MELEGNANO CITTÀ DI PRODOTTI E DI COMMERCIO

Castello Mediceo: ragazzi neri, alti come la morte, con la merda in mano pronta per i tuoi figli

PERCHÉ, PER UN NIGERIANO, 250 euro al mese sono un buono stipendio? «Questi sono tutti rifugiati» dite voi, «gente che trova vitto e alloggio pagati. A fine mese hanno raccolto 250€, dei quali 150 li mandano alla famiglia al loro paese, e sono contenti. Questi nemmeno sono di qui. Perché si sono spartiti le zone e, tutte le mattine, arrivano coi mezzi, ovviamente senza pagare i biglietti?».
Forse vi concentrate solo sui ragazzi che fanno l’elemosina ovunque nel sud est Milano; solo sui ragazzi che stendono i loro oggetti sulla strada al mercato di Melegnano; e perdete di vista il Castello Mediceo. I Giardini Medicei sono la piazza ufficiale dello spaccio d’eroina. Il via vai è giornaliero: ragazzi neri, alti come la morte, con la merda in mano pronta per i vostri figli.

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Al parco del Castello gli stipendi volano. Quei ragazzi vestono firmato. Usano uno smartphone di ultima generazione. Hanno occupato — non solo gli spacciatori ma pure gli elemosinieri — un mercato del lavoro che era inflazionato per gli italiani. Posti liberi. Sì, chiedere delle monete è un lavoro; come smerciare droga è un lavoro; il primo dà fastidio, il secondo produce morte; poi ci sono i venditori ambulanti di ortaggi, altra categoria, anche loro trafficanti, seppure di cibo. Non si capisce se siano organizzati o autonomi. Nel complesso una bella squadra, circa 30 uomini che hanno trovato opportunità di lavoro per sostenersi in Italia e aiutare le famiglie all’estero. Un giorno torneranno al loro paese, fieri dei loro sacrifici, potranno diventare «importanti». Diventeranno «uomini».

Un commento postato nel gruppo locale La Voce di Melegnano — ennesimo gruppo web di copiaincolla — se la prende con «accattoni davanti a negozi e supermercati». «È tanta la gente che si lamenta» sostiene il commentatore. Ma secondo le statistiche «aumentano in Italia gli ingressi di immigrati regolari»; la delinquenza immigrata «non ha nulla di abnorme»; la criminalità degli immigrati è diminuita rispetto alla loro presenza in Italia, perciò «non c’è diretta correlazione» tra immigrazione e crimine. Agli italiani curiosi, che domandano perché ci sono tanti ragazzi in giro a chiedere l’elemosina, per altro azione non perseguita dalla legge: vai a occupare tu, italiano, per un giorno, le loro postazioni. Vai a fare tu lo spacciatore di eroina. Chiedi l’elemosina, con tanto di finto permesso da parte del comune, per fare un esperimento sociale.
Chi punta gli occhi solo sul problema e chi va a conoscere il motivo che lo causa? Forse, iniziare a informarsi su questi fenomeni, come sul fenomeno dell’immigrazione, può farci crescere meno ignoranti, e più consapevoli della realtà in cui viviamo; che viene governata sulla nostra pelle, senza il nostro consenso, con il nostro finto permesso.

Lo Staff, ore 15:20
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I Donald Trump del mondo ottengono caviale

COME TI PIACE BERE l’aperitivo? Con arachidi e stuzzichini? Non ti piace qualcosa di più gustoso ed esclusivo, come la tartina al caviale? Niente di male. Se ti senti persona da arachidi, otterrai arachidi. Il caviale è per tutti, ma non da tutti; la vita ci fa arrivare ciò che le chiediamo, anche inconsciamente. Il tema di questo articolo è che se ti senti a posto con arachidi e stuzzichini, continua pure. Se ti senti un Trump puoi puntare a ottenere caviale dalla vita. Ma non basta sentirsi un Trump; bisogna diventarlo. A tutti gli effetti.

E per diventarlo? Forse non servono sudore e fatica. Trump in fondo non è un imprenditore del secondo dopoguerra. Non è un padre d’azienda, non ha le unghie sporche e il collo grosso. Non versa una goccia di sudore. È semplicemente scaltro e lungimirante. Crea strategie basate su corporate societies, royalties, accordi con partners e con aziende delle quali possiede una quota.

Non lavora da solo: lavora con gli altri.

È un investitore: ci mette denaro, risorse, energie.

