Il Predictor

È l’Ora dell’Accesso: vuoi dare un’occhiata?

CHI È IL MAGGIORE ALBERGATORE DEL MONDO? Si chiama AirbnbNon possiede nemmeno una stanza. Uber? È il più grande servizio di taxi al mondo. E non possiede una sola auto. Ali Baba è il più grande negozio del pianeta e non possiede un metro di magazzino.

Il possedere cose e oggetti sta diventando sempre più inutile — il possesso è da perdenti. Cosa rende vincitori? L’accesso.

IL POSSESSO E L’ACCESSO

Oggi è normalissimo fare car sharing, come ieri era normalissimo bramare un’auto sportiva.

È un modo nuovo di stare al mondo. Tutto è iniziato con la musica online, con lo streaming e con il car sharing. E con tutto ciò che è non più possesso, ma accesso.

Non un mero cambiamento. L’era dell’accesso avviene alla ripartenza della storia, nel nuovo inizio del mondo.

A cosa serve avere una macchina quando posso guidare una macchina? A cosa serve possedere un libro quando posso leggere un libro? A cosa serve possedere un cd quando posso ascoltare musica?

Quanti di voi lettori di RADAR hanno accesso a Spotify, il famoso — e non unico — fornitore di musica digitalizzata? Ora i brani musicali, con un piccolo abbonamento da 9 euro al mese, è possibile ascoltarli senza interruzioni pubblicitarie, sul proprio dispositivo, in auto, su smart TV, e rendere partecipi i nostri amici del brano che in quel momento stiamo ascoltando. Tutto questo senza acquistare il CD che, fra pochi anni, diventerà un oggetto vintage.
Netflix lo conoscete. E Patreon? È una piattaforma che, se sei uno/una che crea e che regolarmente pubblica online, ti permette di trovare il finanziamento che ti serve.

Nell’era dell’accesso conta costruire ponti e strade tra le case, non case in mezzo a case. Relazioni, non informazioni su informazioni. Connettere. È ancora più importante di edificare.

CONOSCERE, PARTECIPARE

Le nuove generazioni lo trovano etico, corretto, normale; le vecchie generazioni non concepiscono queste cose e ancora sono legate agli status symbol. 

Prendiamo RADAR. A che serve comprare notizie/articoli in edicola se ho un blog che fa arrivare tutti i suoi articoli in esclusiva sul mio dispositivo, riguardanti me, la mia zona? A che serve possedere una notizia di carta se posso commentarla via Facebook, in tempo reale con altri utenti che hanno qualcosa in comune con me? Se posso sapere cosa succede intorno, ricostruire la mia rete di relazioni, conoscere la sensazione positiva di essere più cittadino, più informato, più partecipe? E così via. Facebook intuisce le potenzialità delle news locali e ha deciso nel 2018 di dare loro intensa diffusione: «Le persone che sanno cosa succede intorno a loro hanno più probabilità di essere coinvolte, e aiutano a fare la differenza» ha postato il suo creatore.

Il diluvio è sceso sulle generazioni. L’etica dell’accesso riesce ad alleggerire. Il possesso sa trascinare in fondo.

È UNA NUOVA POVERTÀ?

Forse è il caso di capire che l’epoca del possesso è finita e che inizia l’epoca dell’accesso. Il cambiamento rende le nuove generazioni utilizzatori e non possessori. Nell’ottica del risparmio, della condivisione, di una nuova ecologia della materia. Certo, nell’era di internet i dati sono diventati il primo interesse delle aziende ma, se è verissimo che se qualcuno si fa dare un passaggio in macchina qualcun altro la macchina ce la deve avere, è altrettanto vero che il mondo sta cambiando sia i paradigmi informativi sia quelli economici che hanno tenuto insieme gli individui per quasi 10 secoli.

Il mondo cambia sotto i nostri piedi. O continuiamo a cambiare, oppure non avremo accesso a nessun mondo.

L’accesso è una mentalità sostenibile, è un nuovo stile di vita. Se tutto questo è vero, e noi pensiamo proprio che lo sia, chi ci legge ha bisogno di cogliere le sfumature di un cambiamento oggettivo che, al contrario di ciò che si pensa, non è una nuova forma di povertà. Il pericolo è nella dematerializzazione e nella conseguente crisi di identità che il cyberspazio ha il potere di causare.

Massimiliano Basile
Marco Maccari

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Per continuare, leggi L’era dell’accesso: la rivoluzione della new economy di Jeremy Rifkin.
Scrivi a info@maxbas.it e mamacra@gmail.com

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