Cronaca

Ospedale di Melegnano, nuovo contratto e dignità per gli operatori sanitari: era ora

La firma della pre-intesa contrattuale

Dopo circa 9 anni di blocco di contratto finalmente venerdì 17 novembre, dopo una lunghissima seduta di contrattazione, il NURSING UP, sindacato delle professioni sanitarie in collaborazione con le altre O.S. e la piena maggioranza della RSU ha siglato la pre-intesa di quello che sarà il nuovo contratto integrativo aziendale della ASST Melegnano-Martesana.

Una vittoria anche dal punto di vista sociale per il personale della nostra ASST che, a causa del blocco contrattuale, ha pagato sulla propria pelle la perdita del potere di acquisto del proprio salario toccando i minimi storici nell’ultimo periodo.

Senza parlare degli ultimi anni di duro lavoro per fronteggiare la carenza cronica di personale; che inizia a rivedere la luce dopo anni con il nuovo concorso per infermieri, che porterà nuova linfa assistenziale alla nostra ASST. Un piccolo passo avanti viste le carenze ancora da sanare.

Nascerà un nuovo contratto integrativo aziendale che, oltre al processo dei passaggi orizzontali, si arricchisce in modo significativo nella sua parte normativa, andando a migliorare alcuni aspetti: per quanto possano sembrare banali risultano essere fondamentali per la vita lavorativa di un turnista del comparto sanitario.

Il gruppo Nursing Up a Melegnano

Tra i vantaggi normativi di questo contratto spiccano la possibilità attraverso un progetto per i dipendenti oltre i 60 anni di chiedere di non fare le notti o le reperibilità, il riconoscimento del diritto al pasto anche per i part-time a con orario lavorativo a cavallo della pausa del pranzo purché abbiano un orario di lavoro di 5 ore, il riconoscimento dei 20 minuti di pausa sottratti anche se non goduta; e molto, molto altro.

Sono state fissate le date per le assemblee fondamentali per la presentazione ed approvazione della pretesa del CCIA da parte dei lavoratori:

4/12/17 a Melzo dalle 14 alle 16.30

5/12/17 a Cernusco sul Naviglio dalle 14 alle 16.30

6/12/17 a Cassano

11/12/17 a Vizzolo Predabissi dalle 7.30 alle 12.30

Il gruppo Nursing Up dell’Azienda Sanitaria di Melegnano, giovedì 23 novembre 2017 ore 10:48 

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L'inchiesta satirica

Papparsi appalti, gestire i centri, assumere raccomandati: tutti gli inciarmi fatti con il direttore

«Nessuno dei direttori che si sono avvicendati ha dimostrato di voler rilanciare l’ospedale di Melegnano. Tengono il motore al minimo, e basta» è la protesta degli infermieri e degli operatori sanitari dell’azienda socio sanitaria territoriale Melegnano e Martesana. Un lettore scrive a RADAR: «Sono andato a prenotare una visita all’ospedale di Melegnano e me l’hanno data nel 2017. Ho letto gli articoli sui lavoratori in protesta e hanno tutte le ragioni, cazzo».

#MICIOMICIO
Che cosa hanno fatto i direttori all’ospedale? Prendiamo le intercettazioni dell’inchiesta Smile del tribunale di Monza, che ha investigato sugli appalti razzolati dalla Signora dei Denti, l’imprenditrice brianzola Paola Canegrati, con l’aiuto degli alti papaveri di regione Lombardia e dei manager sanitari della Mezzaluna Fertile: l’area tra Melegnano, Vaprio d’Adda, Pieve Emanuele e Pioltello. Prendiamo l’ex direttore Paolo Moroni; emblematico il suo caso, finito nelle pagine di due inchieste giudiziarie, la Smile del 2016 – ai cui atti ufficiali fa riferimento questo articolo – e la Cupola degli Appalti del 2014.
Da direttore, Paolo Moroni segnalava e l’imprenditrice assumeva. Così scrive il giudice: «Moroni aveva sollecitato all’imprenditrice Paola Canegrati, l’assunzione di più persone, che l’imprenditrice aveva puntualmente assunto». Paolo Moroni non è stato indagato né arrestato dall’operazione Smile, che ha dato quattro anni a Paola Canegrati e che ha arrestato e demansionato Patrizia Pedrotti e Piercarlo Marchetti dell’ospedale di Melegnano. Moroni non è implicato in accuse di reato ma, dalle conversazioni registrate durante le indagini, il giudice deduce «accordi» stretti tra Moroni e Canegrati per una «gestione dei centri dell’azienda ospedaliera di Melegnano». Gestione che tornasse «conveniente all’imprenditrice Canegrati».

