Satira

Il bisnes dell’ex sindaco

Vito Bellomo non fa più il sindaco, ha smesso di monetizzare sulle nostre buche.

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No, Vito Bellomo non ha perso, Vito Bellomo si è perso.

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Il nuovo business di Bellomo. Gli piace stupire.

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Bellomo ex sindaco tenta la rimonta: riparare con le cacche dei cani le buche di Melegnano.

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I cantieri stanno aperti apposta per Vito Bellomo.

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La maggiore invidia dell’ex sindaco Bellomo è pensare che Massimiliano Pala adesso va a cercare un certo Ambrogio Corti e non lui.

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È nelle sere come questa che Bellomo rivanga certi messaggi inviperiti. «Che ricordi, quando mi twittavi contro. Ma era solo il mio corpo elettorale che volevi. Eri solo chiacchiere e tesserino da pubblicista».

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Rimborsi chilometrici! Questo di tanta speme oggi mi resta.

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Pentirsi amaramente di un selfie con Matteo Renzi.

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#sindacodimagenta

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Satira

Elezioni regionali 2018: le pagelle caine

OGGI PARLIAMO dei Fantastici Quattro, come li abbiamo definiti qualche settimana fa. Si tratta dei quattro politici melegnanesi che hanno tentato la sorte alle elezioni regionali del 4 marzo, in cerca di un posto di prestigio — se non di potere galattico — nel consiglio regionale della Lombardia.

UMANI, TROPPO UMANI, UMANISSIMI

Come oggi sappiamo nessuno di loro c’è riuscito, confermando, com’era prevedibile, la portata “locale” dell’eroica attività dei nostri quattro Super Eroi. Gli Eroici Quattro localmente se la cantano, se la recitano, se la suonano con più strumenti e a più voci, battono le mani, saltano sulle mani e battono i piedi, invadono Facebook come i migranti, assumono ogni immaginabile forma: sparano fuoco dagli occhi, fanno la pipì multicolore, moltiplicando i pani e ci spalmano sopra i pesci dividendo il Lambro in due ma, inevitabilmente, all’indomani delle elezioni si perdono nelle retrovie, a confronto con realtà più attrezzate, consolidate, smaliziate, smisurate, infine un’ultima parola che finisce in -ate. Il bagno d’umiltà è scrosciante e cade come il sudore del dio Giove quando a letto gli va male; lo shampoo della dura realtà dei fatti è spietato, sbalordisce e succubisce, scudisce ed emoglobisce e porta via anche un po’ di capelli; e mette tutti di fronte ai propri limiti umani, troppo umani, anzi umanissimi. Come quelli di tutti noi.

Partiamo dalla sfida a sinistra. La notizia rilevante è che a Melegnano la sinistra esiste ancora e due supereroi nostrani hanno voluto combattere proprio per contendersi il posto di rappresentante locale della tradizione di sinistra.

PIETRO MEZZI

VOTI TOTALI 708
VOTI A MELEGNANO 189
Niente, eh. La pensione gli fa proprio schifo. Ha fatto il suo tempo e lo sanno tutti, probabilmente una volta o due glielo avrete fatto notare anche voi modestamente a bassissima voce, ma lui, ahah! ride dei mortali limiti umani. E non si ferma. Non si ferma e anzi stavolta ha scelto proprio — è il supereroe veterano dei quattro e deve dare un esempio supereroico — la strada più difficile. Quella di LIBERI E UGUALI. Notoriamente il partito più amato dalla sinistra. In una corsa solitaria sia contro Fontana sia contro Gori.
Uomo dell’impossibile, stavolta ha scelto la lista sbagliata ed è finito in una buca senza fondo come una pallina da golf. Uomo coi baffi, si è accorto che chi taglia il pelo perde il vizio: risultato, nessun eletto in regione per la lista LIBERI E UGUALI e nessuna possibilità per Super Pietro ex Sindaco di Melegnano, che si è classificato quarto, con 708 voti (contro i 1.723 del primo), dei quali solo 189 conquistati sul terreno di Melegnano. In cerca dell’ennesima giovinezza.
Coraggiosissimo
VOTO: 3,5

