Cronaca

Poche chiacchiere e tanti sindaci: i 5 candidati, le loro idee e il primo confronto pubblico (in mezzo ai giovani di AGESCI)

C’era il rischio che si candidassero i soliti chiacchieroni. Invece i cinque candidati sindaco hanno dimostrato, ieri, 21 marzo, nel dibattito pubblico presso il teatro La Corte dei Miracoli, inclinazione al pragmatismo e alle idee chiare.

Ospiti dell’associazione giovanile AGESCI, i candidati sindaco hanno avuto a disposizione turni di 2 minuti per rispondere a cinque domande, formulate dai giovani associati per sondare l’atteggiamento dei candidati nei confronti del mondo giovanile, delle sue risorse e delle sue politiche.

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Che cosa fare per i giovani? «In questo campo esistono esperimenti riusciti» risponde Giuseppe Di Bono, 49 anni, consulente aziendale: «sono gli incubatori. Si tratta di programmi nati dal mondo delle università e delle imprese, e mettono in comunicazione gli esperti con la popolazione. Sono da mettere a disposizione dei giovani, per chi di loro vorrà prepararsi alla vita professionale senza rischiare di essere un improvvisato, per incrementare le loro conoscenze. Con i giovani ci vuole sempre qualcosa di concreto: ci vogliono opportunità».

«Sono sempre vissuta a contatto con i giovani» afferma Raffaela Caputo, 77 anni, ex dirigente dell’ufficio istruzione pubblica. «In una società a maggioranza anziana come la nostra, fare spazio ai più giovani è un dovere. Ho intenzione, grazie alla trasformazione di alcuni ambiti territoriali presenti a Melegnano, di reperire 11 milioni di euro con cui realizzare più spazi anche per i giovani, come un nuovo Palazzetto dello Sport e un Ostello nel Castello Mediceo. Senza dimenticarsi degli spazi sui social network, borse di lavoro, dello Spazio Milk, della Biblioteca, degli oratori, delle associazioni».

«Il mio rapporto con i giovani è già iniziato» osserva Rodolfo Bertoli, 55enne, architetto: «la mia lista ha dato fiducia a sei giovani sotto i 30 anni. Inoltre, il rilancio delle politiche giovanili inizia da questo: permettere loro di vivere la città. Aspetto che si è andato spegnendo, negli ultimi anni. Bisogna cominciare dall’introduzione del bilancio partecipativo nelle scuole, per decidere insieme ai giovani quali quote stanziare per il loro sviluppo. Infine, ci sono diversi metodi per finanziare i progetti giovanili, senza ricorrere al solo bilancio comunale: sono i bandi per i finanziamenti europei e l’adesione ad AICE, l’associazione internazionale delle città educative».

«Ho sempre lavorato con i giovani» dichiara Lucia Rossi, 49 anni, ingegnera civile: «da tempi non sospetti sostengo che ci vogliano più spazi per i giovani nella nostra società. I giovani hanno bisogno di tre cose: gli spazi, l’attenzione e i soldi per sostenere i loro progetti. Oltre alla ristrutturazione degli spazi sportivi a loro dedicati e alla realizzazione di una migliore connessione wi-fi, ci vogliono luoghi per sviluppare la loro creatività: i laboratori di quartiere. E non deve mancare un terzo turno di polizia, per rendere sicura l’attività serale. I giovani infatti non sono un problema da gestire: bisogna collaborare con loro».

«Le politiche giovanili sono un argomento chiave» sottolinea Giuseppe Marsico, 59 anni, architetto: «i giovani sono ricettivi, in cerca di maestri di vita. Hanno bisogno di guide. Dobbiamo tornare a essere, con i giovani, protagonisti di un miglioramento sociale e tecnologico, aiutando le associazioni educative a recuperare un ruolo primario nel rapporto con loro; rilanciando i luoghi di ritrovo giovanile; potenziando gli spazi esistenti e premiando i progetti dei giovani. Occorre investire nell’informazione sulla sessualità e sulla trasmissione delle malattie per via sessuale».

Si è parlato anche di droghe e di gioco d’azzardo, di confronto con i migranti, di Consulta Giovani, di movida. La serata, al di là della funzione di dare avvio al dibattito politico, ha celebrato il pianeta giovanile melegnanese; con l’intento di onorare l’intensità dell’esperienza giovanile locale, e le sue potenzialità. Melegnano perciò si dichiara pronta a scavare nelle sue risorse più giovani. Non c’è tempo da sprecare, allora: i candidati dovranno solo mettersi in ascolto. Chi avrà più orecchio, vincerà.

Marco Maccari, lunedì 22 maggio 2107 ore 17:00
mamacra@gmail.com

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