#BAUBAU
La conversazione delle 12:30 del 20 marzo 2014 è chiarissima. Paola Canegrati chiama in ospedale e l’operatrice le passa Paolo Moroni. «Caro Paolo!» lo saluta.
«Ciao Paola. Come stai?».
«Tiro avanti…». Canegrati si commisera nella sua profonda ricchezza.
È Moroni a iniziare. È una manovra lenta, lumacona, l’incontro umma umma di appetiti materiali. «È un po’ che non ti vedo» se ne esce; «e vieni a salutarmi».
«Eh, no,» si nega Canegrati. «Figurati se mi permetto,» si giustifica. «Di disturbarti» si umilia. «Sei il direttore» si accuccia. «Sei mica micio micio, bau bau» si accula. «Cioè. Voglio dire» si punisce. «Eh,» si elimina. Poi: «Io vengo. No, dimmi tu quando, che ci mettiamo d’accordo». Lavoratori: tiè.
«So che ogni tanto vieni qui per la storia del contratto del nuovo ambulatorio. Venerdì, come sei messa?».
«Venerdì bene».
«Volevo fare il punto un po’ con te, sulla rete complessiva delle nostra Azienda. Magari viene anche la Patrizia Pedrotti…».
«Volentieri! Perché noi siamo veloci, eh. Tac paf: detto fatto».

IN CONCLUSIONE
Questa volta le conclusioni saranno le vostre. Scrivetele voi. Che nome dare al «sistema» individuato dai giudici nell’ospedale di Melegnani? Quale sarà il corso della protesta degli infermieri e degli operatori sanitari? Continuate a seguire la vicenda sugli articoli di RADAR, l’appuntamento è lunedì 20 giugno con l’audizione dei lavoratori in regione Lombardia.

Lo Staff, mercoledì 15 giugno 2016 ore 06:30 

radarmelegnano@gmail.com

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L'inchiesta satirica

Piccola repubblica ospedaliera: corrotti, corruttori, favoriti e parentopoli del Sistema Melegnano

Gli operatori sanitari scendono in piazza. Sapete perché? Fatevi un giro nel ramo oscuro dell’ospedale di Melegnano.

Ricordate Patrizia Pedrotti? Ex direttrice amministrativa? Che aveva stretto un «accordo di razionalità» con il pluricondannato Gianstefano Frigerio? Che se lui aveva «bisogno di una cosa chiedo a te, e poi chiedo a Mario Mantovani»? Ecco, Pedrotti non era solo nel «sistema illecito» di Frigerio.
Pedrotti era anche nel «collaudato sistema corruttivo» – così lo definisce il giudice per le indagini preliminari – creato da Paola Canegrati: colei che le cronache chiamano «Lady Dentiera», imprenditrice nel ramo cure dentali arrestata a febbraio nell’operazione Smile e condannata a 4 anni a maggio con patteggiamento. Questo articolo racconta la sua presenza a Melegnano e fa riferimento agli atti del tribunale di Monza, artefice delle indagini.

#FIGLIRACCOMANDATI
Pedrotti e Canegrati sono state accusate del reato di corruzione per l’esercizio della pubblica funzione e di atto contrario ai doveri d’ufficio. Canegrati ha assunto il figlio di Pedrotti nei propri rami d’azienda, e Pedrotti le avrebbe dato in cambio «un’estensione del contratto di appalto per la sua società Servicedent Srl» presso gli ambulatori di Melegnano, Vaprio d’Adda, Pieve Emanuele, Gorgonzola. Lo prova una conversazione telefonica intercettata il 1° aprile 2014.
Pedrotti è al telefono. È in lacrime. «Paola…» balbetta.
«Eh? cosa c’hai?» risponde Canegrati.
«Scusami… finalmente qualcosa».
«Non piangere. Hai un bellissimo ragazzo…».
«Oh, Paola. Tu non sai…».
«…hai un bellissimo ragazzo, veramente proprio un…».
«Era felicissimo, mi ha detto mamma finalmente qualcosa di positivo».
«Venerdì viene, firma il contratto, lunedì comincia. Io gli ho detto che per me non ci sono, cioè, figli e figliastri…».
«Esatto, riprendilo, sgridalo, perché deve capire nel mondo del lavoro si fa fatica…».
«Venerdì alle 11 viene, firma il contratto, lunedì comincia».
«Madonna, guarda, mi hai resa la donna più felice della terra in questo momento, giuro! Ti, ti, ti farei un monumento, giuro».

