Il caso

Strategia del fuoco, strategia dell’acqua. Sun Tzu, Tu Mu e Chang Yu commentano Melegnano

I fatti incendiari di Melegnano e l’iniziale dissesto idrogeologico letti alla luce della strategia militare classica cinese

ASSERISCE SUN TZU (544-496AC): «Chi adopera il fuoco per potenziare i suoi attacchi è intelligente. Chi adopera le alluvioni, è potente». Ancora: «L’acqua può tagliare fuori un nemico, ma non distruggerlo». Di nuovo: «Ci sono cinque metodi per attaccare con i proiettili infuocati: lanciarli contro le persone, i magazzini, gli equipaggiamenti, gli accampamenti e gli arsenali». Poi: «Per usare il fuoco bisogna avere mezzi adeguati e attendere il clima giusto: secco e ventoso». Ma ancora: «L’incendio ci deve essere nel tempo opportuno». 

SENTENZIA TU MU (803-853DC): «Si attacca con il fuoco non per affidare alle fiamme il compito di distruggere, ma per gettare scompiglio nel nemico prima di andare all’assalto». 

CHANG YU (960-1079DC) dichiara: «L’impiego intelligente del fuoco facilita l’attacco. L’acqua divide il nemico, e tu sei più forte di un nemico diviso».

Lo staff, martedì 16 giugno 2015 ore 12:12
radarmelegnano@gmail.com

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Cronaca

«Darei 10mila euro a chi scopre chi è stato»

VIA DELLA VECCHIA CHIMICA – «È una guerra. Hai visto? Questa è l’Italia. Guerra tra poveri». B. P., 39 anni, marito della titolare del magazzino di Riozzo andato completamente in fiamme stanotte, dice: «Siamo i primi a voler sapere cosa sia successo e chi è stato. Saranno 200mila euro soltanto per la riparazione della struttura, dalle pareti esterne agli interni. Vedi le mura qui fuori? Solo crepe. Non so se ci conviene ricominciare tutto. Stamattina avevamo una consegna in programma. Già perso un cliente».

Cenere e chiodi è tutto ciò che resta dell’incendio sviluppato ieri notte intorno alle 2. In questo momento i residui – classificabili come rifiuti speciali del costo unitario di 3000 euro – vengono ammassati a ridosso della recinzione.

Questo è il secondo incendio in un mese, ad aprile i locali erano andati a fuoco una prima volta. La ditta insediata vende bancali di legno per logistica e stoccaggio. «Il mese scorso erano 30mila euro di danni al materiale – sono i conti di B. P., originario del napoletano e da due anni e mezzo nel settore, nessun cattivo rapporto alle spalle da dichiarare. – Stavolta sarà il doppio. Mi hanno chiamato alle 4 del mattino, sono venuto, i pompieri hanno tagliato via il cancello all’ingresso e la recinzione in fondo, hanno dovuto tagliare la corrente. I carabinieri mi hanno chiesto chi possa essere stato. Non lo so. Sono loro a doverlo dire a me. La strada è piena di telecamere, eccole là – indica lo spigolo del magazzino dirimpetto, – il mese scorso ho chiesto di visionare i filmati, nei quali avrei potuto verificare la presenza di un’utilitaria bianca che era stata vista passare. Ancora aspetto. Darei 10mila euro a chi mi trovasse chi è stato».

Completa combustione dell’ufficio di segreteria, perso il computer. Nessuna assicurazione copriva il magazzino: «L’assicuratore mi ha detto di no perché è un settore a rischio».

Marco Maccari, mercoledì 10 giugno 2015 ore 16:19 – mamacra@gmail.com

Le foto sono una cortesia di Michelina Salandra

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