Il caso

Riga dritto, San Giuliano, che RADAR ti tiene d’occhio

SAN GIULIANO MILANESE — Sguardo profondo, iride scura e sogni. La creatività giovanile di San Giuliano si sfoga sui muri degli edifici, con la speranza di catturare l’occhiata di un passante; di rubare — o di liberare — per sempre la sua attenzione; di spiccare il volo, un giorno o l’altro.

San Giuliano è ricca di immagini, graffiti e tag. Ti piace vederli per le strade?

Lo Staff, mercoledì 10 gennaio 2018 ore 12:30 
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Il caso

«Forse molti uomini non lo sanno: non sono così indispensabili»

Se non ci sbagliamo il 25 novembre è stata la giornata contro la violenza sulle donne. Molte e molti di voi avranno partecipato, di persona o solo postando una foto o una pic profile dedicata. È pure probabile che molte e molti di voi facciano attività dedicate a contrastare, oltre alla violenza fisica, l’odio di genere, il sessismo e le discriminazioni. Ecco perché siamo rimasti basiti nel leggere, come risposta ad un commento provocatorio di una donna, le parole «trovati un uomo» e «è da molto che non scopi e si vede». Ora, a un commento così non c’è molto da rispondere, se non che, per le voglie esclusivamente fisiche, forse molti uomini non lo sanno, non sono così indispensabili.
Soprattutto non è necessario un uomo che non abbia il cervello collegato… e che, nel considerare una donna non un interlocutrice suo pari, ma monca di qualcosa senza qualcuno, non un essere umano di per sé, dimostra in quel «trovati un uomo e scopa» tutta la sua fragilità, la sua incapacità a confrontarsi con una mente brillante che no, non ha bisogno di scopare di più, ma di non perdere tempo con chi forse non ha capito cosa sono diventate le donne, cosa sono sempre state, malgrado le vessazioni maschili nella storia del mondo. Non è questione di essere un uomo o una donna, qui si parla di un essere umano.
Prendiamo spunto dal web e da quello che abbiamo letto direttamente per sottolineare come, ancora oggi, alcuni uomini si rivolgono e considerino le donne. E c’è da rabbrividire. Leggere la frase «trovati un uomo», oppure più direttamente, «sei così isterica perché scopi poco», ci fa riflettere. E ci fa domandare: è possibile parlare ad una donna così?
No, non è bello, neanche se fosse tra persone che si conoscono bene. Ma, soprattutto, lo troviamo incivile, misogino e barbaro se rivolto a una sconosciuta sul gruppo di un social network, di fronte a migliaia di persone.

#NoiSiamoCaino, domenica 7 gennaio 2018 ore 23:22

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Il caso

Ma la Voce, cos’è? Ragionamenti nel nulla più assoluto della Melegnano online

LO SCORSO ANNO, AD AGOSTO, un melegnanese in vacanza in Austria riceve un messaggio da Davide Bellesi, il quale proponeva di aprire un gruppo social in cui parlare di Melegnano. L’intento era di coinvolgere tutta la cittadinanza, ma anche le associazioni e i politici. Una bella cosa, pensò il melegnanese nel suo soggiorno austriaco; oltre a me, pensò, e a Davide, ci sarebbe stato anche Massimo Codari, tutti nei ruoli di admin, ovvero di amministratori del gruppo.

Il nostro melegnanese in vacanza austriaca.

Detto, fatto: partiti. Il nome La Voce è stato subito vincente: dar voce a tutti, secondo le loro idee, proposte, critiche, iniziative, eventi.

Poi, a novembre, per contrasti con Davide Bellesi, il nostro melegnanese abbandonò il gruppo. Ma, nonostante tutto, ha continuato a leggerlo; constatando che le sue convinzioni di allora, quando abbandonò, giorno dopo giorno ne escono rafforzate. Ecco spiegato il perché.

Fino a novembre del 2016 erano pubblicati con frequenza i post dal titolo FARE A MELEGNANO, che mettevano in evidenza il lavoro delle associazioni cittadine — le quali tanto fanno per la città. — Diversi iscritti pubblicavano le loro foto e le cartoline della città; tanto che era stato pensato di coinvolgerli, allo scopo di farne una rubrica fissa. Be’, da allora queste cose sono sparite completamente dal gruppo. Certo, gennaio 2017 è stato segnato dall’inizio della campagna elettorale, che ha, pian piano, prevalso su tutto il resto.

La Voce, invaghita della maggioranza locale, sta diventando la Pagina Facebook a costo zero della Giunta. Una cosa che Raimondo crepa di invidia.

