Il caso

Ospedale: «Sbagliano la prenotazione e il verbale non era di mio marito»

OSPEDALE DI MELEGNANO — Sono andata all’ospedale a Vizzolo perché mio marito doveva fare la prima visita dal diabetologo. Ho scoperto che mi avevano mandato al Centro Unico di Prenotazione in fondazione Castellini, ginecologia… Perciò ho dovuto rifare la prenotazione perché non era incinto.

Seconda disavventura, al pronto soccorso. Mio marito sente problemi alla vescica: gli viene febbre alta; lo porto al pronto soccorso a Vizzolo; gli fanno la visita; per ben due volte gli fanno le radiografie al torace invece di un’ecografia alla parte interessata.

Quando vado via avevo già in mano le impegnative per i farmaci e non ho pensato di leggere il verbale di dimissioni. Ma il giorno dopo il mio medico si è accorto che il verbale redatto dal pronto soccorso non era di mio marito, bensì di qualcun altro. Anche se le generalità erano le sue.

Una melegnanese, domenica 10 dicembre 2017 ore 19:01

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Cronaca

Poliambulatorio di via Cavour, il Centro Anziani si appella ai sindaci 

MELEGNANO — Quali sono i servizi ambulatoriali che resteranno a Melegnano? È la domanda che il centro anziani di Melegnano intende porre ai sindaci della zona con una lettera aperta.

tagli ai servizi sanitari del poliambulatorio di via Cavour sono stati annunciati dai dirigenti dell’ospedale e dall’azienda ospedaliera stessa, l’ASST Melegnano e Martesana. Il poliambulatorio, gestito dall’ospedale e ospitato da anni in uno dei locali di proprietà della Fondazione Castellini, dovrà andare incontro a una ristrutturazione decisa dai vertici.

La popolazione anziana ha sempre trovato utile il servizio del poliambualtorio. «Niente da più fastidio alla persona anziana che chiedere a qualcuno di accompagnarlo a fare una visita. Chiedere un passaggio a un figlio significa che dovrà prendersi un permesso dal lavoro» afferma il Centro Anziani.
«È anche una questione di fiducia: tutti i candidati sindaco hanno promesso, durante le elezioni di giugno, di prendersi cura del poliambulatorio. Andremo a bussare alla porta del sindaco di Melegnano e dei sindaci dell’area, per sapere che cosa sarà delle nostre cure».

Marco Maccari, mercoledì 4 ottobre 2017 ore 11:30 

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Cronaca

1, 2, 3, prova, sa: prove tecniche di consiglio comunale 

AULA CONSILIARE — Prove tecniche di governo della città. Da qualche parte bisogna cominciare e la maggioranza guidata dal sindaco Bertoli cerca di ripartire dal popolo: sì al poliambulatorio di via Cavour, metteremo il trasporto urbano, cambiamo MEA. Ma il risultato ha un po’ il fiatone e non si vede ancora che impronta abbia questo nuovo animale. Se inizia a delinearsi il profilo di questa amministrazione, è quello della moderazione pura, certamente spiazzante, quasi una nonpolitica.

Nel consiglio comunale di ieri sera, 25 settembre, Rodolfo Bertoli ha presentato le Linee Programmatiche dei prossimi 5 anni con un documento di 35 pagine. Sono identiche al programma elettorale. Governerà esattamente come ha annunciato in campagna elettorale.
L’amministrazione Bertoli sta studiando il terreno e se stessa; e questo non lascia indifferente nessuno: «Raccomando il rispetto delle regole, soprattuto dopo che il Partito Democratico ha fatto delle regole la sua battaglia in campagna elettorale» esordisce Vito Bellomo, capogruppo di Forza Italia. «Resto perplesso per quanto riguarda la misura del DASPO urbano» ammonisce Giuseppe Di Bono, capogruppo di Lega Nord: «è entrato in vigore il 1° settembre, dopo due mesi dall’insediamento della nuova giunta, durante i quali non è stato preso in considerazione. Sicuramente ho un’idea differente di sicurezza e di governo della città».

Perplesso anche Pietro Mezzi, capogruppo di Sinistra per Melegnano, sul futuro di MEA Spa, Melegnano Energia Ambiente, azienda partecipata dal comune di Melegnano. «MEA ha deciso di rimettere sul mercato le azioni che possedeva in Miogas Srl, vendendo le quote di partecipazione azionaria. Domando: qual è la posizione dell’amministrazione Bertoli? Se il valore dell’operazione è di 3,5 milioni di euro, significa che siamo davanti a qualcosa di importante per i cittadini di Melegnano. Invece mi sembra che l’amministrazione stia alzando le mani e si stia tirando indietro. Occorre una decisone di tipo politico». «Stento a capire questa polemica» risponde Dario Ninfo, vicepresidente del consiglio comunale, «la delibera è stata votata a marzo».