LUCIA ROSSI

VOTI TOTALI 200
VOTI A MELEGNANO 139 
Ma se Dio ha inventato i partiti, un motivo ci sarà, no? Per esempio, i partiti hanno una struttura, una rete, sono organizzati. — Poi qualcuno scappa coi soldi, però, dai; mica sono questi i problemi degli italiani. — Ma, se vali, il partito — questa straordinaria invenzione di Dio — ti nota e ti fa fare qualcosa di più; invece il tempo passa, i partiti continuano a suscitarle orribile orrore e lei è costretta ogni volta a fare sempre tutto dal punto di partenza.
Per favore presentatele Dio. Auto-condannata alla ricerca continua di visibilità, online e offline, neanche fosse Lucifero, alla fine la sua candidatura le poteva servire per contendere localmente la posizione a sinistra al suo ex socio Super Mezzi, con il quale ha voluto salvare il mondo un paio di stagioni fa. Ha scelto di candidarsi nella lista LOMBARDIA PROGRESSISTA sotto lo slogan il voto di sinistra per battere la destra, a supporto di Gori. Una candidatura “contro”, niente di nuovo (e neanche di buono, visto l’esito). Risultato: anche qui nessun eletto in regione e Super Lucia nella sua lista arriva nona con soli 200 voti, dei quali ben 139 ottenuti a Melegnano. Con un collegio di 3.000.000 di abitanti e più di 130 comuni, Milano compreso, è chiaro che fuori da Melegnano non la conosce praticamente nessuno.
Una senzadio
VOTO: 4

Passiamo al campo avverso, la destra, quella che oggi è la maggioranza in Regione.

VITO BELLOMO

VOTI TOTALI 860
VOTI A MELEGNANO 449
Voleva andare a Roma e lo diceva da tempo a tutti i suoi interlocutori. Ma, per lui, nelle liste di FORZA ITALIA alla Camera e al Senato non c’era posto. Cadendo così sul suo coccige ampiamente consacrato al berlusconismo, si è gettato precipitosamente e con un ritardo incolmabile, imperdonabile e a dir poco comunista, sull’unica candidatura rimasta, le regionali, andando a scontrare il suo muso vagamente milanesoide con politici preparati, conosciuti, organizzati con migliaia di voti e partiti molto tempo prima di lui.
Per le elezioni con le preferenze bisogna essere conosciuti, oppure, essere veramente forti localmente, come ha dimostrato il Sindaco di Paderno Dugnano, Marco Alparone, altro ex mantovaniano, che nel suo comune ha preso la bellezza di 2.984 preferenze. Una volta Bellomo contava sull’appoggio di Mario Mantovani, ma questa volta Mantovani non c’era più, e non c’erano più neanche i suoi voti: l’ex Sindaco si è fermato al nono posto, sotto quota 1.000, lontano dai big della sua lista con 860 voti, gran parte dei quali (449) recuperati nel “suo” Comune. A Milano, e negli oltre 130 comuni della provincia, Super Vito non ne ha trovati molti altri.
Sprovveduto
VOTO: 3,5

FABIO RAIMONDO

VOTI TOTALI 1.125
VOTI A MELEGNANO 117
Buono per qualsiasi Comune. Non importa dove, una candidatura non la rifiuta mai, anzi: la cerca. Candidato a tutto e a qualsiasi cosa, persino al posto di commesso che tua sorella ha messo in vetrina ieri, politico “di ventura” per professione, il super-rappresentante di FRATELLI D’ITALIA ha prestato la sua opera politica e amministrativa in più di un comune dell’area metropolitana, sapendo che la cosa (mah, chissà, tutto sommato, in fin dei conti, in fin della fiera, ma infatti sì, ma in fondo dai, mai stare senza, mai dire mai, tanto va la gatta, yes we can, tanto ci provo, macchemmefregammé, hasta la victoria, frate ce l’hai una paglia) lo avrebbe potuto aiutare.
Dovendo lavorare ovunque si è fatto crescere due braccia e due gambe in più; ma adesso ha scoperto che fa “terrore” ai bambini. Il 4 marzo ha preso voti su ampio raggio, dimostrando una presenza, una conoscenza dei numeri sul suolo metropolitano e un fervore propagandistico a dir poco “islamico”; piazzandosi a ridosso dei primi del suo partito, unico dei quattro super eroi “melegnanesi” a superare quota 1.000 e “rastrellando” 1.125 voti, compresi i soli 117 ottenuti a Melegnano. Ma Super Fabio in campo non ci va. Eterno secondo nella sfida con FRANCO LUCENTE, altro super eroe locale e Sindaco di Tribiano, da sempre suo concorrente all’interno del partito, che, con 2.483 voti, lo ha staccato in modo evidente.
Fedele al suo partito, indifferentemente rispetto al luogo, al dove, al territorio. Boia chi molla.
Politico di ventura
VOTO: 3

PS cattivissimo: comunque niente paura, ragazzi, l’anno venturo ci saranno le elezioni europee! Potete sempre candidarvi un’altra volta. Collegi elettorali grandissimi, milioni di elettori, magari qualche voto in più lo prendete! Però credendoci.