E veniamo ad oggi. O meglio, veniamo a giugno e, più precisamente, al giorno dopo il ballottaggio. E cosa vediamo? Cosa leggiamo?
Certo, tutti hanno la loro idea, la propria opinione; ed è giusto, se lo si crede opportuno, condividerla su un gruppo social; ma questo è diverso, molto diverso, dal fatto di pubblicare notizie/proclami pendenti a favore di una parte politica, in questo caso della maggioranza; pubblicandoli come se fossero azioni fatte e decise. Questo è agire da ufficio stampa, senza però averne titolo. Ecco: per i lettori non iscritti, La Voce di Melegnano oggi è un gruppo in cui sicuramente, e giustamente, si parla di politica locale; ma è anche la pagina non istituzionale dell’amministrazione comunale. Tutto questo naturalmente è frutto di una personale opinione, maturata dall’esperienza di un utente che ha fondato e gestito il gruppo. Se l’admin Davide Bellesi si sforza di ribadire che lui esprime liberamente le sue idee, mentre invece pubblica veline del programma elettorale del PD, è libero di farlo… ghe mancarìss.

Ma che abbia almeno l’onestà intellettuale di riconoscerlo, e di ammetterlo, per lo meno.

#NoiSiamoCaino, mercoledì 3 gennaio 2018 ore 13:30 

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Il caso

«Il sabato perfetto per chi ci crede»

PREMETTO, per quanti non lo sapessero: auspico un centro storico chiuso al traffico veicolare, sia pubblico extraurbano che privato da sempre, con ZTL. E, badate bene, ZTL è altra cosa da isola pedonale.

Detto ciò posso solo dire che sabato 16 dicembre si è sperimentato quello che l’amministrazione comunale aveva annunciato nel consiglio comunale in cui votò contro la mozione Rossi.

Il risultato? Sicuramente positivo per i bambini e i genitori che hanno avuto modo di sfruttare in sicurezza parte di via Castellini e di via Conciliazione; un pomeriggio di svago senza l’assillo del traffico, in cui hanno potuto vedere Babbo Natale e la sua slitta.

Ma per il resto? Un caos totale e paralizzante. Un bel sabato pomeriggio a respirare smog, per le code interminabili di vetture incolonnate in parte di via Castellini, via Roma, via Dezza, via Monte Grappa, via Solferino e via Marconi… un delirio.

La perfetta dimostrazione da parte dell’amministrazione comunale di come si informa  di come si condivide e di come si concertano le iniziative. E iniziative che, a parte l’ottima rappresentazione del presepe vivente nel cortile del castello, potremmo definirle pietose. Il mercatino di natale? 12, e dico 12 gazebi, malandati e strampalati.

Definire Melegnano Città del Natale? Una fantasia per chi ci crede; e non critico tanto per criticare, perché le idee, e le persone che le idee le hanno, ci sono; ma purtroppo vengono emarginate, perché non fanno parte del cerchio magico, quel cerchio magico dei professionisti come si definiscono loro, perché queste persone dicono sempre quello che pensano e, per questo, sono scomode.

Pippo Ricotti, domenica 17 dicembre 2018 ore 18:37
pipporicotti@yahoo.it

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Il caso, Sondaggio

Chi è più italiano?

LE DATE del 19 e 20 dicembre si fanno vicine. Rappresentano le scadenze per il rilancio della legge sullo Ius Soli, tenuta da parte per il colpo di coda di questa legislatura. Ius soli viene dal latino: significa diritto di suolo. La legge sullo ius soli vorrebbe riconoscere il diritto di cittadinanza italiana a chi è nato e vive sul territorio italiano, pure se ha padre e madre di nazionalità non italiana.

Lo Ius Soli fa furore sui gruppi locali di Facebook. Troppo spesso, però, pochi individui politicizzati distorcono le discussioni e si finisce sempre più lontano dalla verità. Proviamoci: diamo una possibilità alle persone di esprimersi con un sondaggio secco, diretto, sul tema della nazionalità e dell’italianità, a cui rispondere o sì o no.

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Pablo è un ragazzo brasiliano, nato e vissuto in Brasile nello stato di Minas Gerais. Ha fatto tutte le scuole lì. Suo nonno e suo padre erano migranti originari del sud Italia. Oggi Pablo lavora e viaggia molto. Conosce solo un paio di parole di italiano.

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Natalia è una ragazza ucraina, nata e cresciuta in Ucraina fino all’età di 10 anni, quando si trasferì in Italia a San Giuliano Milanese dove ha frequentato le scuole medie e il liceo. Lavora. Natalia conosce tutta la cultura italiana e parla un italiano perfetto.

