Conversazioni con i cittadini, Sondaggio

Immigrazione? Ben funzionante, ben gestita, porta solo migliore qualità della vita

Concordo con molte delle cose dette in questi giorni, tra cui il fatto che l’immigrazione porta ricchezza; e che è totalmente sbagliato, e grave, che ci siano ancora persone razziste nel nostro Paese e in particolare come nel caso grave delle scritte di Melegnano rivolte al povero ragazzo Bakary.

I BENEFICI 

Riferendomi però al discorso dei benefici che si hanno nell’avere un consistente flusso migratorio, bisogna soffermarsi sul fatto che l’immigrazione nei Paesi più multiculturali al mondo, tra cui Canada, Australia, Norvegia e Svizzera (dove in questo momento mi trovo e dove ben il 25% della popolazione è straniera senza passaporto svizzero) avviene in modo controllato e a favore dell’immigrazione stessa. L’immigrazione, dove è ben regolata, porta benifici a tutti.
In Svizzera uno straniero che è disoccupato dopo aver lavorato almeno per due anni e si trova in cassa integrazione riceve, oltre a un sussidio che gli permette di arrivare a fine mese, nella maggior parte dei casi, anche un corso di lingua nelle scuole ufficiali di lingua per imparare la lingua del posto e a titolo gratuito.
E da noi in Italia? In un paese dove una corruzione molto alta dilaga in molti settori, è difficile poter vedere uno straniero (sia di origine asiatica o africana o qualunque sia) che abbia una carriera come professore o semplicemente anche come capotreno. E allora è su questo che forse dovremmo soffermarci: perché se purtroppo appena oltrepassato il confine nazionale ci accorgiamo che le cose funzionano meglio, allora forse bisogna pensare che un’immigrazione ben funzionante e ben gestita, porta solo benefici e migliore qualità della vita.
E dove vediamo dei ragazzi di origine africana bivaccare davanti alla Stazione Centrale di Milano senza far niente, là allora dobbiamo agire per fermare questo fenomeno. Perché, se è vero che nessuno è straniero nel nostro Paese, è anche vero che si può essere fieri nell’essere stranieri in un Paese che ti permette di avere una vita e un lavoro, dove l’immigrazione non sia un fatto solo mediatico ma anche attuato dalla classe politica. Però, forse pochi lo capiscono, in Italia, allo stato dei fatti, sia da un punto di vista politico, ma sopratutto di corruzione e mala gestione in generale del nostro Paese, l’immigrazione di massa non porta benefici, né agli immigrati né a i cittadini. Chi è stato nei Paesi a più alto tasso d’immigrazione e a bassa disoccupazione lo potrà sicuramente capire.

Per il resto costui che ha scritto questo messaggio è stato semplicemente un povero demente. Come ha detto la signora Angela Bedoni, nell’intervista alla Repubblica, queste scritte non spaventano.

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DOVUTI CHIARIMENTI 

Mi astengo dalla politica, il mio commento ha nulla a che vedere con la situazione politica nel nostro paese. Il razzismo di per sé è totalmente sbagliato, come, allo stesso modo, un’immigrazione non controllata e adatta ad un paese come l’Italia. Cerco di spiegare come gli italiani spesso non distinguono l’integrazione di stranieri nel nostro paese con chi invece fatica a integrarsi e riscontra difficoltà per una situazione già molto precaria nel sistema stato Italiano.

L’Italiano medio ha poca fiducia nel sistema politico e altrettanta nel sistema economico. Questo porta il Paese a vedere poco l’immigrato come una risorsa. Sono fattori collegati, perché molti dei ragazzi africani che vengono in Italia rimangono a vivere in situazioni precarie. Mancano i fondi per aiutarli a crescere dal punto di vista lavorativo. E sopratutto mancano i fondi per spingere la manodopera nel nostro Paese. Italiana o non.

Qua in Svizzera non è un paradiso, ma sicuramente la gestione del sistema sociale è migliore e ti permette di crearti una vita. Anche se tengo a precisare che fa una distinzione tra Paesi UE ed extra UE. In effetti poco corretta su certi punti di vista. Ma chi è extra UE e ha le capacità di lavorare in un determinato settore, viene premiato, riconosciuto. Cosa che da noi non funziona, né per gli Italiani né per altri cittadini. Secondo me, quindi, per far sì che un sistema di immigrazione e accoglienza funzioni, c’è bisogno che un Paese sia anche prospero da un punto di vista economico. È un po’ come invitare degli sconosciuti a casa propria, uno che ha pochi soldi o vive di corruzione, cercherà di sfruttare i suoi ospiti; uno che ha dei buoni risparmi, riuscirà al meglio a organizzare e distribuire i propri beni agli altri.

