Il caso

Com’è dura la vita sui social…

MELEGNANO ONLINE — Ignoro il post-invettiva sui nuovi obblighi vaccinali, dribblo la sfilza di picollage dei super-dimagrimenti spegnifamebruciagrassidetoxdelportafoglio, rido dell’ultimo Lercio, osservo in cielo due scie chimiche e snobbo l’ultimo profeta del Piano Kalergi
Mi soffermo un secondo di troppo e l’occhio cade sull’autore del post… un candidato alle amministrative del mio paese?!? Cioè corro il rischio di avere in consiglio comunale un emerito cretino?!?
Come diavolo si fa a credere a queste teorie del complotto assurde?
Ma soprattutto: chi ha avuto il coraggio di farlo entrare nella sua lista?

Inizio a scrivere…

«Mi perdoni, ma DAVVERO lei crede in queste stupidate? I “poteri forti” che tramano alle nostre spalle? Lo sa quanti immigrati ci sono in Italia? Da dove vengono e perché sono qui?
Lo sa che l’unico vero complotto è quello ordito contro di lei e altri imbecilli per:

  • Divertirsi alle vostre spalle (come @ErmesMaiolica o @MartinaDall’ombra, ad esempio)
  • Guadagnarci dei bei soldini (si chiama clickbait)
  • Fare politica senza avere la minima competenza se non quella di fomentare le paure del cittadino medio…

Mi dica, Lei da chi crede di essere preso per i fondelli?».

Poi conto fino a 10 e cancello tutto.

Perché a nessuno piace sentirsi dare del cretino, specie se lo è davvero, e non approvo le maniere del Burioni di turno.

Burioni

Ma condivido le sue perplessità e la voglia di combattere: nel 2013 il World Economic Forum ha inserito la disinformazione digitale (casuale o costruita ad arte) nella lista dei “rischi globali, capace di avere risvolti politici, geopolitici e, perfino, terroristici”… e io questi rischi li tocco con mano confrontandomi sui social network, dove le bufale prosperano indisturbate perfino tra i miei “amici” o chi potrebbe amministrarmi.

Sui gruppi Facebook di Melegnano e nella chat delle mamme dell’asilo si toccano apici di dabbenaggine da far sanguinare gli occhi e io alterno costernazione a pessimismo cosmico, gentili tentativi (tenendomi gli insulti per me) di anteporre i dati ai vaneggiamenti a muta rassegnazione.

Mickey

Ecco perché non sono più nei gruppi di Melegnano (seppure catarticamente e masochisticamente li frequento ancora, quelli in chiaro) e alla chat delle mamme farò entrare il papà.

E voi, sapete distinguere e selezionare le fonti sul web? Riconoscete una fake news?

Siete consapevoli che il web non ci farà MAI cambiare idea (con buona pace dei debunker, del fact checking e dei candidati alla poltrona di Sindaco di Melegnano) per colpa del confirmation bias che aumenta la polarizzazione verso le nostre echo chamber e radicalizza le nostre narrazioni?

Sapete che nell’era della postverità quest’ultima diventa irrilevante e contano solo le opinioni, e mica solo quelle più autorevoli… no! Sui social network, TUTTI hanno il sacrosanto diritto di esprimersi e TUTTI, of course, hanno ragione e pari diritti di condivisione. Come farete voi con questo post. Adesso.

Post-verità

Aspirante Misantropa, martedì 20 giugno 2017 ore 18:00
ilblogradar@gmail.com

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Il caso

Sondaggio: sei pro o contro l’intesa PD–Lucia Rossi al ballottaggio?

MELEGNANO — 1747 elettori fanno un gran bel suono alle urne. Sono gli elettori di Lucia Rossi, candidata al primo turno dell’11 giugno. Esiste, nell’elettorato melegnanese, l’intenzione di punire al ballottaggio i candidati Caputo–Bellomo a causa dei «10 anni di cattivo governo» che hanno mostrato loro dal 2007 a oggi. L’intenzione è trasversale e sta invocando gli elettori della Rossi; infatti il duo Caputo–Bellomo non può contare su altrettante forze, ma solo sul voto di alcuni degli 800 elettori leghisti rappresentati dal candidato di Lega Nord, Giuseppe Di Bono.

