Poteri e popoli

Il sogno di Lidia 

MILANO — Un’utopia per sognare, una rivoluzione per avere un mondo migliore. Il nuovo romanzo di Gino Marchitelli, Milano tra Utopia e Rivoluzione, schiude la visione di come furono i primi anni Settanta milanesi, senza censure, con tutto il sentimento che la memoria e uno stile semplice e originale riescono a suscitare.

La protagonista del romanzo è Lidia, appena maggiorenne, conosciuta in Il Barbiere Zoppo, il libro di Marchitelli che fa da antecedente a Utopia e Rivoluzione. La giovanissima Lidia, figlia di una coppia antifascista morta nei lager, sta crescendo; l’amore, la musica beat, il senso di libertà e di giustizia la immergono nello spirito dei suoi tempi. Nella trama, il primo treno per Milano la scaraventa in una capitale moderna e spietata; incontra lo zio ex fascista Cenzino, il collettivista Salvatore, il giovane dirigente del PCI Francesco, uomini tormentati dalle loro convinzioni, personalmente torturati dal gioco politico in corso, che tortureranno a loro volta il cuore di Lidia; gli incontri con Irene — la madrina milanese di Lidia — con Elena — attivista e lesbica — e con Maria Eugenia — sua madre adottiva — segnano invece i momenti più alti ed espressivi della formazione della protagonista. Ideali, sentimenti e turbamenti di queste donne riflettono il sogno e il sentimento pubblico di una generazione italiana, che prese i valori della democrazia e della legalità direttamente dalle mani dei morti in guerra per consegnarli oggi alle mani dei giovani del nuovo millennio.

Marchitelli è conosciuto nel territorio nazionale come autore noir, come militante politico dai tempi delle inchieste sull’ENI. È candidato alla Camera e in Lombardia il 4 marzo per il movimento Potere al Popolo. Nel romanzo Utopia e Rivoluzione convergono la persona dello scrittore e la persona del militante; il romanzo è quindi un biglietto di viaggio completo, un piccolo affresco storicamente documentatoun commento sociale rivolto sia contro i postumi del ventennio fascista, sia contro le guerre intestine che scardinarono la compagine comunista negli anni Settanta, che tanto alludono alle stesse spaccature della sinistra di oggi, presa tra tensione verso la maggioranza e realizzazione del nuovo.

Milano tra Utopia e Rivoluzione
Gino Marchitelli
410 pagine
Red Duck Edizioni
www.scrittorefelice.it

Marco Maccari, domenica 11 febbraio 2018 ore 8:42
mamacra@gmail.com

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Cronaca, Poteri e popoli

Marchitelli, Potere al Popolo: «Lo sanno tutti, il vero capo è Vito»

SAN GIULIANO MILANESE — L’attivista Gino Marchitelli coglie il senso della polemica di RADAR, diretta contro i formalismi dell’amministrazione comunale in fatto di sicurezza. «L’attuale amministrazione blaterava di scarsa sicurezza e di incapacità amministrativa di chi c’era prima» critica Marchitelli, «ora è nel pantano della propria incapacità sul tema della sicurezza e dell’amministrare. Tutto vero. A fare i bla bla pre-elettorali sono stati bravi, a mettere le mani nel fango poi ci si sporca. Il sindaco Segala è un bravo ragazzo circondato da incapaci inconsistenti e lo vedremo nel tempo. I conti alla fine tornano e se gli alleati sono uomini preistorici di scarsa veduta te ne accorgi. Nemmeno a fare i bandi son buoni».

Marchitelli sostiene Sinistra per la Lombardia, espressione locale del nuovo movimento sociale e politico Potere al Popolo. «Il comune si regge e non va in crisi» chiarisce «solo perché la presidente Gina Greco, ex sindaca PDS, ha sbagliato sostenendo la destra, ed ecco il risultato. Chissà che abboccando a Mdp – così gettonati – non cambi qualcosa. Quando si vuole amministrare una città bisogna esserne capaci, e non blaterare; poi lo sanno tutti che il vero capo di San Giuliano è Vito…».

Riferimento a Vito Nicolai, assessore ai servizi sociali. A differenza dei colleghi, il nome dell’assessore non risulta iscritto a un social network.

Marco Maccari, giovedì 18 gennaio 2018 ore 9:00
mamacra@gmail.com

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