Perplessità sull’ambulatorio di via Cavour. «Il poliambulatorio resterà a Melegnano» conferma Rodolfo Bertoli. Lucia Rossi, capogruppo di Insieme per Melegnano: «Non c’è uno scritto, o un documento, all’interno del quale vengano posti dei punti fermi? Siamo fermi al sistema domande-risposte, non abbiamo nulla di certo».
«Prevedibilmente resteranno tre servizi» chiarisce Bertoli: «il prelievo di sangue, il centro unico di prenotazioni e l’oncologia. Ho parlato con il direttore dell’azienda ospedaliera Matteo Alparone e con il direttore generale di Fondazione Castellini: hanno confermato che la sede rimarrà in Fondazione. Stiamo studiando un sistema di trasporto pubblico. Faremo sapere quando le cose saranno più concrete».

Marco Maccari, martedì 26 settembre 2017 ore 14:11
mamacra@gmail.com

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Il caso

Visita medica: ricorrere al privato, pagando solo il ticket pubblico. Ecco come fare

«Non posso aspettare! Sono una donna malata, non riesco a stare in piedi!». Così ha gridato il 14 giugno al CUP di San Donato una povera donna di 80 anni, venuta a sapere dell’attesa di un anno, per sottoporsi ad una visita alle ossa. Spesso la salute viene baratatta in denaro, costringendo i pazienti a rivolgersi in privato, oppure a rinunciare con aggravamento delle condizioni di salute e della qualità della vita.

Spesso le liste d’attesa per una visita sono lunghissime, ma in alcuni casi è possibile ricorrere al privato pagando solo il ticket. Non è una novità ma si tratta di un diritto a molti sconosciuto. In Italia esiste uno specifico Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA), emanato nel 2010 secondo cui ci sono dei tempi massimi di attesa per alcune prestazioni, ben 58 tra visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici. In base a questo piano, si può andare dal privato pagando il solo ticket previsto nel pubblico se entro 60 giorni non è stato fissato un appuntamento nel sistema sanitario nazionale. Un diritto che può essere esercitato per tante tipologie di esami e visite specialistiche, perché nello stesso piano fissa priorità e tempi garantiti.

ALTERNATIVA ALLE LISTE D’ATTESA, IL MODULO – Chi chiede una prestazione medico-specialistica o un accertamento diagnostico e si vede rispondere che i tempi di attesa superano rispettivamente i 30 e 60 giorni, può chiedere che quella medesima prestazione gli venga fornita in intramoenia, ossia in attività libero-professionale intramuraria, senza dover pagare il medico come “privato”, ma essendo tenuti a corrispondere solo il ticket.
Per far ciò è necessario presentare un’istanza al Direttore generale dell’Azienda sanitaria o dell’Azienda ospedaliera. La prima cosa da fare è scaricare il modulo cliccando qui.

Il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa ha individuato 58 prestazioni, tra quelle offerte dal Ssn, il cui tempo massimo d’attesa va garantito almeno al 90% dei cittadini che ne fanno richiesta. Con particolare riferimento agli esami strumentali, da erogare entro 60 giorni, tra di essi rientrano anche le Tac, in particolare quelle, con e senza contrasto, al torace, all’addome (superiore, inferiore o completo), al capo, al rachide e allo speco vertebrale, al bacino.
Tra gli esami strumentali che vanno erogati entro 60 giorni al 90% dei cittadini ci sono, poi, la mammografia, la Rmn cervello e tronco encefalico, la Rmn pelvi, prostata e vescica, la Rmn muscoloscheletrica, la Rmn colonna vertebrale, l’ecografia capo e collo, l’ecocolordoppler cardiaca, l’ecocolordoppler dei tronchi sovra aortica, le ecografie addome, mammella e ostetrica-ginecologica.

Il medico che prescrive gli esami e le visite deve indicare anche sulla richiesta un codice di priorità per tempi ancora più celeri.
Si usa il codice U (urgente) per ottenere la prestazione entro 72 ore, il codice B (breve) per vedere erogata la prestazione entro 10 giorni, il codice D (differibile) entro 30 giorni per la specialistica e 60 per la diagnostica ed infine il codice P che sta per programmabile. Per la diagnostica e la specialistica i tempi massimi devono essere rispettati nel caso di prime visite o primi esami diagnostici mentre non si fa riferimento a tempi massimi per le visite di controllo successive alla prima. Le visite specialistiche che fanno parte del piano prevedono un tempo massimo di 30 giorni dalla data della richiesta, mentre gli esami diagnostici devono essere effettuati entro 60 giorni.

Sarà interessante capire come finirà la questione dell’ambulatorio diagnostico a Melegnano, dopo aver espresso rassicurazioni al motto «Il poliambulatorio non si tocca!», indicando che non sarebbe stato chiuso, da parte di alcuni esponenti candidati, ora esclusi dalla campagna elettorale, i cittadini anziani potrebbero  vedersi allungare ancora di più le liste di attesa. Il diritto alla persona, alla salute, alla vita, è un bene inestimabile e degno di considerazione.
Massimiliano Basile, sabato 17 giugno 2017 ore 9:00 
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