Cronaca

I 5 Sindaci di Melegnano

PIAZZALE DELLE ASSOCIAZIONI — Nessun posto è rimasto vuoto: teatro strapieno con alte aspettative per i 5 candidati sindaco, a poche ore dal voto. Ecco i problemi, le soluzioni, le energie e gli scontri delle due ore di confronto moderate da Ferruccio Pallavera del quotidiano Il Cittadino.

Prima domanda: servizi alla persona. Per Rodolfo Bertoli serve «creare un’Agenzia della Casa per il sostegno alle famiglie che non riescono a pagare gli affitti, e con garanzie ai proprietari degli appartamenti». Per Raffaela Caputo occorre la «collaborazione con l’agenzia ASSEMI, che ha per presidente l’ultimo assessore al sociale di Melegnano». Per Giuseppe Di Bono occorre «dare precedenza a chi ha più di 5 anni di residenza a Melegnano; ci vogliono anche agevolazioni alle famiglie numerose, oltre alla salvaguardia del Poliambulatorio di via Cavour». Per Giuseppe Marsico bisogna «creare una Consulta per la Salute composta dal sindaco, dal consiglio comunale, dai medici di base e dai cittadini. Serve anche un Banco Alimentare e un Reddito di Cittadinanza». Per Lucia Rossi la soluzione è «riportare a Melegnano il servizio di trasporto urbano; riaprire i centri diurni estivi e agevolare le associazioni come il GEM, e mantenere aperto il servizio del Poliambulatorio».

Lavoro, seconda domanda. Caputo: «Bisogna trasformare l’area agricola dell’ex Bertarella in uno spazio dedicato a impianti produttivi. Lì si potrà creare occupazione, anche per i giovani, con imprese start-up giovanili». Di Bono: «Un sindaco ha l’obbligo di dare risposta a questo problema; la mia è di trasformare l’economia melegnanese in un’economia di servizi e di turismo, con zero centri commerciali e con agevolazioni ai piccoli commercianti». Marsico: «La mia risposta è il microcredito alle piccole aziende e ai professionisti. Poi, per rilanciare il lavoro del commercio, voglio una città pedonalizzata e vivibile, e un comune che taglia i costi della politica». Rossi: «Riqualificare gli assi commerciali, cioè le strade del commercio, e riutilizzare il patrimonio industriale esistente. Rilanciare il lavoro a Melegnano mediante promozioni di marketing. Senza vendere sogni, perché sono 7 anni che aspettiamo i posti di lavoro nell’area ex Bertarella. Infine, la Tamini deve restare qui». Bertoli: «Riqualificare via Emilia e viale della Repubblica per incentivare nuovo commercio. Per l’area ex Bertarella non ci vuole un impianto produttivo, ma un parco scientifico-tecnologico per le start-up. Inoltre, vorrei aprire una centrale di teleriscaldamento nell’ex Consorzio Agrario».

Terza questione: scuola e cultura. Per Di Bono, c’è da «rimettere a norma gli edifici scolastici e da investire nelle manifestazioni culturali, sia quelle del Perdono, sia quelle dimenticate». Per Marsico, «mettere in sicurezza gli edifici, introdurre l’iniziativa Bimbo Architetto per riqualificare gli spazi, e il Consiglio Comunale dei Bambini». Per Rossi, «ci vogliono investimenti seri e non occasionali. Sono necessari manutenzione, sostegno ai progetti dei docenti, Bicibus, Pedibus. Con i finanziamenti di Città Metropolitana potremo ristrutturare l’ala lunga del Castello». Per Bertoli, «la scuola è il luogo in cui fare educazione stradale e ambientale. Aprire in Castello una Fondazione dell’illustre famiglia Medici rilancerà la nostra cultura». Per Caputo, «la legge a cui fare riferimento è la stessa dal 1980; per la scuola, in cui ho lavorato per tutta la vita, la collaborazione giusta rimane quella con la Biblioteca».