Perciò, una parte di elettorato spera in una forma di colloquio tra Rossi e Rodolfo Bertoli, candidato del Partito Democratico. Colloquio che permetta agli elettori della Rossi di riversare il loro voto all’urna e determinare il suono di una schiacciante vittoria.

La contesa infuria e l’arena è più rumorosa che mai. Fa’ sentire la tua voce e rispondi al sondaggio:

Lo Staff, lunedì 19 giugno 2017 ore 12:00
radarilblog@gmail.com

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Satira

Comunali 2017: l’interesse per il coso pubblico

Melegnano, giugno 2017. A causo dei suoi forti idei politici, il centrodestro candida una sindaco. Prevale l’interesse per il Coso Pubblico.

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Visto il gran caldo, la Caputo verrà tolta dal sarcofago soli pochi minuti prima dell’inizio del ballottaggio.

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Preoccupazione nel centrodestra: il trucco usato da Caputo non regge il caldo. Per il confronto si dovrà rinunciare. Per il ballottaggio sarà riposta sottovuoto.

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Il centrodestra pressa per avere la prima donna sindaco.
D’altronde, le pulizie in comune vanno fatte.

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A Melegnano sfuma il secondo confronto pubblico. Bellomo in prima fila rompeva troppo le palle.

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Niente confronto Bertoli–Caputo. A meno che il direttore del Cittadino la smetta di rubare le battute alla Caputo.

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Melegnano, confronto finale in fumo; insopportabile che Ferruccio Pallavera ostenti la stessa età, gli stessi capelli della Caputo.

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Melegnano: niente confronto in pubblico a teatro. La campagna elettorale va fatta nell’ombra.

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Melegnano. Con le nuove telecamere installate vi sarà maggior controllo. Ma solo fuori dal comune.

Marco Rossi di Fratelli d’Italia paventa un’invasione di profughi a Melegnano. No; la mamma non ti dà all’uomo nero; è una filastrocca.

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Marco Rossi, un ragazzo che in questa campagna elettorale ha avuto ruoli fondamentali:
Autista per Raimondo
Regista per Raimondo
Caputo’s Badante/Toyboy.

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Il centrodestra inserisce come punto del programma la movida melegnanese.
Niente, senza alcool le idee non vengono proprio. 

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Comunali 2017: Vito Bellomo sfoggia una nuova foto su Facebook.
Mostra una freccia che sta aggiustando il bersaglio.

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#melegnano2017 

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Il caso

Visita medica: ricorrere al privato, pagando solo il ticket pubblico. Ecco come fare

«Non posso aspettare! Sono una donna malata, non riesco a stare in piedi!». Così ha gridato il 14 giugno al CUP di San Donato una povera donna di 80 anni, venuta a sapere dell’attesa di un anno, per sottoporsi ad una visita alle ossa. Spesso la salute viene baratatta in denaro, costringendo i pazienti a rivolgersi in privato, oppure a rinunciare con aggravamento delle condizioni di salute e della qualità della vita.

Spesso le liste d’attesa per una visita sono lunghissime, ma in alcuni casi è possibile ricorrere al privato pagando solo il ticket. Non è una novità ma si tratta di un diritto a molti sconosciuto. In Italia esiste uno specifico Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA), emanato nel 2010 secondo cui ci sono dei tempi massimi di attesa per alcune prestazioni, ben 58 tra visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici. In base a questo piano, si può andare dal privato pagando il solo ticket previsto nel pubblico se entro 60 giorni non è stato fissato un appuntamento nel sistema sanitario nazionale. Un diritto che può essere esercitato per tante tipologie di esami e visite specialistiche, perché nello stesso piano fissa priorità e tempi garantiti.

