Cronaca, Il caso

Chimica Saronio: l’iprite, il gas mostarda, il georadar di ultima generazione, il museo della pace

RIOZZO — Ciao, RADAR. Ci ho messo un po’ ma, come promesso, ti lascio qualche info sulla serata riguardante la Saronio. Gianluca di Feo — autore del libro inchiesta Veleni di Stato e attualmente vicedirettore di la Repubblica — ha tenuto una serata molto interessante, iniziando da una trattazione generale sull’utilizzo e sulla produzione di armi chimiche in Italia durante il periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale e che si è protratto (sembra) anche fino agli anni ’50.

Ha poi parlato in particolare della Saronio, nella quali si producevano iprite e gas mostarda, delle quali se vuoi potrò parlarti anche dal punto di vista medico. Si è infine aperto un dibattito sulla situazione attuale e sul futuro del terreno riozzese, nel quale sono intervenuti soprattutto esponenti e simpatizzanti della minoranza, per poi avere un ultimo intervento del sindaco Marco Sassi.

Saronio-3761-bis-Michelina-Salandra

Le fotografie presenti in questo post sono di Michelina Salandra. I diritti sono riservati.

La serata era stata organizzata proprio dalla minoranza, Solidarietà Civica Indipendente, e devo ammettere che l’affluenza è stata notevole, stupendo anche lo stesso Di Feo, raggiungendo le 50-60 persone all’incirca; negli interventi abbiamo potuto notare che le voci di corridoio sembravano aver preso più consistenza del dovuto, soprattutto quella che vuole il terreno della Chimica destinato all’edilizia. Sassi ha commentato solo alla fine, sostenendo il fatto che la richiesta di inserire il terreno nel demanio era necessaria per far partire tutti quei lavori di indagine e bonifica che invece non si sarebbero potuti attuare (attualmente il territorio è ancora di competenza del Ministero della Difesa e tutte le promesse dell’ormai ex ministro La Russa sono andate nel vento e si è dovuti ripartire da zero).
I contatti col Ministero ora sono più forti, anche con il centro di smaltimento di Civitavecchia che già si sta occupando di altri casi. C’è da dire che le sonde (3 per la precisione) inserite nel terreno non hanno mai riscontrato livelli di tossicità alti (cosa che si era verificata con la zona del Giardino a Melegnano e che aveva portato alla chiusura del pozzo artesiano lì presente) e che quindi, con buona probabilità, la bonifica non dovrà essere molto estesa.
Saranno utilizzati georadar di ultima generazione in grado di raggiungere la profondità di 5 metri e gli eventuali contenitori di residui bellici saranno eliminati in tutta sicurezza (anche dopo le rassicurazioni di Di Feo, che più volte ha lavorato con l’esercito italiano, c’erano persone che esprimevano perplessità sulla competenza dei militari).
Le domande sul futuro sono state fatte al giornalista, che giustamente ha detto: «Dovete pensarci voi, capire in che direzione volete andare nel futuro» anche se ha suggerito quanto il territorio della Saronio possa diventare interessante dal punto di vista universitario, ormai l’unico ambito nel quale si fa ricerca. Altre idee sono venute dall’assemblea che suggeriva l’istituzione di un museo della pace e simili.

Insomma, la situazione è sotto controllo ma ci vorranno parecchi anni ancora prima di arrivare a un punto, ma di certo non sarà zona residenziale (voce messa in giro dalla minoranza come se fosse presa dall’amministrazione attuale).

Marco Sassi, in questa serata, hanno cercato di attaccarlo in ogni modo. Fa pensare che l’evento volesse essere altra campagna elettorale, che da noi non si è mai conclusa ed è ricominciata subito dopo le elezioni dell’anno scorso.

