Satira

Fabio’s Got Talent

SATIRA – Inatteso, effervescente, salutato nell’enorme boato plebeo, l’assessore Fabio Raimondo ha tenuto banco con una performance folgorante e istantanea martedì scorso 26 aprile presso il consiglio comunale di Melegnano. Scritto, diretto e interpretato da lui, lo show è atomico: un mix di musica, parolacce, teatro, scorrettezze politiche e lanci di granate-carogna contro l’inezia degli amministratori. Assoluto protagonista fino e oltre l’interruzione gestita con colpi da maestro, che non ha fatto altro se non aumentargli il consensus. A voi le foto.

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Siamo consapevoli degli effetti che queste elaborazioni grafiche potrebbero avere magari sui bambini. Siamo consapevoli anche di Tamburini. Sono tutte opere della nostra gaia idiozia, scemenza, vigliaccheria, irresponsabilità, disoccupazione triste, urgenza di prospettive e di denaro. Inviate la vostra carità al seguente indirizzo: radarmelegnano@gmail.com. 

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Il caso

Angelo Bianchi e la moschea: la verità di Massimo Sabbatini, ex presidente Castellini

14dic15-RADAR-collage«Ho incontrato il sindaco in merito all’opportunità di affittare un capannone all’Associazione mussulmana Al Baraka. Gli incontri riservati erano finalizzati a capire, da parte mia, quale sarebbe stato l’atteggiamento dell’amministrazione comunale nei riguardi di un luogo associativo e di preghiera mussulmano. Prima di incontrare il sindaco avevo incontrato in prefettura un rappresentante della polizia che mi disse che la forza pubblica preferiva conoscere chi fossero queste persone e quante fossero per meglio verificare i loro comportamenti, perciò erano, in linea di massima, favorevoli all’ufficialità dell’ubicazione dei luoghi di aggregazione.

Agli incontri col sindaco era anche presente l’assessore Raimondo. In entrambi i casi il sindaco mi assicurò che non c’era alcun pregiudizio da parte del Comune, che avrebbe visto di buon occhio la costituzione di un luogo di aggregazione e preghiera ponendo l’unica, ovvia, condizione che fossero rispettate le leggi e i regolamenti. Mi disse anche che ben volentieri avrebbe incontrato i rappresentanti dell’Associazione per confermare questo atteggiamento; gli feci presente, per dare più peso alle sue parole, che, qualora mi fossi impegnato con l’Associazione, non mi sarei più potuto ritirare perché non è mia abitudine mancare agli impegni presi.

Quanto al Bianchi, che non avevo mai conosciuto prima e di cui non sapevo nulla, ebbi il suo nome da un amico: mi serviva un professionista perché dovevo ricostruire un capannone che era stato distrutto da un incendio. Avevo avuto danni enormi e volevo ricostruire in fretta. Mi fu detto che Bianchi si muoveva come un pesce nell’acqua nei palazzi comunali e che aveva ottime relazioni con tutti e perciò era la persona adatta per redigere una pratica edilizia confezionata come i tecnici si aspettavano, e forse costava poco. Erano i primi mesi del 2011. Certamente ho sbagliato a seguire il consiglio che mi suggeriva Bianchi come tecnico esperto e ben noto a Melegnano ma la pratica edilizia che mi riguarda è perfetta. Adesso, con il senno di poi, è facile dire che fu un errore, ma i comportamenti di Bianchi, per quanto mi riguarda, sono stati sempre corretti e rispettosi delle norme. Questa è la verità e chiunque dica qualcosa di diverso, chiunque sia, o non è informato o mente.

Non so perché l’Amministrazione comunale abbia cambiato idea riguardo all’autorizzazione, per giustificarsi ha dovuto ricorrere all’alibi fornito dall’ASL riguardo alle analisi del terreno».

Massimo Sabbatini

Lo Staff, lunedì 14 dicembre 2015 ore 6:00

radarmelegnano@gmail.com

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L'inchiesta cinica

La scoperta della scrittura

NEL MEIN KAMPF Adolf Hitler scrive: «So che una persona è in grado di conquistare la gente molto più con la parola detta che con la parola scritta, e che ogni movimento su questo pianeta deve il suo sorgere ai grandi oratori e non ai grandi scrittori» (edizione statunitense 1941, Houghton Mifflin Company, Boston).