ALTERNATIVA ALLE LISTE D’ATTESA, IL MODULO – Chi chiede una prestazione medico-specialistica o un accertamento diagnostico e si vede rispondere che i tempi di attesa superano rispettivamente i 30 e 60 giorni, può chiedere che quella medesima prestazione gli venga fornita in intramoenia, ossia in attività libero-professionale intramuraria, senza dover pagare il medico come “privato”, ma essendo tenuti a corrispondere solo il ticket.
Per far ciò è necessario presentare un’istanza al Direttore generale dell’Azienda sanitaria o dell’Azienda ospedaliera. La prima cosa da fare è scaricare il modulo cliccando qui.

Il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa ha individuato 58 prestazioni, tra quelle offerte dal Ssn, il cui tempo massimo d’attesa va garantito almeno al 90% dei cittadini che ne fanno richiesta. Con particolare riferimento agli esami strumentali, da erogare entro 60 giorni, tra di essi rientrano anche le Tac, in particolare quelle, con e senza contrasto, al torace, all’addome (superiore, inferiore o completo), al capo, al rachide e allo speco vertebrale, al bacino.
Tra gli esami strumentali che vanno erogati entro 60 giorni al 90% dei cittadini ci sono, poi, la mammografia, la Rmn cervello e tronco encefalico, la Rmn pelvi, prostata e vescica, la Rmn muscoloscheletrica, la Rmn colonna vertebrale, l’ecografia capo e collo, l’ecocolordoppler cardiaca, l’ecocolordoppler dei tronchi sovra aortica, le ecografie addome, mammella e ostetrica-ginecologica.

Il medico che prescrive gli esami e le visite deve indicare anche sulla richiesta un codice di priorità per tempi ancora più celeri.
Si usa il codice U (urgente) per ottenere la prestazione entro 72 ore, il codice B (breve) per vedere erogata la prestazione entro 10 giorni, il codice D (differibile) entro 30 giorni per la specialistica e 60 per la diagnostica ed infine il codice P che sta per programmabile. Per la diagnostica e la specialistica i tempi massimi devono essere rispettati nel caso di prime visite o primi esami diagnostici mentre non si fa riferimento a tempi massimi per le visite di controllo successive alla prima. Le visite specialistiche che fanno parte del piano prevedono un tempo massimo di 30 giorni dalla data della richiesta, mentre gli esami diagnostici devono essere effettuati entro 60 giorni.

Sarà interessante capire come finirà la questione dell’ambulatorio diagnostico a Melegnano, dopo aver espresso rassicurazioni al motto «Il poliambulatorio non si tocca!», indicando che non sarebbe stato chiuso, da parte di alcuni esponenti candidati, ora esclusi dalla campagna elettorale, i cittadini anziani potrebbero  vedersi allungare ancora di più le liste di attesa. Il diritto alla persona, alla salute, alla vita, è un bene inestimabile e degno di considerazione.
Massimiliano Basile, sabato 17 giugno 2017 ore 9:00 
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Satira

Elezioni 2017: istruzioni per la masturbazione

Prosegue il silenzio elettorale dopo il voto di domenica 11 giugno. Tutto grasso che cola per il centrodestra.

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Aspettiamo con ansia il nuovo video di Raimondo.
Dove spiegherà la differenza tra l’estate e l’inverno.

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Ballottaggio a Melegnano. La società civile preme per fare consigliere emerito Claudio Piloni, premio UNESCO per la pace.

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I tagli del governo di centrodestra sono stati così tanti, che hanno colpito anche la candidata Caputo. Una volta si chiamava Raffaella. 

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Caputo: «Il centrodestra, in questi anni, ha risolto molti dei problemi della città».
Tranne uno: il centrodestra al governo della città.

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Caputo: «Portiamo avanti il lavoro di questi anni». Ha già un programma strutturato: 4 anni e mezzo di promesse; 5 mesi di campagna elettorale; 1 mese di lavori!

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Non erano sicuri d’aver fatto abbastanza ridere in queste elezioni. Per sicurezza hanno ingaggiato un comico.

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Pernottare all’ostello costerà €1,20 a notte. Se Società Autostrade non aumenta i prezzi, dichiara Raimondo.