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Francesco B.
Mercoledì 27 febbraio, ore 12:00

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Conversazioni con i cittadini

«Cessione Miogas? Mi auguro che non aumentino subito le tasse e le bollette»

«Di fronte ai soldi nessuno rinuncia. Difficile fare ipotesi sul futuro di Miogas, io, da cittadino, mi auguro innanzitutto che non aumentino le tariffe. Ricordo, con la cessione del servizio d’acqua potabile, che le tariffe aumentarono subito.
Mi lascia perplesso il fatto che il Partito Democratico locale non volesse vendere Miogas prima delle elezioni ed ora abbia cambiato idea. Non ne conosco i motivi; quanto al sindaco Bertoli, forse questa domanda non gli è mai stata posta.
Sembra infatti che il valore di Miogas fosse di 5 milioni di euro, ma il 60% in quota Rozzano è stato ceduto per 13 milioni. Perché una società valutata 5 la acquistano per il 60% a 13? Inoltre, per quale motivo hanno fatto due gare diverse?
È ovvio che il Sindaco di Rozzano abbia accettato al volo di cedere le quote Miogas, ben sapendo che un’altra simile occasione non si sarebbe mai più ripresentata. Con tutti i debiti che hanno a Rozzano.
«La cessione di Miogas, alla quale seguirà poi quella di MEA, soprattutto per il settore del gas metano, ha un solo scopo: guadagnare più soldi possibili; operazione lecita e logica, per coprire i vari buchi e debiti vari… ma in un futuro, non immediato, fra cinque anni per esempio, cosa succederà? Se il comune non incassa più da MEA e quindi da Miogas ci sarà solamente un aumento delle tasse locali.
«Sarebbe meglio se il comune di Melegnano, e qui cito Bellomo, avesse fatto quello che avrebbe dovuto fare, ovvero perseguire chi non paga ad esempio la Tari. Ma qui mi pongo un altro quesito: è il Sindaco che deve dire ai vari funzionari comunali che occorre sollecitare chi non paga? Per me il responsabile ufficio tributi andrebbe rimosso immediatamente. Ma siamo in Italia. Chi paga, paga. Chi non paga, non gli succede nulla».
Un cittadino, martedì 3 ottobre 2017 ore 13:47 
ilblogradar@gmail.com
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«Non hanno problemi, non hanno figli e sono mantenuti e unti dal Signore»

Ha detto Giorgio, in uno dei 287 commenti al sondaggio sui matrimoni omosessuali: «Voler pretendere diritti che andrebbero ad ampliarsi alle adozioni per gli omosessuali, che secondo me sono al di fuori di ciò che è un contesto normale, è assurdo.
I diritti iniziamo a darli alle persone che hanno perso il lavoro, il sostegno diamolo alle famiglie che hanno figli perché generati da uomo e donna, questo è quello che è giusto si pensi, non a queste pirlate. Così come la sicurezza nelle città.
Fate questi di quiz, è questo che interessa alla gente. A meno che non abbiano problemi, non abbiano figli e siano mantenuti e unti dal Signore, che hanno tempo di pensare a queste cose
».

Caro Giorgio, il futuro è chiaramente unisex. Detto questo il mio parere cessa di valere, entra in gioco la Corte Suprema di Cassazione della Repubblica Italiana. In una sentenza del febbraio 2015 – sentenza geniale che molto ha fatto discutere – i giudici supremi hanno sottolineato per l’Italia «la necessità di un tempestivo intervento legislativo» sulle unioni di fatto, che dia «riconoscimento a un nucleo comune di diritti e doveri di assistenza e solidarietà propri delle relazioni affettive di coppia». Citando la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, articolo 12, i giudici dichiarano che «non è escluso che gli Stati membri della comunità europea estendano il modello matrimoniale anche alle persone dello stesso sesso».
Tutto qui. Se poi hai piacere che si parli di sicurezza e di sociale, il blog dice sì alle questioni concrete, no alle questioni sollevate per pura istanza di partito (nel caso a te riferito, istanze di destra sociale).

Marco Maccari, giovedì 4 maggio 2015 ore 13:49

mamacra@gmail.com
@mamacra

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Non ho visto

MELEGNANO – «Non ho visto aumentare alcun agente. Non ne vedo in giro. Raimondo, come tutti i politici, è fuori dal mondo. Non concordo con la dichiarazione di Lomi, Rossi e Armundi: “Non ce l’abbiamo con la Polizia locale”; io ce l’ho con la maggior parte di essi, che non fanno il loro lavoro. Al mercato si fanno prendere per i fondelli dagli abusivi; passano e fanno finta di non vedere; oppure li si trova fermi a parlare ore, tra di loro, o con colleghi in borghese. Fatele pure le pause caffè, dico io, ma al massimo di dieci minuti.