D. M., lettore, lunedì 20 novembre 2017 ore 12:00 

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Femminismo Locale, Il caso

3 tipi di persone che stanno più sulle scatole sui social

Top 3 delle persone che al momento mi stanno più sulle scatole sui social:

1. Chiunque metta in bacheca immagini di mamme tuttofare fresche di parrucchiere che offrono lezioni di vita. Falze!!

2. Donne i cui neuroni reggono un video di massimo 30″ su Chimamanda Ngozi Adichie, per le quali leggere un libro, anche non suo, sarebbe impensabile sotto molti aspetti, primo fra tutti lo sbattimento, ma che condividono il link ugualmente perché fa molto “donna impegnata”…

3. Chi non esercita buon gusto nemmeno nelle foto profilo. Quel tema con fiori e cuori è osceno e non mitiga l’orrore di una foto con una pessima risoluzione. Metti un tema di Windows e fai più bella figura.

Ecco Chimamanda Ngozi Adichie.

Perché mi appaiono in bacheca queste cose? Non frequento questo tipo di persone, non le dovrei trovare nelle mie Echo Chamber*… Le vedo perché sono come me nei gruppi FB di Melegnano. L’unica cosa in comune con loro è questa. E l’aria che respiriamo. La rottura di maroni è tutta mia.
Le *Echo Chamber, già menzionate in un precedente post, sono delle bolle dentro i social in cui noi stiamo al centro e intorno abbiamo gente/pagine che la pensano pressapoco uguale e dove ci infiliamo di nostra iniziativa.

Perché? Semplicemente perché andiamo su FB per massimizzare la nostra popolarità ed essendo conformisti per natura (in tutti noi agisce una distorsione cognitiva che si chiama Confirmation Bias che ci spinge a credere solo a informazioni aderenti ai nostri schemi di pensiero) è comodo infilarci in bolle confortevoli in cui tutti la pensano come noi e dove ottenere per questo fiumi di like! Ecco perché, sui social, non cambieremo mai idea, con buona pace mia e di chi si offende delle mie incursioni su RADAR.

Aspirante Misantropa, giovedì 19 ottobre 2017 ore 06:30 
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Il caso

Via Conciliazione: corri, corri, ambulante abusivo

VIA CONCILIAZIONE – Poliziotto corre dietro a un ambulante. Scena di repressione del commercio abusivo all’altezza di via Castellini intorno alle 12:35 di ieri, domenica di mercato.

L’ambulante, raggiunto da due agenti del corpo di polizia, non ci ha pensato due volte a presentare i documenti ed è scappato, nascondendosi dietro il banco dei fiori in piazza della Vittoria e disperdendosi nei giardini del castello.

All’agente di polizia sono toccati un paio di giri di corsa a slalom. Ai clienti del mercato è toccato lo spettacolo di un’azione antica come il commercio, che lascia intatto il problema della presenza abusiva in seno al mercato storico di Melegnano.

Lo Staff, lunedì 25 settembre 2017 ore 13:00

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Il caso

Case popolari a Melegnano? Il guru non è Giorgia Meloni. È Massimiliano Pala

Case popolari? A Melegnano le liste di attesa, che durano anni, semmai sono al 90% con nomi stranieri e la priorità va alla loro cultura di fare molti figli e di essere in alcuni casi soggetti disagiati. Per questo punto Massimo Pala è il guru, sono anni che lotta per i più deboli in aspettativa di casa popolare.

No centri commerciali e commercio di prossimità: la Caputo, proprio lei, non prende in considerazione progetti.

Videosorveglianza: è stata attivata su un progetto che era stato preventivato in 30mila euro, poi ridimensionato a 10mila perché a Buccinasco è stata questa la cifra, e l’azienda è stata scelta nel sistema regionale degli appalti per lo stesso tipo di installazione. Questo fatto andrebbe approfondito. Comunque, dire che una telecamera è un deterrente per gli abusivi mi sembra una montatura, perché in realtà primariamente è un sistema che tutela la sicurezza dei cittadini, in zone “calde”. Domanda: ma, per funzionare, il sistema dovrebbe avere una persona che vigila sui monitor 24/7, altrimenti non è un sistema cosi efficace. Per esempio la telecamera posta nel sottopasso ferroviario è ad altezza vandali o di malintenzionati che potrebbero manometterla per compiere azioni fraudolente, non coprendo interamente la visibilità sull’intero passaggio.

E qui mi fermo, altrimenti la patata in bocca inizia a borbottare e andiamo avanti alle calende greche.

