CRITICA MUSICALE, CULTO DEL SUONO

Eyeliner, in Casa è entrato il Diavolo

CI AVEVA AVVERTITI: le sue eroine escono dalla stanza all’alba, in punta di piedi o in un telo nero. E adesso che Eyeliner — la sua nuova canzone completa di video, regia di Crowe e produzione SUB711 — si fa strada nell’orecchio, Greco chiarisce il punto «aprire la porta al male».

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«Si riveste, l’alba scompare». Primo comandamento: terrai a mente il numero 2Eyeliner è una canzone che accade su una linea: di qua c’è luce, di là buio; qui una bocca, là una preda; qui lei, lì un’altra; qui una barba, là un rasoio. È la creazione di Greco e del suo Doppio: è prodotto del rapper e del producer, del musicista e del songwriter; dell’artista in foto — l’immortale — e dell’uomo davanti all’obiettivo — colui che vive, invecchia, perde l’anima. 

Il video di Eyeliner. Guarda e leggi. 

Cos’è successo? C’era Apatica, c’era 33 giri, c’era una direzione. Ma una creatura, con sembianze femminili, è entrata in Casa. Vale a dire nella musica — già dimora di una musa — e la sconvolge. Entra nella musica presente, quella che senti; nella musica latente, quella sotto la linea vocale, sotto i bassi perfetti. Nella musica di Greco la donna può entrare e mandare in pezzi; così la lingua d’arte può frammentarsi, diventare dialetto, balbetta, sussurra, si blocca; e cosa succede in quel refrain? cosa succede al beat? raddoppia, impazzisce? quell’organo sotto cos’è?
E tu che ascolti, che credevi? di avere sentito tutto, di non doverti aspettare nulla di nuovo? Nel rap si vive — e si muore — di una war, fatta di io–tu, di speaker vs listener, di uno contro uno e dell’uno contro l’altro. Ma, occhio, Greco si è fatto carico della sindrome di Dorian Gray, sindrome dell’artista Uno & Trino e, in Eyeliner, mentre voi due vi ammazzate, è la donna-musica ad assumere terza persona, «entrando nella stanza in un telo nero», vincendo il gioco, prendendo tutto. Per un risultato prezioso: creare. Esplodere in direzioni inaspettate. Il prezzo è l’anima; gioco mortale, ma gioco annunciato, che il musicista doveva mettere in conto; gioco che non è più il game del rap. È la scommessa della produzione di un suono nuovo. Nel gioco di quel pensiero che, da tempo, fa della donna il «diavolo». Grave delitto — o «morbo terribile», per dirla alla Greco — quello di essere intelligente nel gestire la carne, la materia. Il suono. Il «male».

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«Sadica dea. L’inferno è lei»? Di certo all’inferno c’è buona musica — l’Inferno è la Musica — e la collaborazione di Silvia Aller rende visibile il gioco di un artista, Greco, pronto a innovare il gusto e l’immagine della musica presente.

Lunedì 8 aprile
Ore 14:00
mamacra@gmail.com

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