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Fratelli d’Italia prende l’8,3%. Malgrado i video di Raimondo.

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Fratelli d’Italia: a Melegnano l’8%. A prezzi ridicoli.

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Grandi promesse, gazebo in ogni punto della città, aperitivi, spettacoli comici ma, alla fine, quella che porta a casa il risultato è sempre la stessa.
La Patata!

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La San Carlo potrebbe tornare a Melegnano grazie alla signora Caputo.
Per l’occasione metteranno in commercio un nuovo tipo di patata. La stagionata!

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O la Caputo vince, o la Vagina Cosmica risucchierà indietro tutta la loro campagna elettorale.

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Il centrodestra ha sempre negato che ci siano infiltrazioni mafiose a Melegnano. Sarà ma tutto questo asfalto versato non mi lascia tranquillo.

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Il centrodestra ha risolto tutti i problemi di Melegnano. Buttandoci sopra tonnellate d’asfalto.

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#melegnano2017 

 

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Cronaca

Caputo-Bertoli, fine primo round

BROLETTO — 30,2% contro 26,7%. Chiude il primo turno una forte astensione: affluenza al 59%, calata del 12% dal 2012, in linea con la media nazionale del 60%.

7935 votanti sui 13.435 aventi diritto. 2341 voti per Raffaela Caputo, 2070 per Rodolfo Bertoli. Raggiungono il 22,5% Lucia Rossi (1747 voti) e il 10,6% Giuseppe Di Bono (825). Giuseppe Marsico, il 9% (760). 48 schede bianche, 138 nulle, 6 contestate o non assegnate.
Il 25 giugno il secondo e ultimo turno convocherà i cittadini a scegliere tra il centrodestra (FI+FDI) e il centrosinistra (PD+civica): il più classico dei ballottaggi. Come in un regolamento di conti.

Marco Maccari, lunedì 12 giugno 2017 ore 6:47
mamacra@gmail.com

(Fonti: Ministero dell’Interno)

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Cronaca

Vi siete riuniti di nascosto, avete votato la distruzione di palazzo Spernazzati

MELEGNANO — Il 6 giugno, di nascosto e in tutta fretta, la giunta comunale uscente, con la delibera n.92, ha approvato il Piano di Recupero n.86 detto «Corte Castellini», che riguarda il Palazzo Spernazzati situato nel centro storico di Melegnano. Un’approvazione fatta in fretta e furia:

— immediatamente a ridosso delle elezioni,
— in totale disprezzo del legame d’affetto e dell’interesse manifestato da decine e decine di concittadini,
— con l’arrogante chiusura mentale di imporre alla prossima giunta, da eleggere questo mese, la propria decisione come un fatto compiuto,
— con il pasticcio di chi, dopo la tavola rotonda del 1° giugno espressamente dedicata alla protezione dei beni storici e architettonici, non ha avuto il coraggio di comunicare la sua intenzione.

I politici non sono una classe particolarmente malevola della società italiana. Al contrario sono la fedele espressione della comunità. Rodolfo Bertoli, Giuseppe Di Bono, Giuseppe Marsico, Lucia Rossi, candidati sindaco che hanno dimostrato interesse per la salvezza di Palazzo Spernazzati, sono espressione di una società civile radicata nelle sue vive tradizioni. Certamente la candidata Raffaela Caputo, che ha votato la distruzione di Palazzo Spernazzati, rappresenta una porzione della società civile, questa sì particolarmente malevola, quella che ha cercato di costruire le sue fortune spregiando gli interessi della comunità; comportamento che, però, non potrà essere perseguito all’infinito. Anzi, avrà una buona occasione di terminare l’11 giugno, quando i cittadini che hanno a cuore il bene comune daranno a loro e ai loro colleghi il benservito nell’urna.

Cordialmente.

I cittadini promotori del restauro di Spernazzati

La pubblicazione su RADAR è a cura dello Staff, venerdì 9 giugno 2017 ore 20:00 
radarilblog@gmail.com

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