Dolfie lo scrisse perché era oratore. Ma non è l’arringa di un condottiero Neanderthal ad avere iniziato la storia. Dolfie lo scrisse perché fu pittore, ma non è stato un graffito su pietra ad avere fatto la storia. Le schiene di animali sui dipinti rupestri sono perfette come l’eleganza di Picasso. Le impronte parietali di mani, ottenute con spray soffiato dalla bocca, come un action painting, sono ancora lì; sembrano chiederci di toccarle. Ma la storia non la iniziano loro. La storia inizia con il segno della lingua, la parola scritta. L’espressione del nostro essere nel mondo. Guardando l’immagine in alto si sente ancora l’incisione scorrere lungo la pietra e rigarla. Una meraviglia tra meraviglie.

Gian, 46 anni, nel ramo energetico, vive a Melegnano. Quest’estate valutava il sindaco Bellomo e i suoi ultimi predecessori: «Non sono certo passati alla storia, qui in città». I nostri amministratori votati a matita esaltano Melegnano per il suo mercato (assessore Fabio Raimondo: «Uno dei più bei mercati lombardi», 7 febbraio, 26 marzo, 21 giugno, 24 giugno, 30 giugno 2015), invece gli ambulanti dicono: «Siamo qui da 22 anni. Abbiamo visto questo mercato declinare e declinare in qualità» (piazza Matteotti, giugno 2015). Il sindaco Vito Bellomo stanzia 7000, poi 10mila e altri 10mila euro per un ufficio stampa comunale da qui al 2017; ma intanto, «nessun addetto stampa risulta operativo in comune né è incaricata nessuna società di comunicazione» (dichiarazione scritta e protetta da anonimato, settembre 2015).

Sono sette anni dalla recessione. L’OCSE, Organizzazione intergovernativa per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, nell’Economic Interim Assessment del 16 settembre descrive una stima di crescita molto bassa per l’Italia e per il suo prodotto interno lordo 2015: +0,7%. Ultima in Europa. Penultima nel mondo. Gli USA hanno +2,4%, Cina e India scrivono da sole un +13,9%. Troppo poco anche i 143mila disoccupati in meno dichiarati da BankItalia a luglio (leggi su ADNKronos, 9 settembre). L’assegno per la recessione lo firmano lavoratori, professionisti, artigiani, impiegati, negozianti, con 122 miliardi di euro dal 2007; distribuiti su ambo i lati della fetta, lato risparmi (-47 miliardi), lato consumi (-75 miliardi).

In cerca di ripresa. I nuovi mercati li disegnano i dati del Rapporto Coop 2015 sui consumi, pubblicato il 3 settembre con il contributo della società REF Ricerche e di Nielsen Company. Secondo RADAR le cifre contornano una nuova strategia di mercato centrata sul wellness e sull’abbattimento dei costi. Una domanda di qualità del vivere, fatta di vita online (6 ore in media al giorno gran parte delle quali trascorsa a scrivere e leggere), risparmio (+6,5% dal 2014), fitness (12mila centri aperti nel Paese). Il rinnovamento del parco macchine ridisegna il mercato dell’automobile (+15% di immatricolazioni nell’ultimo anno). Il mercato dei robot riguarda il 17% delle famiglie, dotate di robot domestico. Diventa interessante il mercato vegetariano (primato europeo. Il 10% della popolazione italiana è vegetariana, il 2% vegana) che sta riscrivendo le priorità della dieta. Nel cibo, consumato giornalmente sui 19,6 kg a testa, è cresciuto il settore biologico (+20% sul 2014) con il settore etnico (+18%). Nell’alimentazione si ritaglia un segmento promettente l’e-commerce; mangiamo comprando online e 4 milioni di noi (+25%) acquistano per via digitale. Al 70% consideriamo i servizi di spesa online come valida alternativa allo shopping personale e abbiamo aspettative nel settore.

