I lettori scrivono

«Ma come riesci a scovare certe storie, RADAR?»

«Che bella storia che hai raccontato… dimostrazione del fatto che, anche in tempi di guerra, si è tutti umani.
Ma come sei riuscito a scovare questa storia?» chiede Sofia, melegnanese.

È semplice, Sofia. Qui viviamo di vita nostra. Qui sappiamo scrivere. Guarda nei gruppi social delle nostre parti: noia. Piattezza. Nessun coraggio. Vale per quasi tutti gli aggregatori di notizie dove, al massimo, ripostano ciò che va per la maggiore.
«Il giornalista crea la notizia» è il messaggio dei giornali locali realmente impegnati con i cittadini. Questa è la prima risposta che ti darei. Le altre te le confido personalmente; perché, come sai, Melegnano ruba, sistematicamente, dal momento che nessuno ha, ma tutti lo prendono da chi se lo procura; e Melegnano copia, sistematicamente, dal momento che nessuno sa fare, e tutti copiano chi lo fa. Nel gruppo la Voce di Melegnano hanno visto che a RADAR sappiamo farlo, e ci copiano. Senza mai raggiungerci, eh.

ESAVRITA LA GIÀ FASCISTA VERVE

«Quella specie di blog cittadino che, esaurita la già scarsa verve su Melegnano, da un po’ di tempo ha rivolto le sue mire sull’amministrazione comunale di San Giuliano Milanese» mi invitava a leggere Davide, tre mesi fa, dal gruppo MELEGNANO NOTIZIE.

Non si legga: «blog cittadino», Davide. Si legga: «il blog», Davide. Copiano forme, prendono in prestito piattaforme. Non vivono. L’Italia è un popolo di navigatori e tutti i mari porteranno a RADAR. Ridiamo di loro, brindiamo alla vita.

Sabato 12 maggio, ore 16:10
mamacra@gmail.com

Annunci
Standard
I lettori scrivono

«Il fascismo storico, il perfetto socialismo ideale messo in pratica»

— Del nuovo fascismo ne parla Pasolini, nei suoi scritti sul capitale, gli scritti corsari sugli effetti del neocapitalismo, per lui decisamente peggiori degli effetti dei totalitarismi storici — Pasolini non parlava di totalitarismo ma dichiaratamente di nuovo fascismo — che cambiano i corpi e cambiano il linguaggio delle comunità umane. Scritti che precorsero i tempi. Non mi avventuro nel tema banche, finanza speculativa e globalizzazione… non possiedo un’informazione sufficiente per discutere di questo argomento. La damnatio memoriae non è riuscita a cancellare il mito del duce, la cui seconda venuta sarà attesa per sempre dai suoi fedeli con aspettativa mitologica, come per ogni leader politico.

— Sono molto influenzato da Scritti Corsari di Pasolini, che ho letto. Ancora di più sarebbe Petrolio, che però non ho mai letto. Sulla Destra Mussoliniana e sul fascismo io di solito mi pongo in una posizione esterna, anche se poi vengo additato come fascista ma non provo nemmeno a negarlo. Il punto è questo: la chiave sta nel fatto che nulla fu fatto per trascendere l’idea di Fascismo che, a mio parere, rimane l’idea perfetta di socialismo ideale messo in pratica. Tuttavia in 35 di anni di fascismo storico lo stesso movimento cambiò pelle almeno 3 volte. Ovviamente i successivi neo-… si sono declinati in tutte le sue mutazioni creando spesso delle macchiette dello stesso e presentando il fianco ai suoi detrattori. Pochi hanno incarnato l’ideale originale, per molti anni nessuno, forse adesso qualcuno cerca di riprenderne l’ideale lasciando in dietro i folkloristici orpelli predappini. Orpelli che lo stesso Mussolini già odiava. Ma l’italiano è macchietta e aspetta sempre il messia.

Conversazione con un lettore, lunedì 2 ottobre 2017 ore 13:30
ilblogradar@gmail.com

Standard
I lettori scrivono

L’attacco a Pietro Mezzi 

S. ha 22 anni e legge RADAR. Scrive: «Non ho capito l’attacco gratuito a Mezzi. Va bene l’ironia ma, se volete attaccare Mezzi, almeno fatelo seriamente con degli argomenti validi. Altrimenti sembrate non sappiate che scrivere e prendiate bersagli a caso».

