un bambino, dategli una carezza. Ditegli che Melegnano è liberata dalla piaga del fascismo online. Per un po’.

Lo Staff, martedì 16 maggio 2017 ore 6:00 

radarilblog@gmail.com

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2 thoughts on “Mussolini’s Pink Paradise: il paradiso social (e sempre roseo) del Duce

  1. Giuliano curti ha detto:

    Ciao Marco, ammetto di non aver capito quasi nulla, tranne di essere a mia insaputa un VIP in quanto frequentatore del gruppo la Voce;
    Per abito mentale ritengo legittime le critiche, e infatti ne faccio uso a piene mani, ma sempre con il dubbio che posso aver capito male e quindi la critica serve proprio a precisare l’argomento sotto esame; il tuo in realtà è un giudizio inappellabile, sarà forse per questo che non l’ho terminato,
    Ciao

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