Aspettative nessuna, a Melegnano. Nati nuovi esercizi commerciali, a durare saranno quelli sistemati con il favore e la raccomandazione del sindaco Bellomo. Rincorsa dalle imposte evase, l’amministrazione che porta il suo nome genera dal 2008 una perdita di 2917 euro al giorno (elaborazione di RADAR su Equitalia). 1,64 milioni l’anno. Contro manutenzioni stradali, beni artistici e identificativi rovinati, circolazione urbana impigliata negli anni Settanta, l’unica azione delineata dall’amministrazione per il 2012-2017 è la propaganda dei business legati a TEM e all’edilizia maxi. Impossibile descrivere il sindaco Bellomo come uno infedele al partito. Ma impossibile presentare il suo mandato come fatto quest’anno da Il Melegnanese: «Un mandato che, nel bene o nel male, ha cambiato la città». Quest’amministrazione non l’ha sfiorata proprio, la città. Non l’hanno cambiata tutte le dichiarazioni pronunciate o scritte, non la cambierà la scoperta tardiva di un ufficio stampa. Due cose sole hanno toccato Melegnano e prima e dopo ci sarà soltanto oblio, i lettori lo sanno. La prima è nel 1563 con la pubblicazione della Bolla del Perdono.

La seconda è nel 2014 con RADAR.

Altro non è storia.

Lo Staff, giovedì 24 settembre 2015 ore 07:30

radarmelegnano@gmail.com

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Il caso

Vivenda Carthago

Si parla di mafie e G., 25 anni, assidua frequentatrice di Melegnano, scrive sui social: «Scusate, ma cos’è tutto ‘sto accanimento verso Radar?
Radar ha espresso un giudizio riguardo la “lotta” alla legalità che questa amministrazione sta svolgendo. Non tutti la pensiamo allo stesso modo.. Quindi dipende dai punti di vista, è più importate concentrare la propria attenzione sui venditori ambulanti di carciofi al mercato e sbarazzarsi di loro o capire il perché di tutti questi avvenimenti, che fa ridere sentir dire “non essere legati l’uno all’altro”? La mafia vive di omertà, e se si ridimensiona un fenomeno del genere, allora, da bravi italiani, ancora, non abbiamo capito nulla!».

Cara G., una settimana prima dell’assessore il sindaco ha dichiarato che «non si può dire mafia». L’ha detto a proposito del locale di Melegnano che nel 2009 è stato sequestrato alla criminalità organizzata. È un locale in via Lodi; il numero è il 39.

Per il sindaco in quel caso «tecnicamente non si può dire mafia». L’affermazione è nelle registrazioni del consiglio comunale, 17 giugno.
In città il consenso alla sua affermazione è bassissimo.

A Melegnano c’è una maxi impresa, Vivenda Spa, che dal settembre 2014 gestisce le mense scolastiche pubbliche primarie e dell’infanzia. Un mese fa, il 4 giugno 2015, sono stati arrestati 44 nuovi indiziati dell’inchiesta Mafia Capitale, l’operazione giudiziaria che ha portato alla luce il Mondo di Mezzo – la teoria di Massimo Carminati, ex Banda della Magliana: «Ci sono i vivi sopra e i morti sotto, e noi in mezzo». – Arrestati anche Salvatore Melolascina e Carmelo Parabita, consiglieri della holding La Cascina di Roma, settore ristorazione, e a tutte le aziende della holding compresa Vivenda Spa. La notizia che il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha inviato un’interdittiva antimafia a Vivenda «in virtù della gravità dei fatti d’indagine e delle particolari esigenze di tutela della legalità» è stata pubblicata ieri online dal Cittadino. Non ha ancora sconvolto nessuno perché nessuno a Melegnano sa di che cosa si stia parlando; e poi i pasti di Vivenda «so’ pure boni». La reazione più rapida è di questa mattina, 6 luglio, da parte del consigliere comunale Pietro Mezzi. Ha chiesto al consiglio comunale di fare luce sugli atti di interdizione e su tutti i documenti che riguardano l’incarico, invitando il sindaco a dare ampia informativa domani sera in consiglio comunale.