Sabato mattina
, mai in giro. Via Dezza, impossibile trafficare: auto parcheggiate in seconda fila. Via Battisti, largo Crocetta, macchine sempre parcheggiate con tanto di indicazione di divieto di sosta, l’autoambulanza del servizio di Croce Bianca si fa strada con fatica. Mi dicono che, a chi li chiama e segnala, rispondono: “Ma l’ambulanza ci passa?”. Ma vaffanculo, oserei dire. Non c’entra niente se passano o meno. Quelle macchine, lì, non devono sostare. Se un’ambulanza esce, occupa tutta una corsia. Le altre macchine non possono entrare.
I cittadini, ahimé, sono presi in giro e sempre sconfitti dai politici. Non possono fare nulla, possono solo insultare Raimondo e compagnia. Ma su questo non sono d’accordo. Non risolve il problema. Il cittadino, quello vero, scrive, si appella, pubblica su Facebook o su RADAR. Ma i cittadini più giovani? E gli altri? Sopportano, fanno finta di nulla, sono rassegnati.
Via Pertini. Le strisce del parcheggio non si vedono più. Le strisce sono state fatte tre settimane fa, ma non intorno al parcheggio degli uffici di Miogas Srl. Avevano forse finito la vernice? O… i soldi? Ecco l’eterna, puntuale risposta: mancano i soldi, sempre, in ogni luogo.
Che disastro».
Messaggio firmato, venerdì 15 maggio 2015 ore 11:15 
radarmelegnano@gmail.com
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«Avrei voluto farti vedere il Borgo 22 anni fa»

 

– Non dirlo a me. Avrei voluto farti vedere il Borgo 22 anni fa. Il muro della ferrovia non esisteva, c’era ancora la palizzata bianca, sai, proprio come nelle vecchie cartoline, palizzata, erba e ferrovia.
– Carino, ancora in stile anni Cinquanta. Anche a Melegnano la stazione nelle cartoline era un bijou. L’ideale sarebbe attrarre ingegneri e architetti qui, per ripristinare in queste parti di città il loro aspetto di  un tempo…
– Il progresso, chiamalo progresso, siamo diventati solo paesi dormitori, e Melegnano già si salva. Qui non c’è più niente, ora ha chiuso anche Castelli, il negozio di cose per la casa, bomboniere ecc. Non so da quando c’era, ma brutto veder chiudere tutto. Rimane solo un panificio, la posta, 2 tabaccai, un giornalaio, 3 pizzerie, negozio delle cascine. Qui non fanno mai nulla, checché ne dica l’associazione di Borgo, vedasi mercatini di Natale, non ho controbattuto alla signora che ha postato le foto ma volevo dirle, signora, forse nel pomeriggio, ci sono state le bancarelle ma la mattina ce ne erano 10 a far tante e solo vigili e carro attrezzi a portar via le auto in divieto di sosta. Divieto messo tra un’auto e l’altra e molti no lo hanno visto. Mio figlio ha preso la multa, e meno male che quella mattina l’ho tirato giù dal letto per farmi accompagnare in un posto. Se no gli portava via l’auto. Lui però mi ha assicurato che il divieto non l’aveva visto. Son passata allora a vedere, sì, i divieti c’erano ma sul davanti delle auto, non dietro. Come poteva vederli chi li ha parcheggiati lì?
– Hanno messo i cartelli? Non si è dato preavviso?
– Infatti. hanno messo i cartelli, quelli mobili. Senza nastro. Niente di niente. io non sapevo neanche dei mercatini, certo, se leggi Tam Tam mi pare ci fosse scritto, ma non sono obbligata a leggere Tam Tam. Sinceramente non volevo pagarla la multa, ma mio figlio mi ha detto, ci costa più di giudice di pace che di altro, e hanno sempre ragione loro…
– Guarda, in questi pochi mesi di blog, l’impressione è che in queste città negli uffici nessuno abbia voglia di lavorare e che chi ne va a capo deve fatturare per il partito, non per l’azienda comunale. Parliamo di azienda comunale? Un sindaco del territorio, quindi capo d’azienda comunale, è stato abbandonato da tutti perché si occupava dell’azienda e non di fatturare nuove iscrizioni e nuovi voti per il partito. È completamente un’altra realtà. un mondo completamente diverso da quello come il nostro che domanda efficienza, decoro, servizi.
– Bravo, ben detto, pensano solo al loro tornaconto. Il grave è che noi le tasse le paghiamo. E siamo abbandonati al come viene viene.

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Per info sulla foto in evidenza:
http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-2w010-0000252/

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