È un pezzo in difesa, non un pezzo in attacco nei confronti di Mezzi. Ti riferisci a I funerali di Pietro Mezzi, testo ricco di ironia ma povero di accuse. Il testo sfida chiunque — chiunque — a confrontarsi con l’innata passione politica e con la maturità di uomo di governo propria del personaggio in questione. «Tutti e tutte noi abbiamo avuto uno screzio con lui ma c’è poco in giro alla sua altezza» ha commentato una lettrice. RADAR non ha interesse ad attaccare Mezzi. Sia il suo carisma politico sia le decisioni di governo che ha sperimentato nei suoi anni possono essere funzionali alla ricostruzione di una comunità in quest’area. Sai anche tu che l’area melegnanese è isolata, economicamente depressa; si fa spiegare dagli altri come fare, invece di mettersi a sminare le proprie energie e di organizzarsi per spenderle. Abbiamo bisogno di cominciare a crescere come comunità. Ma sta crescendo anche un pensiero secondo il quale la leadership maturata dalla sinistra radicale sia sostituibile o dannosa. Si tratta di una leadership esercitata in nome del 10.72% — 14.13%, contando le risorse civiche — degli elettori e delle elettrici melegnanesi: una minoranza, sicuramente, ma una minoranza che rischia di restare fragile se privata della legittimità di un capo. Se così fosse, RADAR è la sede in cui farne discussione. Anche in modo acceso. Ma nessuna risorsa dovrà andare persa.

Senza scordare lo spirito di RADAR: chiunque, se lo vuole e se ha interesse, è pronta o pronto a fare parte di qualcosa. Pronta e pronto così come sei adesso: con le tue singole peculiarità, che cessano di essere viste come stranezze e diventano fonti di relazione, qualità identificate e ben accettate, risorse.

Lo Staff, lunedì 2 ottobre 2017 ore 6:30
ilblogradar@gmail.com

Standard
I lettori scrivono

Hanno fatto del male ai nostri figli migliori

S. HA 37 ANNI, è melegnanese. In Melegnano lo riconoscono tutti. Scrive: «Il mio non vuole essere un discorso politico perché sinceramente, osservando quello che mi circonda, ho notato che non esiste né rispetto né democrazia.
La democrazia che tutti sventolano non è altro che un miraggio, una semplice oligarchia incartata con una carta lucente e brillante.
Ai cittadini, non solo melegnanesi, vengono dati in pasto i prodotti di chi realmente vuole comandare e se non scendi a compromessi con questa “mafia” non puoi dire la tua, non puoi dimostrare il tuo pensiero o lottare per un ideale.
Non sto facendo un discorso politico, la destra e la sinistra non sono nemmeno più schieramenti, non credo più in questo mondo».

In questo paese la democrazia avanza in via Zuavi su scarpe da 400 euro. Come il sindaco.

In questo paese la democrazia dichiara che «i furti dovrebbero interessare ai carabinieri, più che a me» (11 maggio 2016) come l’assessore alla sicurezza Fabio Raimondo.

In questo paese la democrazia vive dietro copertura sotto ogni punto di vista: professionale, matrimoniale, personale. Servono i nomi?

Se in questo paese racconti le deficienze di un amministratore con responsabilità pubbliche o di un pubblico funzionario, la democrazia ti fa fuori.

In questo paese «non puoi dire la tua», non puoi «dimostrare il tuo pensiero», non puoi «lottare per un ideale». Tradotto nel linguaggio dei diritti: la libertà di opinione viene limitata o repressa dalle leggi del più forte e del privilegiato. La libertà di espressione del pensiero in forma scritta viene tagliata dai giornalisti. L’impegno per concorrere al progresso materiale e spirituale della società resta un sogno.

Politicamente questo modo oligarchico di fare ha preso un nome. Per ora lo chiameremo Bellomo. Non è il nome del sindaco attuale. È il nome del padre, Michele, e del suo dèmos, cioè della sua cerchia, della quale Vito è il piatto freddo.

Politicamente ha un nuovo nome pronto per le elezioni. Per ora lo chiameremo Raimondo, come l’avvocato Fabio, entrato in giunta dalla porta del privilegio, non da quella degli elettori.

Ma il fatto più grave non è la politica. Come tu dici, il fatto più grave è la mancanza di rispetto, è il degrado del tessuto sociale. Questa oligarchia melegnanese, molto lontana dall’avere salvato la governabilità e l’affidabilità di Melegnano, al contrario ha prodotto guadagni illeciti per i pochi e disprezzo per i tesori sapientemente custoditi dai padri. Innanzitutto, per i tesori rappresentati dai suoi figli migliori.

In questo paese i cittadini sono i negri del mondo. Li mandano in cucina quando entrano gli ospiti. Ma tu sta’ forte, non guardare i loro salotti. Nemmeno noi crediamo al loro mondo: loro sono solo facce venute da fuori, non sono di qui, non sanno mai che cosa fare. Se ci dicono «mangia in cucina», noi penseremo alla poesia di Langston Hughes: «ma io rido, e mangio bene, e divento forte. Domani, sederò a tavola quando verranno gli ospiti. Allora vedranno come sono bello, e si vergogneranno».