Sport e tempo libero. Marsico: «Lo sport allontana i giovani dall’alcol e dalle droghe e riempie in modo sano il tempo libero degli adulti. Perciò va ristrutturata la pista di atletica, lasciata a se stessa». Rossi: «La pista di atletica non è abbandonata a se stessa: è un campo di patate. Servono tre cose: riqualificare le strutture sportive coperte e di quartiere, parlare con le associazioni sportive, evitare di prendere in giro i cittadini con nuovi impianti sportivi». Bertoli: «Mettere a posto le strutture esistenti. Serve anche una cittadella dello sport, per un servizio ai comuni circostanti. E serve attrezzare le sponde del Lambro per lo sport e l’atletica». Caputo: «Le palestre di Melegnano non sono tutte del comune. Ogni volta che partecipo alle manifestazioni sportive, mi chiedono perché non abbiamo ancora realizzato un palazzetto sportivo e noi lo vogliamo in Montorfano». Di Bono: «Bisogna procedere per priorità. Non servono grandi strutture, occorre ridare alla città un tessuto sportivo omogeneo, che possano utilizzare tutti. E ci vuole un reticolo di piste ciclabili per le cascine e le campagne».

Il turismo. Rossi: «Melegnano è nata per svolgere un ruolo di guida nel territorio. La Città Metropolitana di Milano sta dividendo la sua area in zone omogenee e noi siamo nella Zona Sud Est, con 15 comuni. Melegnano deve essere la guida di questa zona. Per dare un indirizzo dobbiamo renderci attraenti: come facciamo a fare da guida se il Castello è chiuso tutto l’inverno e se la domenica abbiamo ancora le spazzatrici alle 4 del pomeriggio?». Bertoli: «I comuni intorno ci chiedono di assumere un ruolo centrale. Lo potremo fare con un polo scientifico-tecnologico, con il progetto della Fondazione Medici in Castello, con una tangenzialina formata solo da piste ciclabili, con una Rocca Brivio messa in rete e con bandi che mettono a disposizione 5 miliardi per le periferie». Caputo: «Non parliamo solo e sempre di bandi, non sono la soluzione a tutti i problemi. Per il turismo vogliamo che l’ala corta del Castello ospiti un ostello della gioventù». Di Bono: «Non è del tutto vero: ci sono band che assicurano il cofinanziamento del 70%. Il sostegno al turismo, per essere strategico, deve puntare su un’ospitalità di alto livello, non solo per i giovani, ma per i turisti che possono permettersi di sostenere il commercio locale. Il comune dovrà collaborare con tutte le situazioni che favoriscano l’afflusso di persone in città». Marsico: «Molte amministrazioni passate, compresa quest’ultima, hanno lasciato tracce negative nel tessuto della nostra città». Per me, serve una ZTL estesa per permettere mobilità dolce e parcheggia a cintura».

Opere pubbliche e viabilità. Parla Bertoli: «Vendere la palazzina della polizia locale e dell’ufficio tecnico, per finanziare l’abbattimento delle barriere architettoniche. Trasformare le piazze in luoghi vivibili e interrare i parcheggi, iniziando sotto i giardini Giovanni Paolo II». Parla Caputo: «Abbiamo approvato il Piano della Sosta, anche se non siamo riusciti ad attuarlo. Inizieremo da questo per ampliare i parcheggi. Riprenderemo il trasporto urbano collegato al servizio scolastico per distanze superiori ai 2 kilomteri. e manterremo l’attuale senso unico in via Conciliazione». Parla Di Bono: «Disincentivare l’uso dell’automobile. Una grande rotatoria nel centro storico, e la sperimentazione del senso unico in via Conciliazione anche nell’altra direzione». Parla Marsico: «È una questione impotrante, perché sono soldi che arrivano dalle tasche di ognuno di noi. Melegnano soffre ancora di mal di traffico: ci vuole un limite orario di 30 km/h in centro e un servizio di Pedibus». Parla Rossi: «La Città Metropolitana propone di aprire il suo Archivio Storico nell’ala lunga del nostro Castello, ristrutturando il piano terra e il primo piano. Torneremo a far vivere la palazzina Trombini per offrire spazi al Milk, a UTEM e al co-working. L’ex INPS ospiterà la nuova sede del Poliambulatorio».

Marco Maccari, venerdì 9 giugno 2017 ore 13:40
mamacra@gmail.com

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