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Per riflettere. Come presidente degli Stati Uniti d’America Trump ha dato vita a una riforma fiscale per abbassare le tasse alle aziende dal 35% al 20% e per ridurle fino al 39% ai privati. Paul Ryan, portavoce del partito repubblicano a cui Trump è iscritto, sostiene che una famiglia americana risparmierà in media almeno 1182 dollari l’anno. È un progetto venduto alla classe media come soluzione a tanti mali. In realtà il maggiore beneficio lo riceveranno i super ricchi. Grazie alla nuova legge un cittadino della classe media risparmierà, su 60mila dollari dichiarati, circa 3000 dollari di tasse. Per un super ricco il risparmio fiscale si tradurrà, da 157 milioni di dollari dichiarati, a 7 milioni. Capito?

Anche questa è differenza tra caviale e arachidi.

Lo Staff, venerdì 23 febbraio 2018 ore 6:00
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L'inchiesta cinica, MELEGNANO CITTÀ DI PRODOTTI E DI COMMERCIO

Comunicare con i clienti: non solo passaparola, ma emozioni

LA COMUNICAZIONE SOCIAL viaggia spesso a canali invertiti. Curiosa l’iniziativa di un’associazione conosciuta, che invita i clienti ad aiutare a pubblicizzare i negozianti della propria città mettendo una foto su un sito che non ha seguaci o strumenti evoluti di comunicazione: una pagina statica, senza interattività, con un dominio di secondo livello. È come se chiedessimo ai nostri clienti di farci pubblicità e passaparola, ma avessimo finito i biglietti da visita e il numero di telefono non funzionasse.
Nel commercio stiamo assistendo ad una trasformazione, e anche le associazioni di categoria faticano a stare al passo con le nuove tecnologie. Spesso non è una questione di volontà, ma di competenze e di onestà intellettuale. Mi trovo spesso ad affrontare discussioni con commercianti convinti che il passaparola possa ancora funzionare: ma è una chimera, una visione utopica del business attuale.
Va osservata la comunicazione lato consumatore, per capire come veicolare l’informazione in modo efficace. Io, commerciante, devo prima conoscere i miei clienti, e per farlo devo trovare un metodo per registrare i dati che servono a tenermi in contatto con loro: telefono, email, indirizzo. Devi inoltre conoscere e registrare i tuoi acquisti, le tue preferenze, i tuoi desideri. Per alcuni questa è una fase critica se non si hanno gli strumenti per farlo, o perlomeno se non si sanno usarli; ma oggi la tecnologia ci viene in aiuto: i social, i sistemi di fidelizzazione online, gli acquisti tramite il proprio ecommerce.
Conoscere i propri clienti crea un legame che aiuta a stimolare le emozioni. Per esempio, una newsletter o un messaggio SMS, o WhatsApp, legato ad un evento particolare come l’anniversario di matrimonio o di compleanno, con un «regalo» solo per lui e in prossimità della scadenza dell’anniversario, creerebbe quel legame emotivo che spingerebbe l’acquirente a vedere il negoziante come un «amico» che si interessa di lui. Oppure, a chi piace la pizza, proporre un nuovo gusto, con una fotografia ben fatta della pizza fumante, gustosa agli occhi, o un video della sua preparazione, sarebbe un invito a ricordare i profumi, il gusto. Emozioni come vista, gusto, olfatto, amicizia, se stimolate con strumenti adatti e al momento giusto, sono alla base della fidelizzazione della propria clientela.
Per ottenere l’effetto emozionale è necessario acquisire materiale media — come foto, video, testi di alta qualità e spinto verso il coinvolgimento. Molti non sanno da dove iniziare. In aiuto ci sono società di marketing strategico che studiano il tuo mercato, la tua clientela, mettendo a disposizione strumenti adatti alle esigenze; come fotografi, videomaker, copywriter, web marketer che possono aiutare le aziende e anche i piccoli commercianti a comunicare con i propri clienti in modo emozionale.
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Massimiliano Basile, mercoledì 27 dicembre 2017 ore 6:00
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Il Black Friday e l’oscuro complotto contro l’e-commerce

QUANDO SI PARLA DI SALDI di solito siamo a fine stagione. Ma quando la stagione è appena iniziata? Le vendite di fine stagione riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non sono venduti entro un certo periodo di tempo. Poi a novembre compare il Black Friday scatenando il delirio degli sconti.

