Lettere

Il lavoro, la Castellini, il 25 aprile, la voce della Callas. Nel commosso ricordo di Ezelinda Lazzari

«Cara mamma,

sono ancora stordito, scioccato e non mi sono ancora reso conto della tua improvvisa scomparsa.

Una infezione ha tolto per sempre il tuo dolce sguardo dal mio. Quanti ricordi affiorano ora alla mia mente: sento ora il bisogno di chiederti perdono per tutti quei momenti che sei stata delusa da me e dalle mie azioni. Perdono per non aver concluso gli studi, per non aver formato una famiglia, per le ansie provocate per il mio lavoro.

Ho sempre pensato a te come ad un inarrivabile esempio di esemplare rettitudine e moralità a tutta prova.

La tua dedizione al lavoro, prima come infermiera nel Vecchio Ospedale e poi come assistente per oltre cinquant’anni in un noto Gabinetto dentistico della città aveva qualcosa di eroico: ti ricordo impeccabile nel tuo grembiule bianco, mai una sbavatura, un cedimento, una smorfia; sempre seria eppure disponibile verso il tuo prossimo; eri l’ultima di una categoria di infermieri educati all’etica ed al rispetto della persona. Prima veniva il paziente e poi tu.

Eroica anche la tua dedizione alla famiglia, a tuo marito dalla salute e dal carattere problematici ed a tuo figlio fonte spesso di preoccupazioni offrendo a tutti l’esempio di una Moglie e di una Madre oggi in via di estinzione.

E poi l’accettazione più dolorosa; la malattia e la tua infermità. Ricordi quella sera in Ospedale quando rivolgesti quella fatidica domanda a tua sorella Natalina: “ma alura caminerù propri pù?” E poi guardando il Crocifisso sopra la porta: “sia fata la voluntà del Signur”. I primi tempi continuavi a dire “vedarù pù la mia Bordighera”, riferendoti alla cittadina ligure dove avevamo passati tanti estati felici. Dopo tutte le umiliazioni e sofferenze subite speravo che il tuo tramonto fosse più sereno ma il destino ha suonato inesorabilmente alla porta. Negli ultimi anni, nonostante ormai fossi inchiodata sulla sedia a rotelle mantenevi intatta la tua personalità ed io ho cercato di rimediare a tutte le mie colpe standoti vicino il più possibile e dedicandomi a te con tutto me stesso. Era per te fonte di gioia partecipare ancora alla S.Messa nel tuo “Bel S. Giovanni”, o alle Feste organizzate dalla Fondazione Castellini dove il tuo sorriso ed il tuo canto erano sempre presenti. Punto fermo rimaneva sempre la Commemorazione del 25 Aprile dove la tua presenza era sempre gradita e, a questo proposito, come saresti stata orgogliosa e fiera di ricevere la Pergamena che il Dott. Fogagnolo, in qualità di Presidente dell’ANPI, aveva deciso di concederti, da me ritirata, e, nella quale sei additata “come esempio di virtù civica alle nuove generazioni”.

Le tue esequie così partecipate e sentite da tante persone sono state il frutto del tuo lavoro e del tuo amore verso gli altri. Concludo questo struggente ricordo con alcune frasi tratte dall’Aria “La Mamma Morta” dall’Andrea Chenier di Umberto Giordano e che spesso sentivi dalla voce della Divina Callas che tu tanto amavi: “Fu in quel dolore che a me venne l’Amor. Voce piena d’Armonia e dice: vivi ancora! Io son al vita! Ne i miei occhi è il tuo cielo.Tu non sei sola. Le lacrime tue io le raccolgo! Io sto sul tuo cammino e ti sorreggo. Sorridi e spera! Io sono l’Amore…..Io sono il Dio che sovra il mondo scendo da l’Empireo; fa della Terra un Ciel. Io son l’Amor. Io son l’Amor”.

Tuo Federico

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Nata a Cassino d’Alberi nel Comune di Mulazzano il 16/01/1932, Ezelinda Lazzari si trasferì con la famiglia a Melegnano nel 1933 nel popolare Curtil de la Speransa, in via S.Martino, con i genitori, il Carletu e l’Antunieta, e le sorelle Pina, Mariuccia, Vilma, Natalina ed il fratello Nino. Divenne in seguito un’apprezzata infermiera nel vecchio Ospedale Predabissi, diplomandosi a pieni voti nel 1951. Contemporaneamente frequentò l’Oratorio femminile dove, munita di una bella voce da soprano, si cimentò in diverse operette. Si sposò il 19.01.1957, con il melegnanese Ernesto Bragalini, l’Ernestu Sart., nato nel popolare quartiere de Bass i Munegh il 15.10.1928. Lasciato l’Ospedale (allora chi si sposava doveva lasciare la professione di Infermiera), si impiegò presso il Gabinetto dentistico del Dottor Francesco Dalle Rive dove per oltre cinquant’anni profuse la sua opera. Stimata da molti medici e pazienti che ebbero modo di apprezzarne le sue doti umane e professionali continuò anche dopo la pensione il suo impegno non rifiutando di mettersi al servizio di chi avesse bisogno di un Consiglio o di una visita. Minata da una malattia irreversibile che ne minò la salute, fu costretta a ritirarsi presso la Fondazione Castellini dove cercò fino a quando le fu possibile di partecipare alle attività dei volontari. Spesso veniva portata dal figlio alla domenica alla Santa Messa in S.Giovanni e fino all’ultimo volle partecipare al Corteo del 25 aprile, dove la sua presenza era sempre salutata come “esempio di impegno civico”. Proprio a pochi giorni dalla sua scomparsa il 19 aprile 2016, il Dottor Fogagnolo, presidente dell’A.N.P.I, consegnava con profonda commozione al Figlio una Pergamena con la seguente dicitura: “Per la pluriennale, puntuale e immancabile presenza di EZELINDA LAZZARI alla cerimonia del 25 Aprile che testimonia la sua dedizione ai valori della Resistenza, l’A.N.P.I. DI MELEGNANO, grata, la addita come esempio di virtù civica alle nuove generazioni e volentieri le rilascia il seguente ATTESTATO DI MERITO. Il Presidente Sergio Fogagnolo – Melegnano 25 Aprile 2016”.

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