NoiSiamoCaino, lunedì 12 marzo 2018 ore 11:24

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Fake News!, Satira

Melegnano (MI), fondo sovrano del Brunei acquista un’area agricola: «Sarà la moschea più grande d’Europa»

Aggiornamento. La notizia è un fake. Ha avuto lo scopo di caricare l’orologeria di una bomba satirica e di lanciarla nei gruppi locali aperti sulla piattaforma Facebook. Nessuna moschea gigantesca è prevista nel Sud Est Milano, nessun sultanato del Brunei è minimamente interessato alla cittadina sul Lambro. Il post è opera del collettivo satirico #NoiSiamoCaino che ha voluto celare la propria firma in calce all’articolo (ore 21:33).

SUD EST MILANO — Sorgerà alle porte di Milano la prima moschea d’Europa. L’area selezionata si stende lungo l’Autostrada del Sole, è un terreno su cui le amministrazioni locali del decennio hanno ipotizzato molteplici interventi. Un centro commerciale e un impianto di produzione industriale sono solo le ultime ipotesi carezzate. Ma è annuncio formale — e notizia dell’ultim’ora (vedi foto ANSA) — che il fondo sovrano del Brunei ha acquistato l’intero terreno, per donare ai musulmani la più grande moschea d’Europa.

Entrando nel sito dell’agenzia si vengono a conoscere in dettaglio i punti forti del progetto e i relativi rendering.

Oltre alla moschea si legge che verrà costruita anche una madrassa per lo studio e l’approfondimento del Corano. Già pronti i progetti della costruzione.

I numeri dell’operazione:
– la moschea potrà accogliere fino a 15mila fedeli durante la Preghiera del Venerdì;
– la Madrassa o Scuola Coranica, seconda solo a quella della Mecca, potrà ospitare oltre 5000 studenti provenienti da tutto il mondo;

– vista la grandezza del progetto la moschea diverrà luogo di pellegrinaggio per i fedeli stanziati nel continente. Si stimano 150mila visitatori l’anno. Per questo motivo è in progetto anche la costruzione di strutture di ospitalità, compresi 3 hotel a 5 stelle extra lusso;
– è prevista, in un secondo momento, la realizzazione di un eliporto privato per permettere al Sultano del Brunei di raggiungere la Moschea.

Mohamad Nahanqayin, mercoledì 10 gennaio 2018 ore 11:14
ilblogradar@gmail.com

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Satira

Anno 2051: Contrada Lunga o Contrada Alta?

VIE CASTELLINI/BASCAPÈ — Là dove sorgeva un malconcio e inutile palazzo, un rottame risalente all’epoca medioevale, oggi sorge il grattacelo più alto del mondo.

PIACE? E questa è solo LA PUNTA del nuovo grattacielo.

Un fiore all’occhiello per Melegnano. La mitologica Spernazzati Tower. Il manufatto in numeri:
— 1231 metri di altezza
— 308 piani
— 256 appartamenti
— 12 ascensori a reazione
— i primi 10 piani adibiti a uffici e terziario
— gli ultimi 20 piani adibiti a hotel extra lusso composto da 40 luxury suites
— 20 piani sotterranei adibiti a box auto.

Futurismo spericolato a Melegnano. Grazie, cara amministrazione comunale!

Cifre da Guinness dei Primati per questo progetto urbanistico unico, esclusivo, innovativo, desiderato e sospinto con forza da tutte le amministrazioni; ma fortemente contrastato dalla proprietà del fabbricato, che voleva intervenire con recuperi conservativi nel rispetto del passato storico del borgo sul Lambro.

Con gli ascensori a compressione sei in vetta in frazioni di secondo.

Ma volete mettere, cittadini di tutta la metropoli milanese? Meglio vantarsi di un palazzetto medioevale o tirarsela per il grattacielo più alto del mondo?

E voi ce l’avete la Spernazzati Tower?

#NoiSiamoCaino, mercoledì 13 dicembre 2017 ore 6:30

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Satira

La zona a traffico limitato per i pedoni di Melegnano

MELEGNANO – È passato un secolo e le cose sono decisamente cambiate in meglio. Melegnano sembrava una città destinata al declino, all’oblio commerciale; invece le capacità imprenditoriali dei commercianti l’hanno trasformata nel luogo più bello del pianeta dove fare acquisti.

Lo sforzo comune dell’amministrazione comunale, delle associazioni di categoria e dei singoli commercianti ha portato ad un successo che ha dell’incredibile.