Un originario di qui vi chiede se il suo acquisto del Black Friday è vistoso o no [foto di Jimmy Nelson, Nenet Yakim Brigade 2 Yamal Peninsula Ural Mountains Russia]

Il Black Friday è una festa importata che, un po’ come avvenuto per Halloween, si è sempre più radicalizzata anche in Italia. Con la modifica di legge proposta dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mauro Parolini, ed approvata il 15 marzo dal consiglio regionale della Lombardia, i commercianti lombardi del settore moda hanno colto quest’opportunità.

Ora c’è più trasparenza. La norma precedente vietava le vendite promozionali dal 25 novembre e, per il Black Friday, metteva i dettaglianti di moda in difficoltà rispetto a catene e grandi gruppi come Amazon, Ebay che, con un rischio basso di sanzioni non efficaci come deterrente, tappezzavano siti e vetrine di sconti.

A parte qualche negozio che offre il 50% di sconto su alcuni articoli, in generale il mercato non si spinge oltre il 30%. Il vero affare si presenta online come speciale opportunità: sono centinaia di offerte al 70% di sconto.

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Pure la signora è fiera del suo Black Friday [foto di Jimmy Nelson, tribù Himba, Numidia, Yellowtrace]

La questione qual è? Adeguarsi ad un mercato in cambiamento a causa del commercio online? Arginare il fenomeno Amazon che sta colpendo violentemente i commercianti?

Vediamo alcuni dati.

  1. E-commerce in Italia: 18,8 milioni di italiani comprano online, il 61% della popolazione internet (30,8 milioni). E comprano tanto: 19,3 miliardi di acquisti all’anno.
  2. App-commerce, una certezza. Gli acquisti da smartphone e tablet fruttano da soli 5,4 miliardi di euro e coprono il 24% degli acquisti.
  3. Il mercato e-commerce è fatto per il 55% da servizi, 45% da prodotti. Si comprano soprattutto assicurazioni, biglietti per eventi, viaggi e trasporti, ricariche telefoniche, oggetti d’arredo e prodotti food.
  4. Cresce il fenomeno dell’info-commerce, con il 72% delle persone che compra un prodotto in negozio dopo aver raccolto informazioni sul web, insieme a quello opposto dello showrooming: dei 19 milioni di italiani che usano lo smartphone, il 45% cerca informazioni online mentre è in negozio.
  5. Novità dell’anno l’e-commerce alimentare che cresce del 77% sull’anno precedente. Fatti dell’anno, le acquisizioni fatte da JustEat, che arriva a 3.500 ristoranti affiliati, e il lancio di Amazon Prime Now su Milano e hinterland.
  6. Vestiti, libri, viaggi. Cosa compriamo online? Il mercato è dominato da soliti noti come Abbigliamento (+25%), Informatica ed Elettronica di consumo (+22%) e Turismo (+11%) più, a sorpresa, l’Editoria (+16%).
  7. Le aziende investono in adv online (29%) e attività di SEO (19%), un po’ meno in social media ed email marketing, 14% e 11%. Il 56% delle aziende investirà sui social, ma per molti di loro è ancora un processo difficile. Manca la strategia.
  8. 44% delle aziende online vende sui marketplace, soprattutto eBay, Amazon, Etsy.
  9. 81% degli italiani paga online con PayPal, carta di credito o prepagata. 
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    Black Friday pure per fumare [foto di Jimmy Nelson]

Sempre più italiani comprano online, il mobile domina, le aziende sono in ritardo, bisogna fare di più. Ma non è una storia fantasiosa: è la realtà dei dati.

Massimiliano Basile, lunedì 28 novembre 2017 ore 6:30
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Cronaca, MELEGNANO CITTÀ DI PRODOTTI E DI COMMERCIO

Meno 4000 euro dal comune, ZTL tutto dicembre: per i negozianti «i segnali sono pessimi»

MELEGNANO — «Guardate che, per un negoziante, le luci significano molto. La luce è un segno. Significa: io ci sono. La mia attività c’è. Illumino la via».

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Ma la luce è bassa a Melegnano. Si contano meno luminarie. Due «pessimi segnali» stupiscono i negozianti: prima, la drastica riduzione dei contributi comunali per le luci decorative natalizie — che quest’anno costano 110-115 euro l’una; l’anno scorso costavano 60 euro — e, seconda, la mozione presentata al consiglio comunale per prolungare la zona a traffico limitato fino alle ore 20, tutte le domeniche di dicembre. Non tutti dichiarano di avere contribuito per l’acquisto delle stelle luminose.

«Molti negozianti non sono contenti di questa cosa. Il mese in cui si lavora di più è il mese di dicembre: per un negozio, se la gente in questo periodo ha la possibilità di girare con la macchina e trovare parcheggio, significa che il mese potrà andare bene».