Lo Staff, mercoledì 25 maggio 2016 ore 18:40

radarmelegnano@gmail.com

Standard
I lettori scrivono

Risposta giornalistica a un’osservatrice politica

Mike Tyson, primi anni '80«MAI COME STAVOLTA le forze politiche sono state compatte nei due gruppi di minoranza e maggioranza. Nella maggioranza lo spirito di cameratismo ha portato a volte a mettere la testa sotto la sabbia davanti a fatti oggettivi. Nella minoranza si è lavorato con buono spirito di gruppo e condivisione. Ma non è vero che qualcuno ha nascosto qualcosa… Si è cercato di informare e di dare modo ai cittadini di partecipare. Non mi piace che sempre si faccia di tutta l’erba un fascio… questa volta non ci sto. Capisco che i cittadini possano/debbano criticare, ma a ragion veduta. Ritengo abbiano avuto le opportunità per informarsi e così costruirsi una coscienza critica in merito».

Scrive queste osservazioni Lucia Rossi, consigliera comunale di minoranza di Melegnano per la lista civica Insieme Cambiamo, dopo l’ultimo servizio di RADAR sul caso Bianchi. Innegabilmente le forze di minoranza sono risultate unite, nel lavoro e nelle conclusioni offerte; innegabilmente la maggioranza ha fornito un fronte compatto non disposto a concessioni. Destra Civica e LegaNord, rimaste fuori dal coro sventolando sensazionali rivelazioni che non arrivano mai.

Ma l’esistenza di tre fazioni non significa nulla. L’Amministrazione comunale è una e una sola davanti agli elettori, e il consiglio comunale non può, per sola divisione in maggioranza e minoranze, considerarsi esentato da unitaria responsabilità amministrativa; oggi nei fatti tutte le forze politiche rivendicano, dopo anni di lavoro a capo chino, l’unica responsabilità di umiliarsi le une con le altre. I risultati si apprezzano tutt’ora, stesi ad asciugare davanti a i seggi del referendum.

Non è colpa nostra se i cittadini che criticano fanno «sempre» di tutt’erba «un fascio» e si esprimono «senza vedere ragione». Le critiche a ragion veduta esistono, infatti; sono il giornalismo. E sono il latte materno della repubblica. Su tutto il resto niente da ridire. Che parli il potere giudiziario.

Marco Maccari, martedì 19 aprile 2016 ore 06:30

mamacra@gmail.com

Standard
I lettori scrivono

Melegnano, siamo ignoranti e gossippari

Scrive la sig.ra M., commentando l’imminente archiviazione del «caso Bianchi»: «È giusto così. Cosa c’era da aspettarsi da questa giunta, che rinnegassero gli amici? E, comunque, se la cittadinanza preferisce bearsi del fatto che una cantante semifamosa giri un video a Melegnano invece di informarsi su queste cose – e ne è stata data la possibilità – poi è normale che le cose vadano in questo modo».

Noi cittadini di Melegnano siamo, purtroppo, ignoranti. Dal punto di vista politico. La gente non si informa e abbiamo motivo di credere che l’unica fonte di informazione vera a disposizione dei lettori sia RADAR, questo blog sul quale stiamo navigando. Ha ragione, cara M., a Melegnano si preferisce il gossip. Questo è, anche, indice delle ragioni che hanno riportato in maggioranza la giunta attuale.

Davide Salvaneschi, giovedì 14 aprile 2016 ore 10:51

radarmelegnano@gmail.com

Standard
I lettori scrivono

EXPO: «Non entrate non c’è niente»

palazzo italiaMELEGNANO – Scrive un lettore, Massimiliano Basile: «Expo 2015. Tanto visitato, e tanto criticato. Presenti 250mila persone al giorno, di cui 200mila non sapendo cosa rappresenta, ma solo lì per dire: “Anch’io c’ero”. Poi ascolti i commenti di chi esce deluso dai padiglioni dicendo: “Non entrate, non c’è niente”. Persone disposte a fare 4 ore di fila, per vedere, secondo loro, il niente.
E forse hanno anche pagato caro il biglietto. Credo che la fiera Expo, come la definiscono impropriamente molti, è stata scambiata come una grande fiera del cibo, dove poter vedere e comprare cose tipiche. Il messaggio che ho percepito visitando l’esposizione internazionale, per quei pochi padiglioni accessibili a causa delle file a serpentone, sia il rispetto per la terra, e l’impegno mondiale nel rendere possibile per tutti la gestione delle risorse, che possono sfamare miliardi di persone. La condivisione delle idee, la responsabilità negli sprechi, il ritorno alla semplicità.
Nota molto positiva, per un utente sporadico come me, il servizio Trenord da Melegnano, ottimo e puntuale, treni puliti, comodo considerando che con poco più di 7€ ho fatto andata e ritorno.
Cosa mi ha colpito di Expo? Sapere che per gli americani uno dei cibi ricercati è un bel piatto spaghetti with meatballs, spaghetti al pomodoro con le polpette».

Venerdì 30 ottobre 2015 ore 6:30

radarmelegnano@gmail.com

Standard