Il segreto di questo successo lo possiamo spiegare in due mosse.

La prima mossa è stata sicuramente non banale, ma di grande effetto: è stata introdotta la prima ZTpL (zona traffico pedonale limitato) una idea che ha di fatto impedito ai pedoni di passeggiare per le vie della città a piedi obbligandoli all’uso della propria automobile.

La seconda mossa è stata la vera idea vincente, l’uovo di Colombo che tutto il mondo ora guarda con invidia; e cioè quella secondo cui ogni negozio al suo interno dovesse avere dei parcheggi per le automobili dei clienti.

Oggi i clienti arrivano da tutto il pianeta per fare i loro acquisti a Melegnano a bordo delle loro vetture, che parcheggiano comodamente all’interno dei negozi; questo metodo, che possiamo comodamente chiamare #ParkingOnAndBuy, è diventato di riferimento in tutto il globo.

E Amazon sta cercando di utilizzarlo visto il calo vertiginoso dei fatturati, per evitare il rischio di bancarotta.

#NoiSiamoCaino, martedì 21 novembre 2117 ore 12:55 

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Satira

La Notte senza Sindaca

E Raimondo disse: «Nicotera, alzati e commenta!».

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La notte bianca si farà.
Un’altra?, ha commentato Caputo. È 10 giorni che non dormo.

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Profughi a Melegnano? Per ora no; almeno finché non ci sarà un ostello per ospitarli.

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Rodolfo Bertoli, lo sconosciuto del PD, forma la Giunta. Non trovando gli assessori, andrà a pescarli ai crocevia nominando i profughi, i migranti, gli accattoni, le lucciole, i ritardati.

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Indignazione nel centrodestra: come abbiamo potuto perdere contro uno sconosciuto?
La domanda è come abbiate potuto vincere, conoscendovi?

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Melegnano social. Scoperta una nuova tecnica di posting: sfiorare ripetutamente l’argomento con blandizie, incollare con la lingua testi trovati su Google, autenticarli come fossero orchidee del pensiero. È del candidato Fabrizio Villanacci. Si chiama: villanage. 

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Vincenzo Rallo, un uomo che si candida per 10 voti ma non capisce se «l’opposizione persegue i propri interessi oppure no».

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Villanacci s’indigna per la faccia strappata dai cartelloni elettorali di Caputo; da galantuomo, non voleva che la dama si mostrasse senza trucco.

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Marco Rossi, un consigliere comunale che si occuperà soltanto di striscioni.

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Raimondo: ecco un altro che continua a perdere elezioni. Ma si considera «un genio».

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Finalmente libera, dichiara Caputo. E Melegnano pure, direi.

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#melegnano2017 

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Satira

La Sindaca della Notte

Caputo ripescata dopo la sconfitta. Sarà la candidata Sindaca della Notte.

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Ballottaggio. Nella mattina di tutte le vittorie, il senato di Melegnano acclama Bertoli offrendogli i titoli di Divo Augusto, Zar di tutte le Russie, Santità e Condottiero del Sacro Romano Impero. Dovrà scegliere quale.

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Il centrodestra nega lo scandalo Donnarumma e impone di chiamarlo Donnorummo.

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Per non irritare la lobby dei parrucchieri, in segno distensivo Bertoli farà innalzare il tempio della dea Caputo.

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Rodolfo il magnifico si insedia in comune con un balletto che fa: «Met-ti-una-ma-no-sul-men-to».

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Centrodestra battuto dopo l’ennesimo aperitivo domenica mattina.
Questa campagna sarà ricordata come la più alcoolica di sempre.

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Melegnano. Centrodestra rettifica lo sbaglio: avevamo scritto sindaco donna, volevamo dire: sindaco nonna.

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Marco Rossi in difesa di Caputo contro «battute sessiste».
Non gli va giù che siano gli altri a dire ciò che pensa.

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Marco Rossi post-ballottaggio: «Il sole non sorge più a Est». È proprio uno svasticone.

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Anche RADAR ha votato con 4 svastiche sul simbolo della Caputo.

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La candidata Elena Santa Maria, una donna al servizio delle donne.
Ecco chi pulirà i cocci della Caputo.

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Militanti inferociti per una battuta satirica sulle pulizie. Ma è il centrodestra a pensarla così sulle donne. E io non sono il centrodestra.

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Che volete? «Museo della Patata» non l’ho inventato io.
«Balena spiaggiata» nemmeno.

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L’ha inventati il popolo!

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#melegnano2017  

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