Messaggero non firmato, sabato 24 giugno 2017 ore 7:03 
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Il caso

Lo vogliamo mettere po’ di femminismo, in Comune?

Dire e scrivere «una donna Sindaco» NON è femminista (ovvio) ma non dimostra nemmeno essere inclusivi, vuol dire solo che chi lo usa è arcaico nel pensiero.

In questo documento MIUR del 2011 http://www.ricercainternazionale.miur.it/media/2962/protocollo-miur-dpo_diffusione_cult_genere.pdf a firma del Ministro Carfagna e del Ministro Gelmini si dichiara, relativamente all’influenza dei media, che “il linguaggio assume un ruolo importante nella riproduzione della disparità fra i generi tanto da alimentare gli stereotipi di genere, il pregiudizio e la discriminazione”.

Bene, ma non benissimo insomma.

Qualora iniziassero a giungere abitualmente alle nostre orecchie termini come Ministra, Poliziotta, Chirurga, Magistrata, Ingegnera, Sindaca… dato che il linguaggio, ovviamente non da solo, ha questo potere di influenzare le masse, non aiuteremmo il processo di eliminazione delle disuguaglianze di genere?

Non aumenterebbe la percezione (che corrisponde peraltro a realtà) che anche le donne possono essere professioniste di cui sopra anziché solo Infermiere, Casalinghe, Cuoche, Sarte… generando VERA inclusività?

La risposta è sì, e non ammette repliche.

Aspirante Misantropa, venerdì 23 giugno 2017 ore 10:47 
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Caro RADAR, se qualcuno dovesse risponderti che la sua opinione è «diversa», si tratterebbe di un chiaro esempio di Post-Verità. Rispondi pure per conto mio che non si possono avere opinioni in materia, ma esistono solo fatti, carta canta:

https://web.uniroma1.it/fac_smfn/sites/default/files/IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf, (notare l’anno!)

http://www.accademiadellacrusca.it/sites/www.accademiadellacrusca.it/files/page/2013/03/08/2012_linee_guida_per_luso_del_genere_nel_linguaggio_amministrativo.pdf)

 

 

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Il caso

Palazzo Spernazzati: la lettera della Soprintendenza, il restauro conservativo, la malta cementizia, le contropareti che nascondono tesori 

MELEGNANO — Il 26 maggio la Soprintendenza ha raccomandato di effettuare dei rilevamenti completamente nuovi su palazzo Spernazzati e più rispettosi delle sue origini storiche. Raccomandazione: valutare il restauro conservativo. Il parere della Soprintendenza è uno schiaffo alle affrettate negligenze che il privato proprietario ha commesso in questi anni, con il silenzio dei pubblici poteri e in particolare dell’ultima Giunta che dichiarò al quotidiano Il Cittadino: «La Soprintendenza ha dato parere favorevole all’abbattimento». Non era vero. Leggete.

Oggetto: Melegnano (MI) – Palazzo Spernazzati, via Castellini angolo via Bascapè. Piano di Recupero “Corte Castellini”. Parere specificazioni.

«Essendoci giunte segnalazioni relative all’approvazione del piano di recupero della Corte Castellini, in merito al quale il Comune ha chiesto parere alla Soprintendenza, richiamate le relative note (le nostre protocollate nn. 5964 e 5950 del 2014 e n. 1235 del 10/2/2017) e viste le Osservazioni pervenute — secondo le quali potrebbe individuarsi un nucleo centrale del complesso a corte, delimitato dalla facciata su corte parallela alla via Bascapè e dal muro di spina della corrispondente ala, forse palazzo Spernazzati citato in testi storici con possibili analogie con palazzo Brusati, — vista una documentazione fotografica relativa alla citata facciata, che illustra alcuni dettagli di archi di finestre ed aperture allo stato attuale non visibili, in quanto situate in zone coperte da uno strato di malta probabilmente cementizia, questa Soprintendenza raccomanda che siano diligentemente effettuati i saggi stratigrafici già richiesti nella citata nota del 10/2/2017 al fine di chiarire la consistenza e l’articolazione della facciata e l’opportunità di improntare l’intervento (per quanto riguarda il nucleo sopra indicato) secondo le modalità operative proprie del restauro e del risanamento conservativo.
Inoltre, vista l’ipotesi dell’esistenza di un nucleo centrale più antico, si ritiene utile che sia indagata la effettiva consistenza architettonica provvedendo a togliere eventuali contropareti che possano celare elementi di interesse.