Giugno ha cambiato le cose in municipio. Il nuovo governo locale di Rodolfo Bertoli — uomo di idee democrat — ha contribuito alle luminarie con 4000 euro in meno rispetto ai tempi di Vito Bellomo, berlusconiano ex socialista. «Non tutti ci sentiamo aiutati» avvertono i negozianti.

Marco Maccari, martedì 14 novembre 2017 ore 11:14
mamacra@gmail.com

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MELEGNANO CITTÀ DI PRODOTTI E DI COMMERCIO

L’indipendenza di Melegnano (e la fuga di tutte le banche)

Che succede? Perché 1497 aziende hanno abbandonato la sede in Catalogna? L’ondata separatista colpisce inevitabilmente pure l’Italia: il referendum in Lombardia e Veneto fa disputare di autonomia tutte le altre regioni italiane. Il sogno utopico — o distopico? — di una federazione italica sarà realtà?

Leader del referendum autonomista italiano è Roberto Maroni, numero 1 di regione Lombardia, anima socialista del movimento LegaNord il cui federalismo è sempre stato bandiera e motto di secessione. Ma queste iniziative di frammentazione, a che cosa porteranno? A una forma di stato nazionale meno unitario? A una Cosa fatta, ma in modo nostrano, come gli Stati Uniti d’America? Sarà interessante osservare l’evoluzione di questo cambiamento.

Tutti insieme sugli alberi, dopo l’indipendenza (foto: J. Nelson, «Before They Pass Away»)

Il potere… difficile mollarlo. Invece 1497 imprese mollano la Catalogna. Come la catena di negozi di benessere Naturhouse, che aveva sede a Barcellona. Con lei, Oryzon ed Eurona.
Sul territorio c’erano banche e istituti di credito come Banco Sabadell e Caixa Bank. Hanno perso il 3% e il 5% in Borsa al primo soffio d’indipendenza. Hanno deciso di trasferirsi nelle isole, a Valencia o in area meno problematica.
I tribunali spagnoli hanno emesso 7 ordinanze d’arresto e un mandato di cattura su Puidgemont. Ma il sì del 90% dei partecipanti al referendum catalano resta un sì. Schiacciante: votare di separarsi dalla Spagna è stato uguale a dichiarare l’uscita dal tetto del mercato europeo.

Lo scenario catalano è «un’emorragia di business», definisce la stampa britannica. E Londra si è messa per prima su questa giostra, con il referendum Brexit. Ma Londra non morirà mai. Invece il futuro di Barcellona — florido capoluogo catalano — come centro di attrazione turistica è messo in discussione. E il Barça? Glorioso club calcistico? Che farà?

Insomma. Meno denaro in cassa, meno aziende e meno posti di lavoro, meno circolazione di clienti sul territorio. Se, al posto di Barcellona, immaginassimo Melegnano, quale sarebbe la sorte delle attività produttive?

Marco Maccari, Massimiliano Basile, giovedì 2 novembre 2017 ore 12:28
mamacra@gmail.com
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MELEGNANO CITTÀ DI PRODOTTI E DI COMMERCIO

Fare shopping, comunicare, fare comunità: a Melegnano puoi. Con MelegnanoCom

MelegnanoCom. Com, come commercio. Com, come comunicazione. Com come community, reale e virtuale.
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Per questo nasce MelegnanoCom.it, un portale che favorisce lo shopping online e offline di Melegnano.

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A Melegnano puoi servirti nella bottega che lavora con passione da 100 anni, oppure entrare nel negozio effervescente di un commerciante innovativo.

A Melegnano puoi ordinare il prodotto introvabile o, se preferisci, comprare la focaccia fresca fatta come si fa in casa.
A Melegnano puoi trovare la birra a km zero nel posticino accogliente oppure scegliere il locale dove servono bene il tuo cocktail favorito, che darà il via alla tua serata.

Se sei cliente, tieni d’occhio il portale perché a novembre si parte. Se sei commerciante, piccolo imprenditore, professionistaiscriviti gratuitamente al portale di MelegnanoCom. In questa fase di start-up l’iscrizione è gratis e si fa CLICCANDO QUI, non comporta nessun impegno di spesa da parte tua.
Se desideri ricevere un consulenza gratuita per la tua attività, scrivi all’indirizzo email: info@communicatemotion.net.

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Lo Staff, mercoledì 18 ottobre 2017 ore 6:30

 

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