#ILTOPOLINO
L’imprenditrice Paola Canegrati manteneva, a detta dell’ordine di arresto, sotto la propria «subordinazione» altri due pubblici funzionari: uno era l’allora direttore generale Paolo Moroni, il secondo era Piercarlo Marchetti, responsabile dell’area contratti dell’ufficio gare dell’ospedale di Melegnano.
Marchetti è stato notato da RADAR più di un anno fa; il suo nome entrava e usciva dalle pagine d’inchiesta sulla Cupola degli Appalti. È stato arrestato a febbraio insieme a Canegrati e Pedrotti, accusato di corruzione. Anche lui è per i giudici «subordinato» a Canegrati. Canegrati telefona a Marchetti il 25 febbraio 2014: «Carissima», le risponde.
«Carissimo Piercarlo!».
«Come stai?».
«Volevo saper… tu come stai? Volevo sapere, se la montagna aveva partorito il topolino».
«La montagna, ha forse partorito il topolino…» fa Marchetti, «visto che il signor [nome omesso per privacy, ndr] si è degnato di tornare in servizio… però alla fine gli ho detto, prepara ’sta cazzo di roba che la Pedrotti mi ha già chiesto tre volte, per cui oggi dovrebbe partorirmi questo topolino».

FINALE
Pedrotti e Marchetti secondo le indagini «esercitavano pressioni sui dipendenti dell’Azienda Ospedaliera, affinché formalizzassero i vantaggi garantiti a Canegrati». In altre parole: schioccavano la frusta sui sottoposti per realizzare gli accordi con l’imprenditrice. Anche Marchetti ottiene qualcosa in cambio: il 4 luglio 2014 «la moglie di Marchetti telefona a Canegrati» come affermano i giudici, «per chiedere di essere assunta al Fatebenefratelli». Canegrati le fissa un appuntamento. Rassicura: «Le aveva già tenuti occupati dei posti». Marchetti ottiene anche una seduta gratuita di cure dentali per una propria conoscente.
Ma per voi, i tre funzionari pubblici erano a servizio dell’Azienda Ospedaliera o di Canegrati? Per i giudici è evidente che «avessero messo le proprie funzioni al servizio dell’imprenditrice Paola Canegrati. Un reciproco e continuo scambiarsi favori per ingraziarsi Canegrati, a sua volta disposta a ripagare con assunzioni di parenti e amici».
A Melegnano, in Ospedale, non c’erano solo Frigerio, Mantovani, la ’ndrangheta e Iamele. Si era infiltrato un «sistema corruttivo» e «collaudato». E c’è tutt’ora?

Lo Staff, mercoledì 8 giugno 2015 ore 18:27 

radarmelegnano@gmail.com

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Cronaca

Gli operatori ospedalieri: «Manifesteremo per il nostro disagio, che è il vostro»

AO-RADAR-manifestazioneGli operatori dell’ospedale (ASST Melegnano e Martesana) sono a Melegnano il 10 giugno, sfilando dal Presidio di Vizzolo fino a piazza della Vittoria di Melegnano. Qui in assemblea pubblica spiegheranno le loro motivazioni. «Illustreremo la strategia aziendale adottata ­– dichiarano – con chiusura di posti letto superiore a quella degli anni precedenti pur di non assumere il personale mancante. Scenderemo in piazza per rivendicare il nostro essere cittadini di questo territorio, per garantire una Sanità Pubblica all’altezza di questo popolo beffato con tagli e cattive Amministrazioni. Il personale sanitario lavora senza interruzioni per supplire alla carenza di organico, con il rischio di compromettere la sicurezza dei cittadini sempre più costretti a rivolgersi a una Sanità Privata imprenditoriale che per volere, forse, di chi ci governa sta distruggendo il Pubblico Servizio. Le vaghe risposte della Direzione Aziendale ci costringono a coinvolgere tutti voi che avete diritto di essere curati con decoro. Manifesteremo con i lavoratori di Dussman, Marcas, Colser. Manifesteremo per rimarcare il nostro disagio, che è anche il vostro, per ribadire che c’è bisogno di ripristinare il comparto Sanitario dell’azienda e ridare valore al lavoro. Manifesteremo per ridare al territorio una sanità dignitosa. Nello scusarci per eventuali disagi ci auguriamo la vostra massima partecipazione come cittadini e quella dei politici locali per la loro responsabilità istituzionale».

Lo Staff, martedì 7 giugno 2016 ore 8:45

radarmelegnano@gmail.com

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