Si specifica che i risultati dei saggi stratigrafici e delle altre opportune indagini dovranno essere esaustivamente documentati e sottoposti all’attenzione dell’Ufficio della Soprintendenza».

Lo Staff, mercoledì 21 giugno 2017 ore 6:00 
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Il caso

Com’è dura la vita sui social…

MELEGNANO ONLINE — Ignoro il post-invettiva sui nuovi obblighi vaccinali, dribblo la sfilza di picollage dei super-dimagrimenti spegnifamebruciagrassidetoxdelportafoglio, rido dell’ultimo Lercio, osservo in cielo due scie chimiche e snobbo l’ultimo profeta del Piano Kalergi
Mi soffermo un secondo di troppo e l’occhio cade sull’autore del post… un candidato alle amministrative del mio paese?!? Cioè corro il rischio di avere in consiglio comunale un emerito cretino?!?
Come diavolo si fa a credere a queste teorie del complotto assurde?
Ma soprattutto: chi ha avuto il coraggio di farlo entrare nella sua lista?

Inizio a scrivere…

«Mi perdoni, ma DAVVERO lei crede in queste stupidate? I “poteri forti” che tramano alle nostre spalle? Lo sa quanti immigrati ci sono in Italia? Da dove vengono e perché sono qui?
Lo sa che l’unico vero complotto è quello ordito contro di lei e altri imbecilli per:

  • Divertirsi alle vostre spalle (come @ErmesMaiolica o @MartinaDall’ombra, ad esempio)
  • Guadagnarci dei bei soldini (si chiama clickbait)
  • Fare politica senza avere la minima competenza se non quella di fomentare le paure del cittadino medio…

Mi dica, Lei da chi crede di essere preso per i fondelli?».

Poi conto fino a 10 e cancello tutto.

Perché a nessuno piace sentirsi dare del cretino, specie se lo è davvero, e non approvo le maniere del Burioni di turno.

Burioni

Ma condivido le sue perplessità e la voglia di combattere: nel 2013 il World Economic Forum ha inserito la disinformazione digitale (casuale o costruita ad arte) nella lista dei “rischi globali, capace di avere risvolti politici, geopolitici e, perfino, terroristici”… e io questi rischi li tocco con mano confrontandomi sui social network, dove le bufale prosperano indisturbate perfino tra i miei “amici” o chi potrebbe amministrarmi.

Sui gruppi Facebook di Melegnano e nella chat delle mamme dell’asilo si toccano apici di dabbenaggine da far sanguinare gli occhi e io alterno costernazione a pessimismo cosmico, gentili tentativi (tenendomi gli insulti per me) di anteporre i dati ai vaneggiamenti a muta rassegnazione.

Mickey

Ecco perché non sono più nei gruppi di Melegnano (seppure catarticamente e masochisticamente li frequento ancora, quelli in chiaro) e alla chat delle mamme farò entrare il papà.

E voi, sapete distinguere e selezionare le fonti sul web? Riconoscete una fake news?

Siete consapevoli che il web non ci farà MAI cambiare idea (con buona pace dei debunker, del fact checking e dei candidati alla poltrona di Sindaco di Melegnano) per colpa del confirmation bias che aumenta la polarizzazione verso le nostre echo chamber e radicalizza le nostre narrazioni?

Sapete che nell’era della postverità quest’ultima diventa irrilevante e contano solo le opinioni, e mica solo quelle più autorevoli… no! Sui social network, TUTTI hanno il sacrosanto diritto di esprimersi e TUTTI, of course, hanno ragione e pari diritti di condivisione. Come farete voi con questo post. Adesso.

Post-verità

Aspirante Misantropa, martedì 20 giugno 2017 ore 18:00
ilblogradar@gmail.com

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