Vota il sondaggio:

Lo Staff, martedì 12 dicembre 2018 ore 6:00
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Il caso

Ospedale: «Sbagliano la prenotazione e il verbale non era di mio marito»

OSPEDALE DI MELEGNANO — Sono andata all’ospedale a Vizzolo perché mio marito doveva fare la prima visita dal diabetologo. Ho scoperto che mi avevano mandato al Centro Unico di Prenotazione in fondazione Castellini, ginecologia… Perciò ho dovuto rifare la prenotazione perché non era incinto.

Seconda disavventura, al pronto soccorso. Mio marito sente problemi alla vescica: gli viene febbre alta; lo porto al pronto soccorso a Vizzolo; gli fanno la visita; per ben due volte gli fanno le radiografie al torace invece di un’ecografia alla parte interessata.

Quando vado via avevo già in mano le impegnative per i farmaci e non ho pensato di leggere il verbale di dimissioni. Ma il giorno dopo il mio medico si è accorto che il verbale redatto dal pronto soccorso non era di mio marito, bensì di qualcun altro. Anche se le generalità erano le sue.

Una melegnanese, domenica 10 dicembre 2017 ore 19:01

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Cronaca, Il caso

Chimica Saronio: l’iprite, il gas mostarda, il georadar di ultima generazione, il museo della pace

RIOZZO — Ciao, RADAR. Ci ho messo un po’ ma, come promesso, ti lascio qualche info sulla serata riguardante la Saronio. Gianluca di Feo — autore del libro inchiesta Veleni di Stato e attualmente vicedirettore di la Repubblica — ha tenuto una serata molto interessante, iniziando da una trattazione generale sull’utilizzo e sulla produzione di armi chimiche in Italia durante il periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale e che si è protratto (sembra) anche fino agli anni ’50.

Ha poi parlato in particolare della Saronio, nella quali si producevano iprite e gas mostarda, delle quali se vuoi potrò parlarti anche dal punto di vista medico. Si è infine aperto un dibattito sulla situazione attuale e sul futuro del terreno riozzese, nel quale sono intervenuti soprattutto esponenti e simpatizzanti della minoranza, per poi avere un ultimo intervento del sindaco Marco Sassi.

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Le fotografie presenti in questo post sono di Michelina Salandra. I diritti sono riservati.

La serata era stata organizzata proprio dalla minoranza, Solidarietà Civica Indipendente, e devo ammettere che l’affluenza è stata notevole, stupendo anche lo stesso Di Feo, raggiungendo le 50-60 persone all’incirca; negli interventi abbiamo potuto notare che le voci di corridoio sembravano aver preso più consistenza del dovuto, soprattutto quella che vuole il terreno della Chimica destinato all’edilizia. Sassi ha commentato solo alla fine, sostenendo il fatto che la richiesta di inserire il terreno nel demanio era necessaria per far partire tutti quei lavori di indagine e bonifica che invece non si sarebbero potuti attuare (attualmente il territorio è ancora di competenza del Ministero della Difesa e tutte le promesse dell’ormai ex ministro La Russa sono andate nel vento e si è dovuti ripartire da zero).
I contatti col Ministero ora sono più forti, anche con il centro di smaltimento di Civitavecchia che già si sta occupando di altri casi. C’è da dire che le sonde (3 per la precisione) inserite nel terreno non hanno mai riscontrato livelli di tossicità alti (cosa che si era verificata con la zona del Giardino a Melegnano e che aveva portato alla chiusura del pozzo artesiano lì presente) e che quindi, con buona probabilità, la bonifica non dovrà essere molto estesa.
Saranno utilizzati georadar di ultima generazione in grado di raggiungere la profondità di 5 metri e gli eventuali contenitori di residui bellici saranno eliminati in tutta sicurezza (anche dopo le rassicurazioni di Di Feo, che più volte ha lavorato con l’esercito italiano, c’erano persone che esprimevano perplessità sulla competenza dei militari).
Le domande sul futuro sono state fatte al giornalista, che giustamente ha detto: «Dovete pensarci voi, capire in che direzione volete andare nel futuro» anche se ha suggerito quanto il territorio della Saronio possa diventare interessante dal punto di vista universitario, ormai l’unico ambito nel quale si fa ricerca. Altre idee sono venute dall’assemblea che suggeriva l’istituzione di un museo della pace e simili.

Insomma, la situazione è sotto controllo ma ci vorranno parecchi anni ancora prima di arrivare a un punto, ma di certo non sarà zona residenziale (voce messa in giro dalla minoranza come se fosse presa dall’amministrazione attuale).

Marco Sassi, in questa serata, hanno cercato di attaccarlo in ogni modo. Fa pensare che l’evento volesse essere altra campagna elettorale, che da noi non si è mai conclusa ed è ricominciata subito dopo le elezioni dell’anno scorso.

D. M., lettore, lunedì 20 novembre 2017 ore 12:00 

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