Colpisce, urta l’ipocrisia del Cittadino che pubblica online un titolo sinuoso, fumoso, accomodante: «Mense, la coop sospesa coinvolta in Mafia Capitale». Un titolo chiaro e veritiero sarebbe dovuto essere: «Melegnano, vertice in comune per la coop di Mafia Capitale» Sottotitolo: «Commissariata dal prefetto di Roma, la società Vivenda lunedì al vaglio di palazzo Broletto», con occhiello limpido: INTERDITTIVA ANTIMAFIA.
Vivenda è nata nel Lazio. È posseduta al 70% dalla holding La Cascina – detta coop bianca perché considerata in contiguità con Comunione e Liberazione. – Distribuisce quasi 40 milioni di pasti in Italia. Al 30% è controllata dall’agenzia Invitalia, del Ministero del Tesoro. A L’Aquila, nell’aprile del 2015, è finita assieme alla giunta comunale sotto l’occhio del tribunale della Corte dei Conti per un’ipotesi di danno erariale di mezzo milione di euro nel settore delle mense scolastiche. Sotto accusa la giunta del sindaco aquilano Massimo Cialente, che, «con delibera di Giunta 378 del 28 ottobre 2010, avrebbe permesso a Vivenda di aumentare il prezzo per ogni pasto di 1,12 euro + IVA. L’aumento, applicato su circa 400mila pasti, avrebbe prodotto il danno di 450mila euro» (clic alla notizia).

Sempre a L’Aquila nel maggio 2014 il sito di informazione NewsTown pubblica un’inchiesta. Vivenda Spa avrebbe ricevuto 7,1 milioni di euro in tre anni per la refezione ospedaliera, in trattativa privata e mediante continue proroghe dell’appalto da parte dell’Azienda ospedaliera locale (leggi l’inchiesta giornalistica).

Ma, tecnicamente, «non si può dire» che Melegnano sia attraversata da fenomeni di mafia, da capitali fenomeni di mafia. Ancora meno si può dire «’ndrangheta», «appalti», «violenza», «corruzione».

Lo Staff, lunedì 6 luglio 2015 ore 11:41

radrmelegnano@gmail.com

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Il dibattito

«Il coraggio di dire: episodi isolati»

CARPIANO – Sandro è un ragazzo. Ha 24 anni e scrive: «Nel giro di un anno nel territorio di Melegnano: 1) una tabaccheria prende fuoco, 2) ignoti sparano contro la vetrina di un negozio, 3) scoppia un incendio in un’azienda. E l’assessore Raimondo ha il coraggio di dire che sono solo episodi isolati. Vi prego, fate qualcosa voi di RADAR, perché se stiamo ad aspettare l’opposizione facciamo in tempo a far divorare Melegnano dalla mafia».

Ciao Sandro. Non sopravvalutare le dichiarazioni dell’assessore. Sono state fatte all’interno di un’intervista poco chiara uscita sul Melegnanese, priva di un vero interesse perché mancante di quella che i giornalisti chiamano contingenza di cronaca: cioè un fatto realmente accaduto e di pubblica rilevanza, che motiva l’interessamento di un cronista. Guarda: la domanda sei è scritta: «A così si riferisce?». L’assessore non ha nemmeno fatto la fatica di riguardare e correggere.

Il Melegnanese, il cui costo unitario in edicola è di quasi 2 euro e il cui blog non è aggiornato dal 5 maggio – la cui pubblicazione è stata trasformata a fine 2014 in una colletta di solidarietà a carico dei lettori, a colpi di 35 e 50 euro – ha ancora poco a che fare con la vita cittadina. La poco chiara successione in area direttiva odora di colpo di stato. Giornale da non prendere ancora sul serio.

