Cronaca

1, 2, 3, prova, sa: prove tecniche di consiglio comunale 

AULA CONSILIARE — Prove tecniche di governo della città. Da qualche parte bisogna cominciare e la maggioranza guidata dal sindaco Bertoli cerca di ripartire dal popolo: sì al poliambulatorio di via Cavour, metteremo il trasporto urbano, cambiamo MEA. Ma il risultato ha un po’ il fiatone e non si vede ancora che impronta abbia questo nuovo animale. Se inizia a delinearsi il profilo di questa amministrazione, è quello della moderazione pura, certamente spiazzante, quasi una nonpolitica.

Nel consiglio comunale di ieri sera, 25 settembre, Rodolfo Bertoli ha presentato le Linee Programmatiche dei prossimi 5 anni con un documento di 35 pagine. Sono identiche al programma elettorale. Governerà esattamente come ha annunciato in campagna elettorale.
L’amministrazione Bertoli sta studiando il terreno e se stessa; e questo non lascia indifferente nessuno: «Raccomando il rispetto delle regole, soprattuto dopo che il Partito Democratico ha fatto delle regole la sua battaglia in campagna elettorale» esordisce Vito Bellomo, capogruppo di Forza Italia. «Resto perplesso per quanto riguarda la misura del DASPO urbano» ammonisce Giuseppe Di Bono, capogruppo di Lega Nord: «è entrato in vigore il 1° settembre, dopo due mesi dall’insediamento della nuova giunta, durante i quali non è stato preso in considerazione. Sicuramente ho un’idea differente di sicurezza e di governo della città».

Perplesso anche Pietro Mezzi, capogruppo di Sinistra per Melegnano, sul futuro di MEA Spa, Melegnano Energia Ambiente, azienda partecipata dal comune di Melegnano. «MEA ha deciso di rimettere sul mercato le azioni che possedeva in Miogas Srl, vendendo le quote di partecipazione azionaria. Domando: qual è la posizione dell’amministrazione Bertoli? Se il valore dell’operazione è di 3,5 milioni di euro, significa che siamo davanti a qualcosa di importante per i cittadini di Melegnano. Invece mi sembra che l’amministrazione stia alzando le mani e si stia tirando indietro. Occorre una decisone di tipo politico». «Stento a capire questa polemica» risponde Dario Ninfo, vicepresidente del consiglio comunale, «la delibera è stata votata a marzo».

Perplessità sull’ambulatorio di via Cavour. «Il poliambulatorio resterà a Melegnano» conferma Rodolfo Bertoli. Lucia Rossi, capogruppo di Insieme per Melegnano: «Non c’è uno scritto, o un documento, all’interno del quale vengano posti dei punti fermi? Siamo fermi al sistema domande-risposte, non abbiamo nulla di certo».
«Prevedibilmente resteranno tre servizi» chiarisce Bertoli: «il prelievo di sangue, il centro unico di prenotazioni e l’oncologia. Ho parlato con il direttore dell’azienda ospedaliera Matteo Alparone e con il direttore generale di Fondazione Castellini: hanno confermato che la sede rimarrà in Fondazione. Stiamo studiando un sistema di trasporto pubblico. Faremo sapere quando le cose saranno più concrete».

Marco Maccari, martedì 26 settembre 2017 ore 14:11
mamacra@gmail.com

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