All’assessore infatti gliene fotte, e male non fa. Scrive risposte a domande che arrivano via email. In Fratelli d’Italia c’è una destra istituzionale, fedele alla storia del Paese, che trova espressione in uno o due comuni del territorio; e c’è una destra sociale, dalle tante nostalgie mussoliniane, secondo cui il giornalismo è preconfezionare domande/risposte e amministrare equivale a emettere notizie a quest’altezza. Il fascismo borghese – quello perbene, sponda deliziosa per politicizzati melegnanesi dal corpo sociale spicciolo e dalla preparazione politica approssimativa, ma vogliosi di imborghesirsi col cash in tasca e i contatti giusti in agenda: vedi la loro presenza ai tavolini dei gazebo – ancora non permette ai suoi membri di parlare di integrazione mafiosa. Li invita, come detto da Riccardo De Corato il 17 giugno a Melegnano, a «considerare il racket dello sfruttamento della prostituzione» (vai a vedere anche l’articolo sul Cittadino di mercoledì 30 giugno). Cose superate, da Il Padrino.

Episodi isolati? Non lasciamo sola la magistratura ad annegare in una pista di mezzi indizi e di carte gialle. Sandro, sei con noi?

Lo Staff, giovedì 2 luglio 2015 ore 14:10

radarmelegnano@gmail.com

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Satira

E Raimondo prese la Nutella. E disse…

SATIRA – Aumenti Aler: un vertice in Comune con i persuasori occulti di Melegnano.

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Nella foto vediamo l’assessore discutere sul punteggio finale dello scopone scientifico. Cerca di convincere il suo avversario che gli ori li avranno fatti loro, ma con il patto di stabilità non valgono più.

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Aler. Vertice in Comune con chi realmente comanda Raimondo.

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Adesso turlupinare quattro vecchi no, eh.

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I coinquilini Aler preoccupati per i topi nelle zone dove giocano i bambini. Pensare che quando eravamo piccoli noi sarebbe stato un onore incontrare il maestro Splinter.

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350 euro di aumenti Aler, vertice in Comune per capirci qualcosa: Raimondo parla con l’unico che ancora ci legge. Nell’espressione sminchiata di quello subito a destra leggiamo che siamo in alto mare; il sorriso drogato del primo a sinistra dichiara che già erano in fase canzoncine.

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In attesa dell’oste, sempre un occhio alla schedina.

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Il fotografo era Carlo Napoli.

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Bollette Aler, vertice in Comune. Che bell’uomo l’assessore, però.

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#umarellaraccolta 

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I lettori scrivono

«Polizia locale? Anche i carabinieri ne hanno le scatole piene»

«Non mi è piaciuta la risposta dell’assessore Raimondo che chiede di lasciare stare chi lavora – scrive Giancarlo, melegnanese, in uno sfogo. – Un cittadino non può criticare o essere scontento della polizia locale? Ma è tempo perso. Sottolineo, non ho nulla di personale contro di lui, ma si fida troppo dei numeri. Lo sa cosa rispondono i Vigili, nei festivi? “Abbiamo solo una pattuglia. Poi veniamo”. Vada a farsi un giro a Lodi, a vedere come dovrebbero lavorare.
Non discuto la sua serietà, passione, impegno, ma è risaputo a Melegnano, dai vecchi melegnanesi come me, che la polizia locale non funziona. Una volta ho dovuto interpellare i carabinieri per una sosta vietata. Meno male che sono intervenuti subito e che mi hanno detto di chiamarli se succede ancora.
Anche i carabinieri ne hanno le scatole piene che la Polizia locale non brilli di efficienza. Uso questo termine ma le espressioni erano più colorite. Uno storico vigile urbano, ormai deceduto, girava, arrestava ladri, segnalava anche tentate costruzioni abusive. Ho una certa nostalgia del passato. Ho i miei anni e mi guardo spesso indietro, ma non vedo una soluzione. Non vedo figure politiche, parlo di persone ovviamente, in grado di risolvere i problemi. Non bastano l’impegno, la volontà: serve anche la capacità.
Le solite risposte “mancano i soldi” mi hanno stufato. Strade sporche, segnaletica poco leggibile, buche nell’asfalto. Marciapiedi: un disastro. Soste selvagge, poca illuminazione pubblica, palestre scolastiche fatiscenti. Eppure il sindaco Bellomo e la su banda sfoggiano ottimismo, numeri, opere nelle quali il Comune non c’entra nulla. Sono pessimista, ma cerco di sforzarmi di vedere qualcosa di positivo. Eppure non vedo nulla».

Martedì 17 febbraio 2015, ore 6:30

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